Home / Posts Tagged "cena"

Giovedì sera nel tendone della Festa dei Fiori a Mogliano si sono riuniti per una serata conviviale i candidati sindaci del Centro Destra dei Comuni di Mogliano, Preganziol e Casier rispettivamente Davide Bortolato, Valeria Salvati e Renzo Carraretto.

 

Erano anche presenti Andrea Durigon, sottosegretario del ministero del Lavoro, Federico Caner, assessore regionale al Turismo e Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso.

 

Più di 350 le persone convenute dai tre comuni, con una forte prevalenza di presenze moglianesi.

Appuntamento sabato 4 maggio, ore 19.30, per la seconda edizione della cena di raccolta fondi per Oikos, in greco “casa”, il progetto di riqualificazione dell’oratorio delle parrocchie del centro di Treviso, #31Centro: una casa per tutti i giovani spesso alla ricerca di spazi di relazione e di studio. Inaugurato lo scorso anno e sorto dall’esigenza, suggerita dagli stessi giovani del gruppo di pastorale giovanile cittadina, di pensare un’aula studio per i tanti studenti che frequentano i numerosi istituti superiori del capoluogo e che faticano a trovare agevolmente spazio in ambienti spesso sovraffollati come le biblioteche, la struttura si compone oggi di un’ampia aula attrezzata e di una sala convegni a disposizione della cittadinanza.

 

Location d’eccezione per la cena all’aperto, il medievale Vicolo Duomo (ingresso nei pressi del Museo Diocesano, co-organizzatore dell’iniziativa, assieme a #31Centro e alla Parrocchia di S. Pietro nella Cattedrale). In apertura, è previsto un aperitivo nel limitrofo giardino. Il servizio ai tavoli sarà svolto dai ragazzi del gruppo giovani.

 

Dalle 18.30, in occasione dell’evento, l’inaugurazione della mostra LooParadisiaco di Lisa Perini negli ambienti del nuovo oratorio.

Info

Si richiede prenotazione al numero 340.3368335.

Offerta minima: € 25.00; bambini € 10.00.

 

       

 

 

 

#31Centro è il progetto di pastorale giovanile della Collaborazione Pastorale delle parrocchie di Treviso Centro. L’esperienza “LabOratorio” è strutturata in incontri a cadenza settimanale (mercoledì ore 19.30) e coinvolge decine di giovani della fascia di età 14-18 in attività di approfondimento della Parola, di aiuto concreto e conoscenza delle iniziative di volontariato del territorio, testimonianze e occasioni di dibattito; “Piazza d’Uomo” è la proposta bisettimanale pensata per maturandi, universitari e giovani lavoratori.

C’è grande attesa per la cena di domani sera a Monfumo, in occasione della premiazione dei tre giovani under 35 che si sono distinti per il loro talento: uno chef, uno sportivo e un inventore. Gerry Menegon, storico ristoratore segnalato sulla guida Michelin e sulla Ristoranti d’Italia ha affermato: “Vi stupiremo con le delizie dal Brenta al Piave”.

 

Ci sono voluti mesi per studiare ogni singolo abbinamento. L’attesa era alta: dopo 35 anni di storia della ristorazione a Monfumo, dopo cene di gala, dopo l’inserimento nelle guide Michelin e Ristoranti d’Italia, per Gerry Menegon la nuova sfida era pensare il menù perfetto per la serata nella quale saranno assegnati i riconoscimenti del rinnovato premio “Locanda da Gerry” che avrà una madrina d’eccezione: Laura Coden, miss Italia di Feltre.

 

“Abbiamo deciso di unire i sapori e i gusti tra il Brenta e il Piave, concentrandoci sui piatti della zona”, spiega il titolare della locanda per la quale, nel corso degli anni, sono passati vip e persone dello spettacolo, dall’attore Renato Pozzetto al pilota di Formula Uno Jean Alesi, passando per il maestro d’orchestra Riccardo Muti e la conduttrice televisiva Paola Saluzzi. “Tutti hanno apprezzato la semplicità e la purezza degli ingredienti, è questo il mio segreto”, rivela Gerry, che nel corso degli anni è stato chiamato a insegnare la cucina italiana in Giappone, Svezia e Stati Uniti.

