Home / Posts Tagged "architettura"

Il “Chiostro Tintorettiano” è una associazione culturale che opera a Venezia, dove è nata cinque
anni fa e organizza una serie di eventi, quali conferenze e concerti gratuiti e aperti al pubblico, e visite guidate per i soci.

 

Tra gli eventi culturali di gennaio, la conferenza del prossimo venerdì 17 gennaio alle ore 17.00 a Venezia, presso la Scuola dei Mercanti a Cannaregio – Madonna dell’Orto, dal titolo “Architettura a Venezia“, con relatore il dr. Giorgio Fazzin.

Il 5 marzo l’architetto giapponese Arata Isozaki ha vinto a 87 anni il Premio Pritzker 2019, il più prestigioso riconoscimento dell’architettura.

 

In occasione della sua vincita è interessante guardare la video intervista di Arata Isozaki prodotta dalla fondazione European Cultural Centre per la mostra Time Space Exsistence, evento parallelo alla 16esima edizione de La Biennale di Venezia.

 

Nel video, girato all’interno dello studio boschivo di Isozaki, l’architetto giapponese di 87 anni accentua l’importanza di Ma – “tra oggetto e oggetto” – con il suo approccio alla materia in termini sia di spazio che di suono. Le parole di Isozaki, i disegni e le fotografie dei progetti mostrano la sua lunga carriera, a partire dal periodo Metabolista e Postmoderno del secolo scorso fino agli edifici realizzati di recente.

 

La serie dell’intervista 

L’European Cultural Centre sta producendo una nuova serie di video, con i protagonisti del mondo dell’architettura. La serie di video sarà esposta a Palazzo Bembo e a Palazzo Mora come parte dell’esposizione Time Space Existence che aprirà a maggio 2020.

 

Foto credit: European Cultural Centre

 

Link utili

Per le video interviste per le mostre precedenti: clicca qui

Per maggiori informazioni: European Cultural Centre

“Ci auguriamo di proseguire il dialogo con la Città Metropolitana iniziato con la Biennale Architettura”.

 

La Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC (Pianificatori, paesaggisti, conservatori) della Provincia di Venezia, Anna Buzzacchi, si è detta soddisfatta “dell’andamento delle presenze al Padiglione Venezia della  16^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.” Buzzacchi traccia il bilancio sull’andamento della “Call” con cui l’Ordine aveva invitato i professionisti ad osservare in maniera critica il territorio, mappando i luoghi dimenticati e offrendo nuove proposte di utilizzo.

 

DA SPAZIO A LUOGO / FROM SPACE TO PLACELo sguardo dell’architetto sul territorio“: questo l’invito rivolto ai professionisti ad osservare il territorio della Città Metropolitana di Venezia, mappando i luoghi lasciati nell’indifferenza, oppure abbandonati e proponendo, quindi, nuove soluzioni e possibilità per un nuovo utilizzo al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini. I progetti mappati sono visibili nel sito dell’Ordine degli Architetti PPC di Venezia: http://www.ordinevenezia.it/call-biennale-2018/ .

 

“Ci auguriamo che questo possa rappresentare solo l’inizio del lavoro – ha continuato la Presidente -, perché sempre più si sta affermando la necessità che architetti, pianificatori e paesaggisti, interpretando il tessuto sociale, reinventino spazi già esistenti affermando l’importanza del progetto di architettura nel processo di rigenerazione urbana ed ambientale, riconfermando il ruolo centrale dell’architetto”.

 

L’installazione alla Biennale Architettura rappresenta soltanto l’inizio di una discussione già avviata sull’importanza di ricercare nuove strategie di valorizzazione di luoghi abbandonati della Città Metropolitana. Sarà nostro impegno – ha concluso la Presidente –  far proseguire il dibattito anche dopo la chiusura della Biennale Architettura, magari spostando la discussione in altri autorevoli spazi culturali: il nuovo Museo M9 potrebbe essere uno dei futuri luoghi dove ospitare le nuove proposte da parte dei professionisti, per permettere una pianificazione vera, utile e importante sul futuro della Città Metropolitana”.

