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Di recente è stata lanciata una petizione votata a chiedere soluzioni concrete e tempestive, per un rientro a scuola in sicurezza e accessibile a TUTTI gli studenti

 

A poco meno di un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico, l’argomento Scuola è sulla bocca di tutti e le linee guida proposte per la riapertura sembrano aver scontentato tutti.

Critiche arrivano dagli studenti, dai genitori, dagli insegnanti e dagli educatori. C’è mancanza di ambienti spaziosi ad accogliere intere classi, l’organico risulta insufficiente, l’orario è indefinito, i mezzi di trasporto rischiano di non essere in grado di trasportare tutti gli allievi.

 

E a farne le spese in prima persona saranno ovviamente gli studenti, soprattutto quelli domiciliati in periferia e quelli meno abbienti, molto probabilmente costretti a rimanere a casa, impossibilitati ad accedere a una scuola adeguata alle proprie esigenze e rispettosa del diritto all’istruzione.

 

 

La petizione

Di fronte a questa situazione, tutti abbiamo il dovere di mobilitarci perché si intervenga al fine di fornire a OGNI allievo/a le stesse opportunità.

 

Le famiglie sono particolarmente in apprensione e chiedono soluzioni concrete e tempestive, per un avvio dell’anno scolastico 2020/2021 in sicurezza.

 

Negli ultimi giorni è stata così lanciata una petizione in cui si chiede al Governo di definire, nelle singole realtà territoriali, PATTI EDUCATIVI DI COMUNITÀ tra scuole statali e paritarie, dove alle famiglie sia assicurata la possibilità di scegliere la scuola paritaria ritenuta più sicura per il figlio, senza dover pagare rette aggiuntive, attraverso una quota capitaria, che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo.

 

IL TEMPO STRINGE!

Il 1° settembre sarà discusso al Senato il decreto semplificazione dove potranno essere approvati i Patti Educativi. Firma anche tu e condividi la petizione per raggiungere più persone: l’obiettivo è 10.000 firme!

L’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, esprime sconcerto e preoccupazione per la bocciatura in Parlamento, da parte della maggioranza, di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni in sede di conversione del dl Scuola, alcuni dei quali sostenuti e condivisi anche dall’assessorato del Veneto.

 

“Concordo con la posizione espresso con l’Associazione Nazionale Presidi – dichiara Donazzan – in particolare sul tema della continuità didattica in Veneto, i danni saranno rilevanti a fronte delle gravi carenze di personale docente (circa 900 docenti mancanti), di cattedre coperte con supplenti annuali reiterati negli anni e di studenti già molto provati dalla didattica a distanza”.

 

“Pare che il tema della continuità didattica, caposaldo di una buon sistema educativo e scolastico – prosegue l’assessore – sia completamente ignorato da questo ministro. Lo dimostra il fatto che, nella proposta del piano scuola, l’aspetto della continuità sia stato inserito solo nella fase di discussione con le Regioni, e in particolare su proposta dal Veneto”.

 

“L’altro aspetto rilevante – chiarisce la titolare delle politiche per la scuola della Regione Veneto – è quello della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici: un obiettivo di grande significato, per ben due volte nella storia della scuola italiana, prima inserito (rispettivamente dal governo di centrodestra e da Renzi nella ‘Buona scuola’) e poi annullato da una resistenza al cambiamento che non ha più senso di essere”.

 

Sono molto preoccupata per l’avvio dell’anno scolastico – conclude Donazzan – poiché mancano in Veneto oltre 200 figure del personale amministrativo e ausiliario (Ata) e un numero rilevante di docenit. Bati pensare che circa duemila insegnanti diplomati magistrali licenziati dovranno attendere che tutte le regioni italiane abbiano esaurito le proprie graduatorie, e che le regioni limitrofe peschino dalle disponibilità restanti, per vedersi assegnare un incarico di docenza: pertanto la scuola veneta avrà il suo quadro organico definito a fine ottobre, nella migliore delle ipotesi. Una gestione fallimentare, facilmente prevedibile per chi come me guida da anni questo delicato settore, i cui correttivi restano inascoltati, in particolare da questo ministro”.

In occasione della chiusura delle attività didattiche 2017/2018, l’Istituto Comprensivo di Casale sul Sile organizza la Festa della Scuola per sabato 09 giugno, con inizio alle 08.15 con lo spettacolo “Prova prima del debutto” messo in scena dal laboratorio “A scuola di teatro” presso l’Auditorium delle Scuole Secondarie.