 

Ebbene, questo il menù che ottanta selezionatissimi ospiti potranno degustare domani sera:

Gran buffet con antipasti e aperitivi in sala bar

Crema tiepida di fagioli di Lamon e patate del Piave con piccola tartare di trota del Brenta

Risotto con piselli di Borso e casata del Grappa, profumo di basilico, mantecato con olio extra vergine di oliva delle colline di Monfumo

Capocollo di maiale Pedemontano farcito di ciliegie di Maser e salsa al vino rosso (Recantina)

Schiacciata di patate aromatizzata alle erbette di montagna e fagiolini al burro

Sorbetto al Prosecco Docg Asolo Superiore

Coulis di fragoline di bosco

Dolci montagne.

 

Tra i commensali ci saranno ospiti istituzionali, giornalisti, vip ed esperti di enogastronomia, in una serata di gala finalizzata alla raccolta di fondi per la Lilt, la Lega italiana lotta tumori. I riflettori saranno accesi sui tre giovani under 35 premiati dalla giuria: lo chef Francesco Brutto, la campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi e l’inventore Andrea Mocellin.

La giuria ha votato la rosa dei tre giovani che si sono distinti per il loro talento. Sul podio Francesco Brutto, chef del ristorante veneziano Venissa, Eleonora De Marchi, campionessa mondiale di scherma da Castelfranco Veneto e Andrea Mocellin, inventore del progetto Revolve originario di San Nazario, nel Vicentino. Venerdì 22 giugno la serata della premiazione ufficiale al ristorante di Gerry Menegon a Monfumo, nel Trevigiano

 

La giuria dello storico premio “Locanda da Gerry”, ideato da Gerry Menegon, titolare col fratello del ristorante omonimo di Monfumo, nel Trevigiano, ha proclamato i vincitori assoluti che si sono distinti per il loro talento. Ecco chi sono i tre giovani under 35 saliti sul podio delle eccellenze: lo chef Francesco Brutto, la campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi e l’inventore Andrea Mocellin.

 

Francesco Brutto, trevigiano di Campocroce, classe 1988, è uno chef prodigio che vanta prestigiosi premi, tra i quali una stella Michelin per entrambi i ristoranti che gestisce, il Venissa di Mazzorbo a Venezia e Undicesimo Vineria a Treviso, Tre Cappelli alla Guida dell’Espresso di quest’anno, la stessa che già nel 2017 l’aveva nominato “Giovane dell’anno”.

 

 

 

Il secondo talento viene da Castelfranco Veneto, sempre nel Trevigiano, ed è la campionessa di scherma Eleonora De Marchi, appena ventenne e già pluripremiata. Componente della Nazionale italiana assoluta di spada femminile, ha collezionato molteplici Coppe Oro del Mondo, tra le quali Under20 a Burgos, in Spagna e a Helsinki in Russia, e le recenti sia in squadra che individuale a Laupheim, in Germania.

 

 

 

 

 

 

Infine, il terzo giovane che si è aggiudicato il premio arriva dalla provincia di Vicenza, a San Nazario in Valbrenta, ed è Andrea Mocellin, innovativo designer trentatreenne. Laureato in un Master in progettazione di veicoli al Royal College of Art di Londra, il suo curriculum riporta esperienze professionali notevoli con i più famosi marchi d’auto come Fiat, Audi e Ferrari. Mocellin si è distinto in particolare per aver inventato Revolve, la prima ruota modulare che si può piegare e infilare anche in zaino: il sogno dei viaggiatori e dei pendolari.

 

 

Lo storico premio “Locanda da Gerry” è nato nel 2008 e, dopo una pausa creativa, è tornato con una forte motivazione, “Sfatare il mito che l’Italia è un paese per vecchi, che non dà spazio quindi alle giovani leve”, spiega Gerry. “Il Premio vuole infatti dare visibilità a quei talenti under 35 che appartengono alla fascia territoriale compresa tra il Brenta e il Piave. Ma oltre a mettere in luce le grandi risorse umane del nostro territorio, abbiamo anche uno scopo sociale: una parte del ricavato viene devoluta a un’associazione di solidarietà  indicata di volta in volta, come sarà anche quest’anno”.

