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Nella mattinata di ieri, mercoledì 29 maggio, la squadra mobile della Polizia di Stato ha dato seguito a sette provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti giovani che negli ultimi mesi, con pestaggi e furti, hanno creato il panico tra i residenti del Centro Storico e della Terraferma. Dei sette ragazzi, tutti maschi, tre sono maggiorenni e quatto non hanno ancora compiuto i diciotto anni. Le squadre della questura hanno effettuato dodici perquisizioni domiciliari, trovando nell’abitazione di un minore (ora ai domiciliari) un paio di etti di marijuana, bustine per il confezionamento delle dosi, bilancino di precisione, un coltello a farfalla e un passamontagna.

 

I componenti della prima delle tre bande di delinquenti individuate, tra giugno e agosto dello scorso anno, si sono resi responsabili di diversi reati a Mestre, tra piazzale Cialdini, Madonna Pellegrina e Piazza Barche. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il gruppetto agiva quasi ogni sera, con furti e danneggiamenti nei garage di abitazioni private. Si sono introdotti nel liceo artistico Guggenheim rubando computer, proiettori e devastando alcune aule. Hanno colpito la sede di Veritas e quella di Anas, dove hanno sottratto tre veicoli. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire una quindicina di episodi. Della banda è stato arrestato il “capo carismatico”, un maggiorenne portato in carcere.

 

I componenti della seconda banda, si sono resi responsabili di almeno due aggressioni per strada in centro storico a Venezia. I due episodi risalgono al 13 gennaio a Sant’Aponal e il 19 gennaio a San Basilio. In entrambe le occasioni i giovani avevano aggredito dei gruppetti di ragazzini utilizzando anche un tirapugni. Nell’episodio di San Basilio uno dei ragazzi aggrediti, cadendo, è stato picchiato a terra. Una volta portato al pronto soccorso è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Un maggiorenne e un minorenne, individuati come i responsabili, sono stati portati in carcere. Il maggiorenne è ritenuto colpevole di una terza rapina avvenuta al Lido. Avrebbe minacciato una persona sottraendole venti euro.

 

Una terza banda infine, composta da un maggiorenne veneziano e da tre minorenni, si è resa responsabile di una tentata rapina ai danni di un uomo di origine bengalese. L’aggressione è avvenuta a febbraio in centro a Mestre, la vittima è stata pesantemente pestata utilizzando anche un ombrello. L’uomo ha riportato un taglio alla testa e la disossazione della mandibola. Il maggiorenne del gruppo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre minorenni sono stati condotti in una comunità.

 

Fonte: Venezia Today

Nove adolescenti su dieci navigano in rete da soli, senza alcun controllo da parte dei genitori; quattro su dieci sono connessi anche dopo le 23 e solo l’8% approccia la rete seguito dai genitori; infine solo 16 ragazzi su 100 non hanno un account social.

 

Sono alcuni dei dati che emergono dall’analisi che ha coinvolto 10mila ragazzi tra i 12 e 16 anni, nel corso del 2018; ragazzi che frequentano le scuole medie e superiori di tutta Italia. A realizzarla l’Osservatorio del Movimento Etico Digitale Social Warning; una società no-profit che coinvolge 100 professionisti che lavorano con il web e che, come volontari, si impegnano a educare le persone sulle potenzialità e i rischi della rete.

 

 

Davide Dal Maso, fondatore dell’associazione e nominato quest’anno nella top100 under 30 leader del futuro secondo «Forbes», ne parlerà sabato 11 maggio (ore 9 – 12) nell’Auditorium di Villa Zanetti a Villorba (Treviso) assieme a Gregorio Ceccone, pedagogista e coordinatore dei formatori dell’associazione; nell’incontro Il bisogno di competenza e consapevolezza.