 

Appuntamento poi alle 10.00, presso il giardino della scuola, con lo spettacolo dei laboratori musicali jazz e l’esibizione del coroLittle Singers”.

 

Infine, alle 11.30, presso il Palazzetto dello Sport avranno luogo le premiazioni degli alunni che si sono impegnati nelle varie attività dell’anno scolastico corrente.

 

 

La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, e dell’assessore alle Politiche, Paolo Romor, lo schema di protocollo con la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Venezia, congiuntamente all’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e alla Regione Veneto, per l’accoglienza e l’inclusione degli alunni/studenti di origine migratoria nelle istituzioni scolastiche della Città.

 

Nello specifico le azioni che il Protocollo prevede sono le seguenti:
•    facilitare i processi di inclusione attraverso efficaci azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione;
•    ribadire il diritto all’inserimento immediato degli alunni neoarrivati, prevenendo il rischio di avvii ritardati della frequenza, attraverso prassi condivise tra le diverse Istituzioni scolastiche, finalizzate alla realizzazione di un’accoglienza diffusa e il più possibile equilibrata;
•    sostenere l’apprendimento dell’italiano, in quanto lingua di scolarità;
•    valorizzare la diversità linguistica e culturale;
•    prevenire il fenomeno dell’elevata concentrazione in alcune scuole di alunni di origine migratoria;
•    coinvolgere le famiglie nel progetto educativo per i loro figli.

 

Allo scopo di assicurare un equo accoglimento degli alunni, con particolare riguardo a quelli con ridotta conoscenza della lingua italiana, si indica l’obiettivo del 30% per ogni classe, previsto dalla circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n. 2/2010, quale percentuale di alunni che potranno essere accettati al momento dell’iscrizione e quale percentuale da mantenere in corso d’anno, fatte salve le deroghe previste dalle norme vigenti. Nei primi due anni scolastici di applicazione del Protocollo, il predetto obiettivo  sarà elevato al 40%, tenendo conto dei criteri di elasticità previsti dalla stessa Circolare. Inoltre, gli Enti sottoscrittori si impegnano a promuovere e sostenere progetti integrativi dell’offerta formativa scolastica, soprattutto negli istituti dove si registra la maggior presenza di tale fenomeno, al fine di qualificare maggiormente gli istituti ed offrire un ventaglio più ampio di servizi e percorsi. Dopo l’approvazione della delibera da parte della Giunta comunale si potrà provvedere alla sottoscrizione del Protocollo che avverrà già nei prossimi giorni ed entrerà in vigore già per l’anno scolastico 2018/2019.

 

“Tra i primi in Italia abbiamo deciso di affrontare questo problema, ben sapendo che le questioni che si andranno ad affrontare non sono semplici né di immediata soluzione – commenta l’assessore Venturini. Lo scopo di questo lavoro di rete è prima di tutto quello di garantire ad ogni bambino, italiano o straniero, il diritto ad una piena ed efficace istruzione, assicurando i necessari percorsi di integrazione. Sono le stesse famiglie non italiane a ritenere inadatte all’integrazione le classi i cui bambini sono perlopiù di origine migratoria. Il lavoro fin qui svolto ha permesso ai 4 enti sottoscrittori di individuare i nodi del sistema e di iniziare a scioglierli, prevedendo azioni di miglioramento e investimento in servizi innovativi. L’attuazione di questo provvedimento, in particolare nei capi relativi alla percentuale massima di alunni non italofoni nelle classi, sarà per forza di cose graduale e sarà oggetto di sperimentazione e costante aggiornamento. Come Amministrazione comunale – conclude Venturini – abbiamo messo a disposizione l’intero apparato dei nostri servizi di mediazione e di animazione territoriale per aiutate l’Ufficio Scolastico e le scuole a condividere questo importante percorso con le famiglie. Ringrazio il prefetto, il direttore dell’USR, l’assessore regionale Donazzan e i funzionari del Comune di Venezia per questa proficua collaborazione”.

 

“Un positivo esempio di collaborazione tra enti – commenta l’assessore Paolo Romor – che ha consentito di formulare questo protocollo: uno strumento, innovativo a livello nazionale, per tentare di governare al meglio, e non subire, l’evoluzione della composizione delle classi, favorendo, così, una equilibrata ed effettiva integrazione”.

 

Contributo Video

Guarda l’intervista all’assessore Simone Venturini

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