 

L’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Venezia ha collaborato, all’unisono, con il Comune di Venezia, Fondazione di VeneziaMiBACT, Starts, AVM SPA, Insula SPA, Venis SPA, Gruppo Veritas, Università IUAV di Venezia, Archivio di Stato di Venezia, Vela Spa, Fondazione Giorgio Cini Onlus, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università italiane e straniere in un grande processo di condivisione dei dati e di lavoro per capire quale sarà il futuro della Città Metropolitana.

 

II Padiglione Venezia “Follow Up! Venice shares Klowledge spaces”, allestito in occasione della 16esima mostra internazionale di architettura, ha registrato l’accesso di 13mila visitatori nei primi 24 giorni di apertura

 

L’esposizione, inaugurata il 25 maggio scorso dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, promuove la realizzazione di un progetto di gestione condivisa della conoscenza, i cosiddetti open-data, con lo scopo principale di valorizzare la Città di Venezia e la sua area metropolitana. Dall’analogico, con i caratteri mobili di stampa, alla riorganizzazione digitale dei dati: arcaico e moderno si fondono in un’esposizione in cui ricerca e innovazione presentano la storia, il presente e il futuro della città nella sua dimensione metropolitana.

 

“Il fatto che mediamente 550 persone al giorno abbiano visitato dal 25 maggio a oggi il Padiglione Venezia è da ritenersi un successo – è il commento del consigliere delegato del sindaco all’Innovazione e Smart City, Luca Battistella. Siamo felici che i contenuti stiano riscuotendo l’interesse dei visitatori. Grazie ad altre attività che andremo a intraprendere nelle prossime settimane, probabilmente riusciremo ad arrivare anche ad un target di pubblico meno tecnico come i cittadini e i bambini. Stiamo organizzando delle giornate dedicate ai ragazzi delle scuole con dei workshop che si terranno a settembre negli spazi di M9Children a Mestre e negli spazi rinnovati di Forte Marghera. Prima ancora, nel mese di luglio, si terrà una giornata dedicata al lavoro dei tipografi artisti e alla tradizione della stampa a caratteri mobili. Il successo del Padiglione è confermato, inoltre, dalle richieste che stiamo ricevendo per attivare dei workshop con i relatori del comitato scientifico coinvolgendo chi ha dato vita alla parte contenutistica del Padiglione. Voglio ringraziare tutti per l’ottimo lavoro svolto, dalle due università cittadine di Ca’ Foscari e Iuav, a Insula, Vela, Venis, Archivio di Stato e Ordine degli Architetti. Un successo che va poi condiviso con tutti gli sponsor che hanno contributo a realizzare questo progetto”.

 

Per tutto il periodo di apertura della manifestazione, i due lati dell’Arsenale saranno accessibili via acqua grazie al servizio di navetta gratuito che metterà in relazione l’Arsenale Nord con il Giardino delle Vergini

 

 

Non solo architettura. Per l’intera durata della 16esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, gli ospiti provenienti da tutto il mondo in arrivo in città e i residenti potranno riscoprire uno spazio pubblico di straordinario valore storico e architettonico, attraverso un collegamento acqueo gratuito. Per sei mesi, l’incantevole panorama della Darsena Grande e l’intero complesso dell’Arsenale diventa facilmente accessibile grazie al servizio di navetta gratuito che metterà in relazione l’Arsenale Nord con il Giardino delle Vergini. Due spazi pubblici liberamente accessibili da tutti, senza la necessità dell’acquisto di un biglietto di entrata.

 

 

Per tutto il periodo di apertura della Biennale Architettura quindi, i due lati dell’Arsenale saranno più facilmente collegati e fruibili nella loro circolarità. Dal 26 maggio al 25 novembre, lunedì esclusi (ad eccezione del 28 maggio, 13 agosto, 3 settembre e 19 novembre), uno shuttle acqueo collegherà ogni 20 minuti, tra le ore 11.00 del mattino e le 17.20 (ad eccezione del servizio delle ore 13,20) i due lati dell’Arsenale facilitando le connessioni anche con le linea del trasporto pubblico Actv in arrivo e partenza dalla fermata Bacini – Arsenale Nord e le linee in partenza e in arrivo alla fermata Giardini.
Inoltre, per tutto il mese di giugno, il servizio navetta, nelle giornate di venerdì e di sabato, verrà prolungato sino alle ore 19.20.
Infine, l’area dell’Arsenale Nord, affidata al Comune di Venezia e gestita da Vela Spa, è raggiungibile anche dalla Tesa 105, giungendo a piedi, lato Celestia, attraverso la passerella pedonale oppure in vaporetto con i mezzi Actv (linee 4.1, 4.2, 5.1, 5.2 fermata Bacini-Arsenale Nord).

 

Si è aperto ieri, alla 16.Biennale di Venezia-Architettura, il Padiglione Nazionale Guatemala inaugurato dal noto critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, curatore dello stesso. L’architettura rappresenta qui l’ultimo baluardo di una ideologia “sociale”.

 

 

Venezia. Giorni intensi per l’attesissima edizione della 16esima Biennale di Venezia-Architettura, tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte e di architettura nel mondo. In questa edizione, la sedicesima, per la prima volta ben sei Stati faranno il loro ingresso alla manifestazione tra cui la Nazione del Guatemala diretta dal Ministro della Cultura del Paese, José Luis Chea Urruela e curata dal romano Daniele Radini Tedeschi e Stefania Pieralice.

 

 

Il Padiglione Nazionale sito in Cannaregio 4118 a Venezia, all’interno dello storico palazzo nobiliare Albrizzi-Capello ha aperto le sue porte. Il noto curatore Daniele Radini Tedeschi, già direttore di diverse edizioni della Biennale di Venezia Arte sempre per lo Stato latino americano, afferma come “l’indirizzo curatoriale che diversifica il Padiglione Guatemala rispetto alle altre manifestazioni della Biennale 2018 è l’affermazione di una edilizia atta a celebrare primariamente l‘ ideologia e non soltanto l’uomo. Dunque un’architettura di stampo sociale frutto di un amalgama tra razze diverse indifferente a un interesse economico globale”.

 

 

Se quindi “Freespace”, mostra centrale di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, nasce con il preciso obiettivo di attuare un’architettura dal volto umano, gli edifici in mostra nel Padiglione Guatemala sono stati concepiti  dai progettisti come monumenti dedicati a una grande utopia: tutti i progetti, i modellini, e i plastici sono rivolti all’edificazione di una immagine di popolo, di fratellanza, di vita sociale e modellati attraverso uno stile austero, talvolta futuristico, comunque monumentale (già dalle piccole dimensioni dei modellini si concepisce la grandiosità necessaria a questo tipo di architettura che si accosta agli Spomenik dell’ex Jugoslavia).

 

 

Il Guatemala si presenta dunque come seconda via, ovvero quella dei “paesi non allineati” rispetto a una deriva globalizzata, rispetto alle mode, agli stili di successo, al capitalismo.

I progettisti guatemaltechi presentano in Biennale il volto rigoroso dell’ideologia e il suo progresso sociale, laddove le strutture non sono improntate sul funzionalismo, talvolta risultano anche inedificabili – si pensi alla Torre spirale di Studio Domus che fluttua in un campo magnetico- bensì simboleggiano le masse del popolo finalmente unite dopo la Babele del postmoderno e la decadenza dell’Occidente.

 

 

In un clima da Guerra Fredda che domina l’intero padiglione, un modo alternativo per pensare a una architettura del futuro è fornito dall’opera del collettivo Ur Project (Caldara&Kluzer), intitolata «Architettura Virtuale. Real word» che riproduce su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet o intranet (compresi instagram, facebook, e social network) tra i diversi paesi del mondo. Ovviamente sono presenti le connessioni tra Città del Guatemala e Gerusalemme; Washington e Corea del Nord, Cuba e Stati Uniti, solo per citarne alcune. Un’architettura fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con i tempi e aperta sì al confronto socio economico globalizzato ma non per questo imprigionata nelle sue trame (da notarsi il colore sempre più nero e opaco del planisfero, quasi a simboleggiare un suo disfacimento). Tra gli altri espositori del Padiglione Nazionale Guatemala ricordiamo: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e il collettivo di architetti Ur Project.

 

 

Informazioni:

Sede: Palazzo Albrizzi Capello, Cannaregio 4118 Venezia

Orari: apertura al pubblico con ingresso libero tutti i giorni, dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì (dal 25 maggio al 26 novembre)

Tel: 041 241 0491

Mail: [email protected]

Web: www.biennaleguatemala.com             

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni