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Revenge porn e bullismo

3 minuti di lettura

Adolescenti vittime di cyberbullismo e di Revenge porn.

Tante morti inquietanti di ragazze giovani e giovanissime sono da ricercare nel ciberbullismo e nel Revenge porn.

Alcuni suicidi nascono dal non riuscire a sopportare l’umiliazione di vedersi in un video in atteggiamenti intimi, messo in rete senza il consenso della vittima.

Il Revenge porn

Alcuni episodi di “Revenge porn” hanno avuto conseguenze drammatiche, giungendo alla morte per suicidio delle vittime, un fenomeno che, ai termini di legge, si configura come un reato vero e proprio, in cui c’è un colpevole, che è il soggetto che diffonde le immagini senza il consenso, allo scopo di umiliare e nuocere, ed una vittima, il soggetto ritratto e le cui immagini vengono diffuse. In molti episodi, peraltro, i protagonisti sono stati e sono tuttora minorenni.

Alcuni casi di cronaca

Tra i diversi casi di cronaca ricordiamo quello di Carlina Picchio che si tolse la vita nel 2013; questa drammatica morte ha fatto scuola perché dal suo suicidio nacque una legge. ll Codice Rosso ha introdotto finalmente nel Codice penale, l’art. 612-ter, intitolato “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”, meglio conosciuta come “Revenge Porn”.  Il colpevole del reato è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

Ricordiamo ancora il caso di Alice Schembri, che nel 2017 si è uccisa annunciando la decisione sui social, dove spiegava il gesto come la conseguenza di “un segreto capace di divorarmi”. La ragazza avrebbe subito la violenza di gruppo da 4 ragazzi al tempo minorenni. 

Ed oggi si parla della 15enne di Piazza Armerina Larimar Annaloro trovata alcuni giorni fa impiccata ad un albero non lontano dalla sua casa una volta tornata da scuola. Dietro la sua morte si teme che possano esserci episodi di ciberbullismo, di foto e video presenti nelle chat.

“Mia figlia non si è uccisa”

“Chi sa qualcosa, vi prego, parli”. Nel giorno dell’autopsia, le parole della madre della 15enne sono state un appello disperato. La speranza dei parenti è capire cosa sia davvero successo, convinti che la studentessa non si sia suicidata di sua spontanea volontà.

La Procura per i minori di Caltanissetta ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio. Tra le ipotesi, c’è quella che la ragazzina sia stata vittima di atti di bullismo o di Revenge porn: secondo gli inquirenti, potrebbe essersi tolta la vita per il timore che venissero diffuse sue foto intime.

Le relazioni intime nella dimensione “onlife”

Ed ora andiamo nello specifico per vedere come gli adolescenti valutano le relazioni intime nella dimensione “onlife”. I dati che seguono sono presi da uno studio di Save the Cildren.

Nella vita relazionale degli adolescenti la dimensione online e quella offline sono ormai intrecciate in modo indissolubile. Il 73% dichiara di aver stretto amicizia online con persone prima sconosciute, il 64% di aver usato i social media per conoscere o avvicinarsi a una persona che piace.

Lo scambio di foto e video

L’ambiente digitale è parte integrante anche delle relazioni intime. Il 28% dei ragazzi e delle ragazze ha scambiato video e/o foto intime con il/la partner o con persone verso le quali aveva un interesse (la percentuale sale al 40% tra chi ha avuto o è in una relazione).

Uno su tre degli adolescenti (33%) riporta di aver ricevuto foto/video a sfondo sessuale da amici/che o conoscenti, la percentuale sale al 37% se si considera solo la fascia tra i 16 e i 18 anni. Preoccupante il fatto che 1 adolescente su 10 dichiara di aver condiviso, almeno una volta, foto/video intimi della persona con cui aveva una relazione senza il suo consenso esplicito e che  l’11% abbia subìto una condivisione di proprie foto intime senza aver dato il consenso.

Secondo i dati riportati da uno studio di Save the Cildren, più della metà degli intervistati (54%) pensa che chi invia foto intime accetta sempre i rischi che corre, compreso quello che le foto possano essere condivise con altri. Il 34% pensa poi che se qualcuno/a ti invia le sue foto intime che non sono state richieste, è un segno che le/gli piaci. Il 27% degli adolescenti pensa infine che non ci sia nulla di male nel richiedere foto intime al/la partner anche più volte al giorno.

Crediti fotografici: Corecom Veneto

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