 

Rivolto a genitori ed educatori, l’appuntamento conclude il percorso formativo Smartphone, cattivo baby sitter! promosso dalla Fondazione Zanetti Onlus e dall’Associazione Il Melograno Centro informazione maternità e nascita, in collaborazione con Idea Sociale; l’iniziativa è volta ad approfondire il tema dell’uso improprio e proprio che gli adulti fanno dei mezzi tecnologici in ambito educativo.

 

Davide Dal Maso è il più giovane ad avere tenuto una docenza all’Università di Padova a soli 21 anni. Classe 1995; Professore di Promozione online e social media al CFP di Trissino; Premio Italia giovane nella categoria Social Warning-contrasto al cyberbullismo 2018.

 

Con i partecipanti all’incontro condividerà il valore della sensibilizzazione su potenzialità e insidie del web, per costruire un’educazione digitale di base che permetta, agli adulti e ai loro figli, di non diventare vittime dei fenomeni online e di coglierne le immense opportunità. Con l’avvento del digitale, pensieri, comportamenti e relazioni hanno subito un forte cambiamento e le persone si trovano spesso a dover cercare l’equilibrio tra reale e digitale, sia a livello personale e che professionale.

 

 

Davide Dal Maso e Gregorio Ceccone presenteranno e analizzeranno i Social Network maggiormente diffusi ed utilizzati fra adulti e ragazzi evidenziando aspetti positivi e negativi.

 

«Il gap culturale che si presenta per la prima volta nelle generazioni a confronto richiede in modo urgente un’educazione digitale che diventi reale e civica – affermano i relatori – che parta in primo luogo dalla conoscenza del mezzo tecnologico, comprendendo da una parte i possibili rischi, senza allarmismi o panico, e dall’altra evidenziando le possibili risorse, per migliorare la consapevolezza dell’esperienza digitale».

 

La partecipazione all’incontro è gratuita, è richiesta la prenotazione.

Per informazioni: Fondazione Zanetti – T 0422 312680 – [email protected]

Dieci giorni densi di appuntamenti (ben 45, sparsi su tutto il territorio comunale) per ricordare il diritto di tutti i bambini e gli adolescenti di essere felici e di poter crescere sia come liberi individui che come futuri membri attivi di una comunità

 

Torna anche quest’anno, per la sesta volta, dal 5 al 14 ottobre, “Dritti sui diritti”: la manifestazione, promossa dall’assessorato comunale alla Coesione sociale, è stata presentata questa mattina, a villa Querini a Mestre, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore comunale alla Coesione Sociale, Simone Venturini, la presidente della III Commissione consiliare, Chiara Visentin, la responsabile delle Politiche cittadine per l’infanzia e l’adolescenza, Paola Sartori.

 

“È un appuntamento – ha sottolineato Venturini – oramai consolidato, che cresce ogni anno di più, e con cui ci proponiamo di raggiungere due obiettivi. Da una parte vogliamo infatti tenere alta l’attenzione sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza, visto che i diritti dei bambini e dei ragazzi non sempre vengono riconosciuti e da essi quindi goduti. E dall’altra sensibilizzare, con la campagna ‘Io…mi affido’ i cittadini su un tema importante come quello dell’affido famigliare, che permette di occuparsi di un ragazzo di cui la sua famiglia, per motivi diversi, non è in grado temporaneamente di occuparsene.”

 

“È bello – ha osservato Chiara Visentin – che ogni volta vengano coinvolti in questa iniziativa sempre più soggetti del pubblico e del privato: quest’anno saranno addirittura circa 120. Una dimostrazione dell’attenzione che la società civile ha per questi temi. Un’attenzione che va di pari passo con quella dell’amministrazione comunale, che sta dando in questo senso segnali tangibili importanti, come la recente inaugurazione di ‘Casa Nazareth amicizia’ a Marghera o l’intitolazione di una strada in centro proprio ai ‘Diritti dei bambini’.”

 

Il ricco calendario della manifestazione prevede appuntamenti di ogni tipo: dagli spettacoli teatrali, allo sport, dagli eventi in piazza ai laboratori, dalle attività culturali ed educative ai convegni, dedicati non solo ai bambini e alle loro famiglie, ma anche a tutta la cittadinanza.

 

“In particolare – ha ricordato Paola Sartori – vorrei segnalare due eventi che si svolgono nelle piazze, proprio con questo obiettivo. Quello di sabato 6 ottobre, dalle ore 16, in centro a Mestre (‘Dare voci ai diritti dei bambini’) e quello di sabato 13 ottobre, sempre a Mestre, alle ore 17.30 (‘Filò dei Diritti’) in cui ogni associazione coinvolta in queste dieci giornate di iniziative porterà, raccontando la sua esperienza, un quadrato di stoffa, che verrà cucito per formare un’unica bandiera.”

“L’opinione pubblica sembra aver abbassato la guardia, ma sulle dipendenze è sempre più emergenza. La droga oggi non fa più paura, perché si muore di meno e il consumo appare coniugabile con la vita quotidiana: ma l’età del primo sballo continua ad abbassarsi e sono quadruplicati i minori sanzionati. Continuiamo a investire molto nei servizi di prevenzione e cura, ma non basta: c’è un intero modello organizzativo da ripensare”.
È una riflessione a voce alta quella dell’assessore al Sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, di fronte alle cifre diffuse in occasione della XXXII Giornata Mondiale dedicata alla Lotta alla droga, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite.

 

In Veneto gli utenti dei Servizi pubblici per le Dipendenze delle 9 Ulss sono circa 20 mila, e uno su 4 ha meno di 29 anni, con un netto incremento della fascia degli adolescenti under 18.
Accanto alla rete dei servizi pubblici opera la rete delle 33 comunità terapeutiche (30 del privato-sociale e 3 pubbliche), che ogni anno accolgono nelle proprie strutture (un centinaio) circa 1300 persone con problemi di alcol, droga, disturbi psichici correlati all’assunzione di sostanze. Delle 33 comunità una è specializzata nell’accoglienza di minori con problemi di dipendenza e tre accolgono mamme tossicodipendenti con i loro bambini.

 

“Sin dagli anni Ottanta il Veneto è stata regione antesignana nel coniugare la risposta sanitaria dei Serd con il lavoro sociale di prevenzione e accoglienza e reinserimento nel territori svolto dalle comunità terapeutiche – sottolinea l’assessore – Anche quest’anno la Regione investe 25 milioni di euro del proprio bilancio per sostenere il lavoro educativo delle comunità e finanzia con 420 mila euro progetti di prevenzione e di ‘primo aggancio’ rivolti ai giovani, che coinvolgono anche i luoghi del divertimento”.

 

“Ma di fronte ai cambiamenti sociali e culturali in atto e al dilagare di nuove e vecchie droghe, dai cannabinoidi al gioco d’azzardo – riflette l’assessore – credo sia necessario ripensare contenuti e modalità dei programmi terapeutici dei servizi e delle comunità, e sperimentare nuovi percorsi e nuovi standard organizzativi. Se negli ultimi due anni il consumo tra minorenni è quadruplicato, e se negli adolescenti aumentano esponenzialmente i disturbi psichici legati all’abuso di sostanze, l’approccio non può certo più essere quello della riduzione del danno. C’è una emergenza ragazzi da affrontare, sia in termini educativi, sia in termini di servivi e di nuova progettualità tra pubblico e mondo del terzo settore. Promuoverò un tavolo di confronto con le comunità terapeutiche per ripensare insieme come rilanciare la proposta educativa e l’alleanza tra servizi, scuola e famiglie”.

“Una testimonianza vera di welfare di comunità, frutto della mobilitazione di tanti e della collaborazione tra famiglie, volontari, associazioni e istituzioni”. Così l’assessore regionale al Sociale ha definito la Casa di Anna, una casa di accoglienza e di ‘autonomia’ per bambini e adolescenti con sindrome autistica, inaugurata sabato 16 giugno a Borghetto di San Martino di Lupari.

 

Nata dall’impegno dei genitori dell’associazione Aiutismo onlus (che fa riferimento al Coordinamento Autismo Veneto) e dalla disponibilità dei proprietari a cedere l’immobile, con il supporto della cooperativa Cooperativa Nuova e Vita e il Consorzio Rete Alta Padovana, la Casa di Anna accoglierà ragazzi e adolescenti con problemi di autismo per esperienze di autonomia dai nuclei familiari e percorsi terapeutici che li vedranno impegnati in attività didattiche e ricreative e nella cura del verde e degli orti. Una formula residenziale, tra ‘casa protetta’ e ‘fattoria didattica’, che aiuterà i residenti a esprimere le loro potenzialità e le famiglie a fare rete e a trovare supporto e affiancamento.

 

“La Regione Veneto guarda con grande interesse a queste esperienze che nascono dal basso, dalla buona volontà e dall’esperienza concreta delle persone – ha sottolineato l’assessore, al taglio del nastro – a servizio delle famiglie e con il ruolo attivo delle stesse famiglie e di associazioni e aziende. Rappresentano modelli di ‘accoglienza leggera’, dove i ragazzi si sentono a casa. Progetti come ‘la Casa di Anna’ sono destinati a fare scuola nelle politiche per la disabilità e nella tipologia degli interventi da mettere in campo per il ‘dopo di noi’, quando vengono meno le figure parentali di riferimento”.

 

L’assessore ha infine ricordato l’attenzione e l’impegno della Regione nei confronti delle persone con disturbi delle sindromi autistiche, con il sostegno attivo a due nuovi centri di accoglienza e servizi, la costituzione dell’apposito tavolo regionale e il sostegno al Coordinamento regionale. “Siamo tutti consapevoli che sul tema autismo abbiamo ancora molta strada da fare, dalla diagnosi precoce ai vari percorsi di presa in carico e inserimento lavorativo. I due centri regionali individuati, i tavoli regionali che stanno già lavorando e l’esperienza concreta del Coordinamento Autismo Veneto saranno fondamentali per dettare le nuove linee guida per il Veneto”.

Insulti, umiliazioni, violenze: il bullismo e la sua versione cibernetica, tramite chat, web e social, è sempre più presente in Veneto, nell’esperienza di vita di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al Sociale, istituisce un tavolo istituzionale per studiare il problema e soprattutto per coordinare le diverse istituzioni coinvolte: scuola, enti locali, Ulss e servizi, ordine pubblico e sicurezza, associazioni.

 

“I casi di cronaca si intensificano – dichiara l’assessore al Sociale – e il più delle volte colgono impreparati educatori, famiglie, istituzioni. La Regione Veneto si è data una norma ad hoc, con il collegato alla legge di stabilità 2018, per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. La nomina del tavolo istituzionale rappresenta il primo passo per individuare strategie e interventi, come prevede appunto la legge veneta, che aiutino a prevenire, a educare al rispetto dell’altro e assicurino a tutti i bambini e ragazzi il diritto di crescere e di essere se stessi, senza il rischio di subire condizionamenti e vessazioni da parte compagni violenti”.

 

Il tavolo regionale, che sarà coordinato dall’assessore al sociale o da un suo delegato, vedrà la partecipazione del garante regionale peri diritti alla persona e dei rappresentanti di Corecom, Ufficio scolastico regionale, Direzioni regionali al sociale, alla scuola e alla prevenzione, Ulss, Prefetture, Questure Anci, Tribunali per i minorenni, Carabinieri, Polizia postale, terzo settore, cooperative sociali e volontariato, nonché del Centro per i diritti umani dell’Università di Padova.

 

I componenti nominati opereranno a titolo gratuito e sono chiamati a suggerire alle Ulss le iniziative sperimentali da mettere in campo a protezione dei minori e a sostegno delle famiglie.

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