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Nella serata e nottata di ieri sono stati svolti controlli straordinari nel centro storico di Venezia da parte degli agenti del Commissariato “San Marco”, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” e da una unità cinofila della Questura di Padova.

Sono stati sottoposti a controlli amministrativi vari esercizi pubblici nei sestieri di Cannaregio e Castello.

 

È stata arrestata e accompagnata all’istituto penale minorile di Pontremoli una cittadina bosniaca dedita ai borseggi su cui gravava un ordine di esecuzione per una condanna da scontare di 1 anno e 8 mesi di reclusione. Un’altra straniera di nazionalità bulgara, dedita ai borseggi, è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per violazione del divieto di ritorno nel Comune.

 

Gli agenti hanno inoltre denunciato per detenzione a fini di spaccio un cittadino italiano trovato in possesso di circa 14 grammi di haschish.

 

Un bar che somministrava alcolici a minori, non nuovo a questo tipo di violazione, verrà segnalato per la sospensione dell’attività che la legge prevede da 15 giorni a tre mesi.

Ad un anno dall’operazione San Michele, è ancora forte il legame e il rapporto di collaborazione tra cittadini, Polizia di Stato e Istituzioni.

 

Anche oggi è stata messa in atto una massiccia operazione di controllo del territorio che ha interessato maggiormente le zone adiacenti alla stazione ferroviaria di Mestre e a via Piave. Inoltre è stata estesa ai parchi cittadini e ad alcuni quartieri di Marghera.

 

L’operazione, finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e ai fenomeni criminali legati a questa tipologia di reato, nonché al rintraccio di stranieri irregolari, è il frutto della costante collaborazione dei cittadini con la Polizia di Stato.

 

Questa notte sono state arrestate quattro persone, sette sono gli stranieri espulsi, più di cento le persone identificate, oltre 70 grammi la quantità di stupefacente sequestrato. Non sono mancati i controlli agli esercizi commerciali aperti durante le ore notturne, anche attraverso l’utilizzo delle unità cinofile della Polizia di Stato. 

 

 

Arrestato un nigeriano di 26 anni

Tra le persone arrestate compare un nigeriano di 26 anni; l’uomo, che nella stazione ferroviaria di Mestre ha tentato di eludere i controlli di polizia, è risultato destinatario di un ordine di carcerazione per fatti accaduti a Padova e dovrà scontare in carcere una condanna di oltre 10 mesi.

Arrestato un colombiano di 52 anni

Tra gli arrestati anche un colombiano di 52 anni destinatario di un ordine di carcerazione per tre mesi emesso per furto dalla Procura di Firenze.

Arrestata una italiana

Analogo provvedimento è stato eseguito a carico di una cittadina italiana che, ha violato le prescrizioni a cui era stata sottoposta nell’ambio di una misura cautelare. La donna dovrà scontare in carcere 1 anno e 2 mesi di reclusione.

 

Arrestato un veneziano

È stato sottoposto agli arresti domiciliare un veneziano per ripetute violenze e minacce a carico della moglie.

 

Tra le persone identificate, 48 sono risultate con precedenti, di questi, 9 sono stati accompagnati presso gli uffici della Questura per ulteriori accertamenti. In particolare 4 stranieri sono risultati irregolari e sono stati espulsi. A 3, invece, è stato notificato un ordine di allontanamento dal territorio nazionale. Un tunisino di 30 anni pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti, rintracciato durante i controlli di stanotte è stato accompagnato al CPR di Torino in attesa di rimpatrio.

 

Intensificati i controlli agli esercizi pubblici

Quattro esercizi pubblici sono stati sottoposti ad approfonditi controlli amministrativi in ordine alla regolarità delle licenze e della gestione, i risultati e i relativi dati amministrative così acquisisti saranno oggetto di esame da parte dei competenti uffici della Polizia.