 

Appuntamento dunque a venerdì 22 giugno presso il ristorante di Menegon a Monfumo, in via Chiesa 6, con una cena con ospiti vip per le premiazioni.

Ieri sera ero a cena in un’incantevole cittadina portoghese con un caro amico venuto a farmi visita, capo a un gruppo di ricerca all’università di Oxford, quando, tra una bottiglia di vinho verde e una costata di maiale, mi ha sbalordito sussurrandomi imbarazzato una rivelazione che già una volta mi aveva colpito per la sua controversa natura. La prima volta che ascoltai la stessa rivelazione mi trovavo a bere un caffè con il mio professore di filosofia di linguaggio, incontrato casualmente per le calli di Venezia.

 

Ricordo nitidamente la tenerezza che mi fece quando, semplicemente dal nulla, mi confidò che, anche ora che era vicino a una meritata pensione dopo una lunga e fruttuosa carriera, aveva avuto la tremenda sensazione che prima o poi qualcuno avrebbe capito, e rivelato, il suo tremendo segreto: che lui, in realtà, era solo un idiota.

E così, dalla tenera confessione del mio direttore di dipartimento, nonché uno dei più conosciuti filosofi italiani contemporanei riconosciuti all’estero, venni a conoscenza della paranoia più diffusa tra le persone di successo: la sindrome dell’impostore.

 

 

Per rendere più chiara la faccenda, dovete sapere che la sindrome dell’impostore (1) è un termine, coniato nel 1978 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes, usato per descrivere una condizione psicologica particolarmente diffusa fra le persone di successo. Il fascino maligno di questa tendenza consiste nell’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal terrore persistente di essere un bel giorno sconfessati come “impostori” (2) . A dispetto delle dimostrazioni esteriori delle proprie competenze, le persone affette da tale sindrome rimangono convinte di non meritare il successo ottenuto, e vivono nella costante tensione che qualcuno, prima o poi, se ne accorgerà. Il successo, invece di essere fonte di soddisfazione, viene invece ricondotto a fattori quali la fortuna o il tempismo, oppure ritenuto frutto di un inganno o della sopravvalutazione degli altri (3).

 

 

E così anche ieri sera pure il mio amico, nonostante un dottorato all’Università di Cambridge e una successiva lodevole carriera accademica, ha sentito il bisogno di confessarmi il suo intimo timore: che un giorno, qualcuno un più scaltro degli altri, semplicemente annuncerà al mondo la grande, semplice verità che lui altro non è che un impostore. Era già tragicamente divertente sentire le ridicole preoccupazioni di un uomo così intelligente, che come se non bastasse, giusto per assicurarmi di non essere l’unico, mi raccontò la storia di un altro scienziato, che come lui, aveva lavorato al Max Planck Institute di Berlino. Tale collega, ragazzo particolarmente dotato, se non un genio nel campo della biologia, era riuscito a ottenere un dottorato in una delle migliori università americane. Se questo non fosse già stato abbastanza, lo scienziato riuscì, ancora giovanissimo, a far pubblicare uno dei suoi articoli nella famosa rivista Nature. E proprio qui, accade la meraviglia: un ingiustificato suicidio accademico. La sua ragione fu molto semplice, essendo fermamente convinto di essere un cretino, decise che la scienza non era niente di serio se una rivista tanto importante come Nature aveva deciso di pubblicare un articolo scritto da qualcuno come lui.
Così, da un giorno all’altro, proprio sull’onda della popolarità, mollò tutto. Dato che era comunque un genio, se la cavò comunque bene: da quanto ne sapeva il mio amico, ora lavora in qualche pericoloso paese africano al servizio delle Nazioni Unite.

 

 

Non nego che questa storia mi consola. Anche se una rivista internazionale non ha ancora pubblicato un mio articolo, ho la costante sensazione che un giorno qualcuno sbucherà fuori all’improvviso, annunciando al mondo che anche io, tutto sommato, come il mio amico geniale, sono solo un’idiota.

 

 

 

– – – – –

(1). Dall’inglese impostor syndrome, o anche impostor phenomenon.
(2). La “sindrome dell’impostore” può essere considerata speculare all’effetto Dunning-Kruger, una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, rifiutando di accettare la propria incompetenza.
(3). Secondo lo studio originale, la sindrome dell’impostore sarebbe particolarmente comune fra le donne di successo.  Inoltre, essa è stata comunemente associata all’attività accademica, essendo ampiamente riscontrata tra dottorandi e altri studenti di corsi avanzati.

 

Dopo il deludente risultato contro il Bologna, tutti i tifosi romanisti di Treviso e dintorni si ritroveranno domani, mercoledì 4 aprile, presso la sede del Roma Club Treviso per assistere alla esaltante sfida di Champions League contro il Barcellona.

La sede del Club si trasformerà in un angolo della curva del CAMP NOU e tiferà la squadra dopo una gustosa cenetta.

È stata una serata di festa, all’insegna della musica e del divertimento, quella che questa sera, al ristorante “Il Molo di Venezia”, ha visto protagonisti 50 ragazzi della sezione Venezia-Mestre di Aipd, l’Associazione italiana Persone Down.

 

Un’occasione resa ancora più speciale dalla visita a sorpresa del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, accompagnato dall’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini.

 

L’iniziativa è stata promossa in occasione della Giornata mondiale della Sindrome di Down, riconosciuta dalle Nazioni unite nel 2012 e celebrata il 21 marzo per ricordare la caratteristica genetica alla base della sindrome (trisomia della coppia cromosomica 21).

Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della sindrome di Down, un evento che ha l’obiettivo di sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza sia in termini scientifici che sociologici.
La Giornata, riconosciuta dalle Nazioni unite nel 2012, è stata istituita nel primo giorno di primavera per ricordare la caratteristica genetica alla base della sindrome (trisomia della coppia cromosomica 21), diffusa in tutto il mondo.

 

Attraverso il tema scelto per il 2018, “Il mio contributo alla società”, (#WhatIBringToMyCommunity #WDSD18) si vuole evidenziare il valore aggiunto che le persone con Sindrome di Down portano nel mondo della scuola, del lavoro, del tempo libero e combattere i pregiudizi che le vedono ancora solo come persone da assistere.

 

Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, i bambini con Sindome di Down frequentano la scuola di tutti, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie al loro impegno, a quello delle loro famiglie e delle associazioni, ma molto resta ancora da fare.

 

“La collaborazione tra Aipd e Comune di Venezia – sottolinea l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini – è solida e ha permesso di realizzare importanti percorsi di autonomia personale. Ho avuto occasione di conoscere i ragazzi e fare delle esperienze con loro e ho respirato un’atmosfera di gioia e voglia di crescere. L’Aipd fa in modo che le persone siano protagoniste della loro vita, attraverso percorsi di inserimento lavorativo, di vita indipendente e di partecipazione alla vita della città”.

 

“Ogni alunno, anche il bimbo e ragazzo con la Sindrome di Down – aggiungono gli operatori della sezione di Venezia-Mestre di Aipd – possono arricchire la classe con la loro persona ed esperienza di vita. In quest’ottica, l’associazione propone alle scuole incontri di sensibilizzazione e momenti di confronto sul tema della ricchezza di essere tutti diversi”.

 

All’interno delle diverse iniziative legate alla Giornata mondiale della Sindrome di Down, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Venezia, l’Aipd sezione di Venezia–Mestre e il ristorante “Molo di Venezia”, venerdì 23 marzo si realizzerà una cena nel locale di via dell’Elettricità per i ragazzi dell’associazione Aipd, con circa 50 partecipanti, musica e dj, con l’intento di trovarsi in compagnia uniti dal piacere di divertirsi insieme.

 

“Ringrazio fortemente il ‘Molo di Venezia’ – conclude l’assessore Venturini – per la disponibilità a offrire una serata di gioia e divertimento ai ragazzi di Aipd. Ai titolari arrivi il ringraziamento del Comune di Venezia”.

 

Qui, il video spot integrale realizzato per la Giornata mondiale Sindrome di Down 2018.

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni