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Ieri mattina, gli uomini della Polizia Ferroviaria, unitamente alla pattuglia del Commissariato San Marco in servizio antiborseggio, hanno proceduto all’arresto in flagranza di una borseggiatrice e alla denuncia a piede libero di altre.

 

Un turista brasiliano si trovava su un treno in partenza dalla Stazione Santa Lucia in compagnia della moglie e della figlia, quando si è accorto che la moglie era stata appena derubata del proprio portafoglio, contenente 3500 euro. Autrice del gesto: una diciannovenne di nazionalità croata che, in concorso con altre tre giovani (due croate, di cui una minorenne, e una bosniaca) è stata sorpresa mentre armeggiava intorno alla famiglia di turisti. L’uomo ha affrontato le quattro malfattrici e ne è nato un alterco. La responsabile, vistasi scoperta, ha gettato a terra il portafoglio e ha tentato di darsi alla fuga insieme alle complici.

 

Intanto il capotreno, informato di quanto stava accadendo, ha allertato gli agenti della Polizia Ferroviaria i quali, prontamente intervenuti, sono riusciti a bloccare l’autrice materiale del borseggio e una delle complici.

 

Le altre due donne, che erano riuscite a dileguarsi, all’uscita dalla stazione sono state rintracciate dalla pattuglia antiborseggio del Commissariato San Marco a cui erano già note in quanto abitualmente dedite ai furti in centro storico. Anche queste ultime, così come le prime due, sono state poi riconosciute dalla vittima che ha sporto querela.

 

L’autrice materiale del borseggio, A.E., è stata arrestata e processata per direttissima. Il Tribunale di Venezia ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in attesa della prossima udienza fissata per il 26 giugno p.v. Al termine dell’udienza è stata accompagnata al carcere della Giudecca.

 

 Le altre tre responsabili sono state denunciate a piede libero per concorso nel furto. Di queste, H.M., 31 anni, bosniaca, è anche risultata destinataria di un foglio di via obbligatorio con ordine di allontanamento dal Comune di Venezia emesso dal Questore di Venezia e in scadenza nel 2022, oltre che della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Roma; si è pertanto proceduto a deferirla all’Autorità giudiziaria per le relative inosservanze. 

Il Questore di Venezia ha disposto l’intensificazione dei servizi antiborseggio in relazione al maggior flusso turistico del periodo, per contrastare il fastidioso reato.

 

Ieri mattina due donne sono state rintracciate nei pressi di Rialto durante le ore di maggior afflusso dei turisti. Riconosciute dai poliziotti sotto copertura, impiegati nei controlli antiborseggio, sono state fermate e identificate: un’italiana di 30 anni che si accompagnava ad una bosniaca di 29 anni, numerosi i precedenti per borseggio accertati dalla polizia.

 

Su di loro pende un foglio di via del Questore emesso nel 2018 che vieta il ritorno nel comune di Venezia per tre anni, pertanto gli agenti le hanno denunciate alla Autorità Giudiziaria.

Le borseggiatrici, tre donne di 21, 36 e 54 anni, di nazionalità Bulgara, hanno scelto con molta precisione la loro vittima. Mentre l’ignara signora stava facendo shopping all’interno del negozio Benetton, all’outlet di Noventa di Piave, le si sono avvinate accerchiandola. Una di loro ha infilato la mano nella borsa riuscendo a rubare mille euro in contanti. La vittima, fortunatamente è riuscita ad accorgersi subito del furto ed ha chiamato i vigilantes che hanno bloccato le ladre. Le ladre sono state trattenute fino all’arrivo dei Carabinieri a cui sono state lasciate in consegna. Le tre donne sono state denunciate.

 

 

Il tentato furto all’outlet di Noventa di Piave non è stato l’unico di questi giorni. I Carabinieri hanno arrestato due donne, italiane, originarie di Verona di 19 e 31 anni che hanno messo a segno una serie di furti all’Upim di San Donà di Piave. Le donne avevano rimosso i sensori antitaccheggio apposti su alcuni capi di abbigliamento, per poi fuggire verso il Centro Commerciale Piave. I Carabinieri le hanno rintracciate ed arrestate proprio al centro commerciale. La coppia di ladre è stata processata per direttissima e le due donne sono state condannate a quattro mesi di reclusione, pena poi sospesa.

 

Fonte: VeneziaToday

Ennesima attività con arresti della Polizia locale di Venezia a contrasto dei borseggi nell’area di accesso al centro storico. Sabato 12 gennaio, gli agenti della sezione di Piazzale Roma e del Nucleo operativo hanno stretto le manette ai polsi di quattro note borseggiatrici di nazionalità bosniaca e croata, due maggiorenni e due minorenni, che da tempo agivano in tutto il territorio nazionale, senza escludere il capoluogo lagunare.

 

L’intervento è scattato un quarto d’ora prima delle 10, quando un operatore in uniforme, intento a controllare la viabilità a Piazzale Roma, è stato avvicinato da un turista brasiliano che, in modo estremamente concitato, spiegava che una sua connazionale era stata appena derubata da quattro ragazze, una delle quali momentaneamente bloccata dagli altri componenti della comitiva. Per guadagnarsi la fuga, la giovane aveva aperto la giacca facendo cadere a terra passaporto e portafoglio appena trafugato, scappando di corsa al pari delle sue complici.

 

Le quattro sono state però subito individuate da una pattuglia della Polizia locale intervenuta di rinforzo lungo fondamenta Santa Chiara: il quartetto è stato poi portato nella sede del Nucleo operativo del Corpo. Lì le sospettate (tutte gravate da numerosi precedenti specifici) sono state identificate: sono finite in manette H.H., cittadina croata di 19 anni, C.T., sua coetanea e connazionale, A.A., croata di 17 anni, H.Z., bosniaca sedicenne.

 

Al termine degli accertamenti per loro è scattato l’arresto: le due minorenni sono state trasferite al carcere minorile di Treviso mentre le maggiorenni sono state trattenute, sabato e domenica, nella cella di sicurezza della Polizia locale a Santa Croce. Stamattina, infine, sono comparse davanti al giudice per la direttissima, che si è conclusa con la condanna rispettivamente a 1 anno e a 8 mesi di reclusione, con divieto di dimora nel Comune di Venezia.

Nella puntata di giovedì 21 ottobre, la trasmissione televisiva “Le Iene” ha mandato in onda un servizio di Nicolò De Vitiis in cui documenta il grave fenomeno delle borseggiatrici a Venezia.

 

A telecamere nascoste, la troupe televisiva ha filmato il modus-operandi delle donne. Sono vestite come delle turiste e, una volta individuata la vittima, aspettano il momento più adatto per infilare la mano all’interno delle borse o degli zaini degli sventurati turisti. Sono quasi sempre di etnia rom. Con meccanismi ormai ben rodati, come nei più classici dei furti, una o più complici fanno da “palo”, mentre una di loro entra in azione.

 

Le ladre si rivelano quasi sempre minorenni o incinte, così da restare impunite il più delle volte. Le forze dell’ordine si dichiarano impotenti di fronte a tale piaga sociale. Le donne spesso dicono di non avere i documenti e, sfruttando la legge attuale, riescono a ottenere la libertà.

 

L’inviato ha provato in più riprese a incalzare un dialogo con le delinquenti ricevendo sputi e insulti.

 

Con un paio di calci, una delle donne ha danneggiato irreparabilmente una delle telecamere della troupe mentre le stava riprendendo.

 

Alla fine del servizio, De Vitiis ha lanciato un appello: “Rom d’Italia fatevi avanti e raccontateci un’altra storia, non lasciate che siano queste persone a rappresentarvi”.

 

In molti hanno risposto all’appello. Spesso fanno una vita dura e di sacrifici, ma sempre nella legalità, rispettando le regole del Paese che li ospita. Non si sentono per nulla rappresentati da queste donne. Una ragazza ha dichiarato: “Ci siamo stufati di pagare per il comportamento di queste persone”.

Le aveva notate per caso vicino alla fermata di Piazzale Giovannacci a Marghera mentre era di passaggio con la sua auto lunedì mattina. Il giovane agente, assunto con l’ultimo concorso indetto dal Comune di Venezia, aveva riconosciuto le due bulgare, entrambe diciannovenni, ma già note alle forze dell’ordine.
Avendone intuite le intenzioni, senza pensarci troppo, ha velocemente parcheggiato l’auto ed è salito sul tram. È bastato poco per vederle entrare in azione tra la calca che in quel momento affollava il mezzo. Quando una delle due ladre ha messo le mani nella borsa di un’anziana signora 86enne seduta a bordo, il giovane vigile ha intimato l’alt bloccandola. Il tentato furto è avvenuto all’uscita del sottopassaggio che sbuca in via Cappuccina. Di lì a poco sono intervenuti i colleghi in servizio per prendere in custodia le due borseggiatrici.

Martedì mattina il giudice è stato costretto a rimettere in libertà una delle due ladre perché incinta all’ottavo mese di gravidanza. Per l’altra donna, già condannata a 2 anni e 4 mesi per un furto analogo a Modena, è stata disposta la carcerazione in attesa del giudizio fissato per il 19 giugno prossimo.
Fonte: VeneziaToday

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