 

Il costante impegno delle forze di Polizia, il continuo e proficuo scambio di informazioni con la cittadinanza, insieme alle segnalazioni di fatti criminali, l’attività della magistratura che come un anno fa ha permesso attraverso una complessa indagine di sradicare un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti sono componenti fondamentali ed insieme costituiscono un meccanismo perfetto, volto alla prevenzione prima e alla repressione dopo di fenomeni criminali.  

 

Inoltre la continuità nell’attività di prevenzione costituisce il maggior deterrente alla riproposizione di fenomenologie delittuose, riuscendo anche a consolidare il rapporto fiduciario che lega i cittadini alle istituzioni.

 

In questo senso anche i risultati conseguiti nella giornata di ieri attestano la continuità di una azione sul territorio che costituisce, come detto, la maggior forza deterrente. 

 

Prezioso contributo delle unità cinofile

Prezioso è stato il contributo delle unità cinofile che, dislocate nelle aree dei parchi urbani, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro oltre 70 grammi di sostanze stupefacenti, tra hashish, marijuana e cocaina, divise in diverse decine di dosi pronte allo smercio. 

 

La Polizia di Stato e la Questura ringraziano i cittadini che oggi con gli striscioni in via Monte San Michele hanno manifestato un senso di gratitudine e la positiva relazione con la nostra Istituzione. I cartelli esposti sono infatti la testimonianza che la Squadra Stato vince sempre sulla criminalità e sul malaffare.

Nuova operazione, da parte del personale del Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale di Venezia, nell’ambito dei programmi “Oculus” e “Oculus Plus”. Gli agenti sono entrati in azione per effettuare lo sgombero di un area in via Banchina dell’Azoto, a Marghera, occupata abusivamente da cittadini rumeni senza fissa dimora; inoltre questi spesso, nelle stazioni ferroviarie di Mestre e Venezia, esercitano abusivamente l’attività di portabagagli.

 

Lo sgombero dell’area, di proprietà demaniale, si è reso necessario, previa denuncia/querela sporta dall’Autorità portuale. Ciò avviene per garantire la sicurezza dei raccordi ferroviari adiacenti; l’Autorità stessa ha messo a disposizione uomini e mezzi per l’abbattimento di sette baracche e di due tende malsane e macilente, oltre  che per l’asporto di tutto il materiale da bivacco.

 

Inoltre un cittadino rumeno è sottoposto all’identificazione e al deferimento all’autorità giudiziaria, dopo essere stato sorpreso all’interno di una baracca. Grazie all’installazione di una rete lungo tutto il perimetro, l’area è stata messa in sicurezza.

Il furto è avvenuto lunedì sera al supermercato Mega di San Donà di Piave. La coppia di ladri, lui di 24 anni e lei di 27, originari di San Daniele del Friuli, è stata notata da un finanziere fuori servizio mentre stavano rubando decine e decine di confezioni di caffè, nascondendole nelle loro borse. Il militare, notando che i due si stavano dirigendo verso l’uscita senza passare per le casse, ha chiamato i Carabinieri, che li hanno fermati.

 

I giovani ladri, posti agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima, avevano rubato caffè per un valore pari a 300 euro.

 

Fonte: Venezia Today

All’alba di oggi, i Carabinieri di Padova e la Guardia di Finanza di Venezia hanno iniziato una vasta operazione anti ‘ndrangheta. Sono ben 33 le ordinanze di custodia cautelare dovute alle indagini eseguite dalla procura distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale.

 

I reati contestati sono molto gravi: vanno da associazione di stampo mafioso, a estorsione, violenza, usura, sequestro di persona, riciclaggio ed emissione di fatture false.

 

Il blitz coinvolge più regioni italiane. Nel Veneto sono in corso perquisizioni a Treviso, Vicenza, Padova, Belluno e Rovigo.

 

“Mentre attendiamo i particolari, che verranno resi noti più tardi, è già chiaro che siamo di fronte a una nuova importante operazione contro la criminalità organizzata nel Veneto. Una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’efficienza della procura distrettuale antimafia di Venezia guidata da Bruno Cherchi e del coordinamento delle forze dell’ordine sul campo, che ci regalano questa belle notizie. La giornata comincia bene”.

 

A diro è il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, appresa la notizia della vasta operazione anti ‘ndrangheta condotta in Veneto.

 

“Che si tratti di criminalità organizzata o no – aggiunge Zaia – questi figuri devono capire che il Veneto è terra di onestà e di legalità, che non sopporta i delinquenti e che è supportata da Inquirenti e Forze dell’Ordine tenaci, preparati, duri quanto serve. Pane duro da masticare per il crimine, che lo sarà ogni giorno di più. Vale a dire tolleranza zero”.

1430 mazzi di mimose sequestrati, per un importo totale di diecimila euro, 89 verbali di rinvenimento e 2 verbali di accertamento di violazione. È il bilancio dell’attività dei nuclei specialistici della Polizia locale, che ha impiegato ieri, in occasione della Festa della Donna, 15 operatori dedicati al contrasto del commercio abusivo di fiori, oltre alle pattuglie impegnate nella consueta attività di controllo del territorio.

 

L’attività di prevenzione e repressione ha riguardato tutto il territorio della terraferma, soprattutto nelle zone centrali, lungo le principali arterie di traffico, da via Miranese a via F.lli Bandiera, via Martiri della Libertà, Corso del Popolo e via Torino, nonché nella Città Antica.

 

“Non bastano i ringraziamenti a magistratura e forze dell’ordine. Anche la Regione deve fare la propria parte, finora ha sottovalutato la presenza della criminalità organizzata in Veneto. Che adesso è una vera emergenza”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico interviene sulla maxioperazione anticamorra che ha portato all’arresto di cinquanta persone, tra cui il sindaco di Eraclea, con perquisizioni a Venezia, nel Trevigiano e a Casal di Principe, in provincia di Caserta.

 

“Gli ultimi episodi, appena una settimana fa c’erano stati sette arresti per ‘ndrangheta e a dicembre un altro blitz contro i Casalesi, testimoniano il perverso intreccio tra criminalità, imprenditori e mondo politico, come ha anche sottolineato il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi, che ringrazio insieme al procuratore generale antimafia Ferdinando Cafiero De Raho. In Regione invece c’è chi continua a ritenere il fenomeno mafioso poco più che marginale, quando servirebbe ben altro impegno. Ricordo i ritardi nell’istituire l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata o il minimizzare i continui incendi nei centri di trattamento e smaltimento rifiuti, quando è ormai acclarato che il traffico illegale è uno dei business più redditizi per i clan. Di campanelli d’allarme ne sono suonati ormai parecchi: Zaia e la Giunta non siano ancora sordi e si occupino di questo drammatico fenomeno sul versante della prevenzione. Anche nelle scuole, invece di pensare all’insegnamento del dialetto o alle leggi identitarie. Oppure pensano che si risolva tutto come per incanto grazie all’autonomia?”, insiste Zanoni, auspicando la presenza della Regione alla manifestazione nazionale organizzata a Padova da Libera il 21 marzo. “Un’adesione non puramente formale, a cui far seguire atti concreti per combattere la vera piaga dell’Italia”.

Ieri mattina sono scattate le manette per 8 extracomunitari appartenenti a una banda di spacciatori di eroina, altri cinque sono stati denunciati a piede libero.

Sono stati individuati i rifornitori di droga al gruppo di spacciatori: si tratta di due albanesi. I quantitativi forniti erano di circa un chilo e mezzo al giorno. Ciò significa che sarebbero stati spacciati 20 chili di eroina in pochi mesi.

 

Questa operazione dimostra che c’è un escalation del fenomeno dello spaccio sulla piazza mestrino.

 

 

Fonte: Venezia Today

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