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Mercoledì sera al K3 si è svolto il congresso provinciale dei Giovani Padani, a cui erano presenti una quarantina di giovani sostenitori, militanti e amministratori della Lega della provincia di Treviso e il Commissario Nazionale MGP Piergiovanni Sorato. All’unanimità c’è stata la proclamazione di Chiara Fraccaro (ventottenne, laureata in Economia e Management aziendale, libero professionista) come coordinatrice provinciale del Movimento dei Giovani Padani. La seconda donna in provincia a ricoprire tale carica da quando esiste il Movimento dei Giovani Padani (la prima quasi vent’anni fa), un messaggio positivo e di speranza per far avvicinare le ragazze alla politica.

 

L’obiettivo di Chiara Fraccaro e del suo Vice Andrea Cogo, Consigliere Comunale di Silea, è quello di far crescere il numero di ragazzi che aderiscono alla Lega e di conseguenza al movimento giovanile in tutto il territorio trevigiano, supportando le sezioni, circoscrizioni e il provinciale. Si darà la possibilità alle nuove leve di essere inseriti e preparati politicamente, civilmente ed umanamente a contribuire anche ai 56 Comuni che nel 2019 andranno al voto.

 

Tra i punti programmatici del prossimo triennio, troviamo l’importanza di fare squadra e i metodi per consolidarla, la crescita, la formazione e il confronto diretto, la sinergia ed il supporto agli organi superiori e alle loro iniziative, la promozione di mozioni ed attività G.A.P. (Giovani Amministratori Padani) e il cavallo di battaglia con la difesa identitaria, della cultura, dei valori, del territorio e delle tradizioni.

 

 

Da sempre roccaforte leghista, i Giovani Padani di Treviso continueranno a portare avanti con orgoglio e determinazione le battaglie politiche e sociali della Lega in primis su tutto l’autonomia del Veneto, la sicurezza e le altre tematiche che riguardano direttamente i giovani, come scuola e lavoro.
Il futuro è nelle mani dei giovani e in particolare di coloro che credono in ciò che fanno e hanno il coraggio di inseguire i propri ideali, i propri sogni.

La Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Venezia e Presidente della Federazione Regionale (FOAV), Anna Buzzacchi, dal palco dell’ottavo Congresso Nazionale tenutosi la scorsa settimana a Roma, esorta a superare le monoculture e al riutilizzo degli spazi in disuso o inutilizzati: «In Veneto ci sono 92mila capannoni distribuiti in circa 5.600 aree periferiche.Una media di un capannone ogni 54 abitanti. Di questi, circa 11.000 sono strutture dismesse, il 12% del totale, e solo 6mila sono riutilizzabili. È necessario passare da spazi fisici a luoghi urbani di coesione e relazione sociale».

 

La risposta che spesso viene data al riutilizzo dei capannoni abbandonati è quella di destinarli ad uso commerciale. Una scelta sbagliata che, se pur vista come alterativa all’abbandono, non fa altro che alimentare la disorganizzazione degli spazi». In questo processo il ruolo dell’architetto è fondamentale: «Uno degli obiettivi principali del Congresso è, infatti, quello di far germogliare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, armonizzando tra loro tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione e la tutela dell’ambiente come impegno a favore delle generazioni future».

 

Questo è quanto è emerso dall’ottavo Congresso Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dal titolo “Abitare il Paese. Città e Territori del Futuro Prossimo”.

 

«Le città – continua la Presidente – devono riconquistare il loro ruolo di spazi aggregativi. Per far ciò è fondamentale una trasformazione non soltanto a livello sociale, ma anche normativa. Nel nostro Paese, così come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, deve essere riconosciuta la centralità del ruolo dell’architetto nella rigenerazione degli spazi urbani. Tutto ciò deve avvenire nel rispetto del giusto equilibrio tra gli aspetti culturali, sociali, economici, ambientali e tecnici della pianificazione, della progettazione, della costruzione e del riuso adattivo. L’obiettivo nell’attuazione di questi piani di rigenerazione urbana è di trasformare le città in luoghi attrattivi dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi».

 

Durante il congresso sono emersi anche alcuni dati sui numeri della professione in Veneto. Gli architetti residenti in Italia sono oltre 155 mila e di questi 12.351 sono in Veneto. La provincia con il maggior numero di professionisti è quella di Venezia, con 2.936 iscritti. In Veneto, come in tutta Italia, il numero degli architetti uomini è superiore a quello delle donne. A Venezia, per esempio, tra i professionisti “over 51” si contano 957 uomini e 335 donne. Le donne architetto in Veneto sono 4.258, gli uomini, invece, 7.823.

 

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