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Al Teatro Goldoni si alzi il sipario! Questa sera (ore 20.30) con il ritorno sul palcoscenico veneziano di Marco Paolini e lo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse, il Teatro Stabile del Veneto inaugura la nuova stagione 2019/2020. Scritto dall’attore veneziano insieme a Francesco Niccolini con un cast di sei attori e musicisti sapientemente guidati da Gabriele Vacis, la cui regia si dimostra capace di superare divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, lo spettacolo porta in scena le memorie di un Ulisse non più guerriero ma calzolaio per parlare dell’oggi attraverso i miti di un tempo.

 

 

La dedica a Cesare De Michelis

Una stagione speciale questa che, in occasione del 40esimo anniversario dalla riapertura dello storico teatro veneziano, e che lo Stabile del Veneto ha voluto dedicare a Cesare De Michelis.

Da sempre grande studioso del Settecento veneziano, con particolare attenzione al teatro e a Goldoni, di cui ha portato in luce la straordinaria attualità e modernità, Cesare De Michelis è stato presidente del comitato per l’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni, istituito nel 1993, e che ha a oggi portato alla pubblicazione, con Marsilio, di 57 volumi.

“È tempo di prendere atto che Goldoni è stato ed è un grande riformatore, è tempo di riconoscere la sua autentica e sorprendente modernità” scriveva l’editore e bibliofilo veneziano nel saggio Goldoni nostro contemporaneo. Con questo spirito ha, infatti, intrapreso il meritevole e ambizioso progetto di restituzione dell’edizione critica dell’intera opera goldoniana, che quest’anno proseguirà con la pubblicazione della commedia I due gemelli veneziani, in occasione della nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto che debutterà nel 2020 per la regia di Valter Malosti.

 

Lo spettacolo di apertura

Ad inaugurare la stagione è lo spettacolo Nel tempo degli dei di e con Marco Paolini, che tornerà poi ad essere nuovamente ospite dello Stabile del Veneto al Teatro Verdi di Padova dal 13 al 17 novembre e al Teatro Mario Del Monaco il 22 novembre per l’apertura della stagione di prosa trevigiana.

 

Smessi i panni dell’eroe sono ormai dieci anni che Ulisse perpetua il suo peregrinare, camminando verso non si sa dove con un remo in spalla. Impossibilitato a sottrarsi a un destino di morte e violenza voluto dagli dei, l’eroe di Omero si autoinfligge la più dura delle punizioni, rinunciando al trionfo e all’immortalità e obbligandosi a un nuovo esilio. Il protagonista è dunque un pellegrino solitario e invecchiato, che non ama svelare la propria identità e che tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta fandonie, s’inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito. Alla regia Paolini ritrova Gabriele Vacis, che gioca con tutti gli artisti presenti in scena, superando divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, dove ogni singolo interprete diventa funzionale al racconto. Un affondo nel contemporaneo, un “de profundis” che annuncia l’inevitabile fine degli eroi.

“Quante Venezie…” uscito pochi mesi dopo la scomparsa di Cesare De Michelis per le edizioni ItaloSvevo, raccoglie gli scritti del fondatore della casa editrice Marsilio dedicati al territorio e all’identità veneti, alle storie su Venezia, sulla sua gente, sull’arte e la bellezza, il racconto di un luogo dalle mille facce, una moltitudine, un poliedro di sfaccettature in continuo conflitto con la Modernità, costantemente scissa tra tradizione e innovazione.

 

Scrive Claudio Magris nell’introduzione al libro «Un affascinante saggio sul Moderno, sulla resistenza ad esso, sul suo avvento liberatorio e violento, sulla sua fine cui non si riesce a capire cosa sia accaduto e stia accadendo dopo e cioè oggi. […] Sarebbe un grande bene per tutti, non solo per chi l’ha conosciuto e amato, che Cesare ci aiutasse, con la sua forza, il suo disincanto e la sua affettività umana e culturale, ad attraversare ciò che ci aspetta e che non sembra una bella stagione».

La presentazione del volume all’Ateneo Veneto giovedì 23 maggio è un modo per confermare il legame forte che c’era tra l’istituto e il Socio, l’editore, l’intellettuale. Un’occasione costruita da Tiziana Agostini, già vicepresidente dell’Ateneo Veneto, e Annalisa Trabacchin, presidente del circolo culturale Walter Tobagi, perché Cesare De Michelis più volte aveva partecipato al loro Laboratorio di scrittura creativa. Con loro ci saranno il Presidente dell’Ateneo Veneto Gianpaolo Scarante e il giornalista Edoardo Pittalis.

Cesare De Michelis (1943–2018) è stato tra i fondatori della casa editrice Marsilio che ha presieduto fino alla sua morte. Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Padova, ha sempre seguito con grande attenzione la vita culturale e politica della sua città, Venezia.

Dopo la scomparsa di Cesare De Michelis, che lo ideò e fondò, Ernesto Ferrero sarà il nuovo Presidente della giuria

 

Si svolgerà a Mogliano la cerimonia di premiazione della ventisettesima edizione del Premio letterario nazionale Giuseppe Berto. Sarà, questa, la prima edizione del Premio senza Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, che ne fu ideatore e fondatore nel 1988, da grande estimatore dello scrittore veneto. Il nuovo Presidente della giuria del Premio Berto 2019 sarà Ernesto Ferrero, scrittore, critico, consulente editoriale e direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

L’associazione culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui. È stato così pubblicato il bando dell’edizione 2019, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto e il Comune di Ricadi, e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Della giuria del Premio, oltre al nuovo Presidente Ferrero, fanno parte Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

Questa edizione è caratterizzata da un’altra novità. Il “portafoglio” del Premio aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore anche 500 euro per gli altri quattro finalisti, quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore.

 

 

Caratteristiche del Premio

Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti. Possono pertanto parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo tra il 1° maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

 

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La giuria, selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno 2019 e l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno 2019, a Mogliano Veneto.

 

Non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti (che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza).

 

 

I vincitori delle precedenti edizioni

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore, ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014, in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

Vinto nell’edizione 2018 da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali (Mondadori), il Premio è stato trampolino di lancio per alcuni dei maggiori talenti della letteratura contemporanea, tra cui:

• Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988)

• Michele Mari con Di bestia in bestia (1989)

• Luca Doninelli con I due fratelli (1990)

• Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993)

• Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997)

• Elena Stancanelli con Benzina (1999)

• Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001)

• Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004)

• Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Sarà Ernesto Ferrero il nuovo Presidente della Giuria del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto, la cui XXVII edizione è stata bandita dai promotori; Ferrero, noto scrittore, critico, consulente editoriale e storico direttore del Salone del libro di Torino dal 1998 al 2016.

 

Il dopo De Michelis

 

Sarà la prima edizione del Premio senza l’ideatore Cesare De Michelis, scomparso la scorsa estate, grande estimatore dello scrittore veneto.

L’Associazione Culturale Giuseppe Berto, nonostante l’incolmabile vuoto lasciato da De Michelis che ne era Presidente, ha deciso di proseguire nel solco tracciato assieme a lui, pubblicando il Bando dell’edizione 2019 del Premio, in collaborazione con gli eredi Berto, il Comune di Mogliano Veneto (TV) e il Comune di Ricadi (VV), e il sostegno dello sponsor Colorificio San Marco.

 

Le novità

 

Altra novità, oltre al nuovo presidente della giuria, sarà il “portafoglio” del Premio che aggiunge ai 5 mila euro per il vincitore; anche 500 euro per gli altri quattro finalisti quale gettone di presenza alla cerimonia finale di proclamazione del vincitore. Il Premio mantiene la propria esclusiva peculiarità di essere riservato a scrittori esordienti.

Come partecipare

 

Possono parteciparvi solo opere prime di narrativa redatte in lingua italiana e pubblicate nel periodo compreso tra l’1 maggio 2018 e il 10 maggio 2019.

Le opere dovranno essere inviate dagli editori alla Giuria entro e non oltre il 13 maggio 2019. La Giuria selezionerà le 5 opere finaliste entro il 7 giugno; l’opera vincitrice sarà proclamata sabato 29 giugno, a Mogliano Veneto, nel corso della cerimonia di assegnazione del Premio.

Il Berto conferma la tradizionale alternanza tra le due terre amate dallo scrittore moglianese, il Veneto, dove nacque, e la Calabria dove si stabilì negli ultimi anni della sua vita e dove è sepolto.

Il bando è disponibile assieme al regolamento anche nel sito, non sono ammessi rifacimenti, riedizioni, o traduzioni, ma saranno accettati il primo romanzo pubblicato in volume di un autore oppure la prima raccolta di racconti, che neanche singolarmente possono essere stati pubblicati in precedenza.

 

La giuria

 

Oltre al Presidente, fanno parte della giuria: Cristina Benussi, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, e Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore.

 

La storia del Premio

 

Il Premio Berto, nato nel 1988 su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori dello scrittore; oltre a De Michelis, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati (questi ultimi avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale). Ha raggiunto le 22 edizioni tra il 1988 e il 2010 e dopo una pausa è stato rilanciato nel 2014 in occasione del centenario della nascita dello scrittore moglianese e ripreso nel 2015.

 

I vincitori

 

Il Premio, vinto nell’edizione 2018, da Francesco Targhetta, con Le vite potenziali, è stato trampolino di lancio per alcuni talenti della letteratura contemporanea; tra questi: Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia in bestia (1989), Luca Doninelli con I due fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001), Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

Un gravissimo lutto ha colpito oggi Venezia e tutto il mondo dell’editoria. Cesare De Michelis, editore della Marsilio Editori, è morto a Cortina, dove era in vacanza.

Cesare De Michelis, fratello del politico Giani De Michelis, era nato 75 anni fa a Dolo ed era un vero veneziano convinto assertore della venezianità e della concreta possibilità di Venezia di continuare a vivere nel mondo attuale.

Il nome della sua casa editrice vuole ricordare il filosofo Marsilio Ficino, contemporaneo di Dante. La cultura di Cesare De Michelis era profonda, come l’immensa biblioteca di cui disponeva, ed era un appassionato conoscitore della storia di Aldo Manuzio, primo stampatore veneziano.

Cesare De Michelis è stato anche professore dell’Università di Padova, dove ha ricoperto la cattedra di Letteratura Italiana Moderna. Molte gli autori lanciati dalla sua casa editrice tra cui Susanna Tamaro e Margaret Mazzantini.

I funerali si svolgeranno martedì prossimo a Venezia.

 

A nome della Città di Venezia, anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha voluto esprimere le sue più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari per la triste perdita e lo ricordato così:

 

Cesare è stato un punto di riferimento per la cultura italiana. Con le sue intuizioni ha aiutato tanti giovani a sviluppare il proprio talento, contribuendo a rendere l’Italia un Paese migliore. Venezia oggi è triste perché ha detto addio ad uno dei suoi rappresentanti più illustri. Ciao Cesare!

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