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Una sinergia importante tra scuole e aziende, la Vettorello Energy di Casale sul Sile (TV) e Piave Servizi di Codognè (TV), per sensibilizzare i giovani sul tema della sostenibilità ambientale e stimolarli ad una scelta consapevole delle scuole superiori. Premiati ieri a Mogliano Veneto gli studenti delle classi medie partecipanti al concorso didattico “Il valore dell’acqua”

 

Piccoli ingegneri idraulici crescono al Collegio Salesiano Astori di Mogliano Veneto, dove ieri mattina, nell’aula magna dell’istituto, sono state premiate le quattro classi della terza media protagoniste del concorso didattico “Il valore dell’acqua”.

 

Promosso da “Vettorello Energy” e “Piave Servizi” per educare le nuove generazioni ad un utilizzo responsabile della risorsa acqua; il concorso ha coinvolto complessivamente un centinaio di studenti, che a inizio 2019 hanno preso parte ad un percorso formativo culminato con la realizzazione di 20 plastici, riproducenti delle centrali idroelettriche di ambiente montano perfettamente funzionanti.

 

I ragazzi, in particolare, hanno messo in funzione il modello in scala di una turbina Pelton a tre getti (dispositivo tipico dei bacini idroelettrici alpini), consegnato loro da Vettorello Energy, azienda di Casale sul Sile specializzata nella produzione di impianti idroelettrici 4.0 e non nuova ad iniziative che coinvolgono le scuole. Nel 2017, con l’Università di Palermo, la Vettorello di Casale ha infatti iniziato un progetto di ricerca e sviluppo per la realizzazione di una turbina che proprio quest’anno verrà messa a servizio in un acquedotto siciliano.

 

 «L’idroelettrico oggi rappresenta il 35% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili – spiegano Sonia e Domenico Vettorello di “Vettorello EnergyPer questo abbiamo cercato di trasmettere ai ragazzi la consapevolezza che l’acqua è una risorsa da preservare, fondamentale anche “solo” per far funzionare gli elettrodomestici di uso più comune.

 

La nostra azienda, attiva da cinquant’anni nel settore metalmeccanico, opera nel mercato energetico con una divisione produttiva legata alla progettazione e costruzione di turbine per centrali idroelettriche: un mercato in crescita, che ha visto quasi raddoppiare dal 2003 al 2016 il numero di impianti in Italia e che ci obbliga alla responsabilità di educare le nuove generazioni a prendersi cura del proprio territorio e del proprio futuro, anche professionale.

 

Oggi l’idroelettrico offre spazio a molteplici professionalità, non solo quella ingegneristica, senza preclusioni o distinzioni di sesso».

 

Gli studenti, con la preziosa collaborazione della professoressa di Educazione Tecnica Lucia Tessarin, hanno realizzato i plastici in vari step, dividendosi le mansioni: alla prima fase di progettazione, legata ad abilità di ingegneria idraulica, meccanica e ambientale, è seguita quella logistica di raccolta di materiali (carta, legno e plastica riciclati), quindi di assemblamento dei pezzi, secondo i principi della meccatronica, e infine di comunicazione dell’opera, con la realizzazione di contenuti (testuali, video e grafici) che ne descrivessero le caratteristiche.

 

In questo modo i ragazzi hanno potuto sviluppare diverse competenze, fornendo con il proprio contributo una visione della centrale idroelettrica del futuro.

 

«Per “Piave Servizi” l’innovazione tecnologica va di pari passo con la divulgazione della “cultura dell’acqua”– aggiunge Carlo Pesce, Direttore della Società che gestisce il Servizio Idrico Integrato in 39 comuni delle province di Treviso e Venezia – Così come puntiamo, ad esempio, su sistemi avanzati per la localizzazione delle perdite o per l’ottimizzazione della manutenzione delle reti idriche, allo stesso modo incentiviamo tutte le iniziative di sensibilizzazione a un uso dell’acqua consapevole, combattendo gli sprechi.

 

Affrontare a scuola il valore dell’acqua come fonte di energia (la più antica usata dall’uomo), ci permette non solo di responsabilizzare le nuove generazioni, ma soprattutto di comprendere il futuro che i giovani si aspettano da noi». 

 

Mogliano Veneto 6 giugno 2019

Un centro commerciale che si presta a ospitare molteplici iniziative: questa è la mission del Valecenter di Marcon che, con la conferenza stampa di martedì 12 maggio, vuole mostrare la sua sensibilità verso tematiche sostenibili e offrirsi al pubblico come un centro polifunzionale. Presenti all’evento Federico Cimbelli, Head of Operations di Multi Italy, il Presidente di Pubblicità Progresso Alberto Contri e il CEO Acqua Group Andrea Cimenti.

 

Anche il sindaco di Marcon, Matteo Romanello, ha mostrato il suo interesse per l’iniziativa partecipando personalmente alla conferenza. Il primo cittadino ha dichiarato come “l’acqua potabile sia un diritto umano fondamentale, essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti, a sancirlo è una risoluzione ONU del 28 luglio 2010. L’acqua, quindi, diritto fondamentale di ciascuno, ma anche responsabilità di ognuno di noi. Appartenendo a tutti, di conseguenza, dobbiamo rispettarla, valorizzarla, risparmiarla e tutelarla”.

 

“Ogni cittadino – ha continuato il Sindaco – è chiamato a fornire il proprio contributo adottando un comportamento consapevole nell’utilizzo dell’acqua potabile e nel restituire alla natura l’acqua utilizzata nelle migliori condizioni qualitative. Generalmente, diamo poco peso all’impatto che le nostre abitudini hanno sulle risorse idriche: in realtà introdurre alcuni piccoli cambiamenti nei nostri gesti quotidiani può produrre un cambiamento reale nel futuro di tutti. È fondamentale non sprecarla, adottando abitudini responsabili, non lasciando aperto il rubinetto, preferendo la doccia alla vasca, non lavando i piatti a mano, non lavando frutta e verdura sotto l’acqua corrente, buone abitudini che sommate possono fare la differenza. È sulla base di queste convinzioni” ha concluso Matteo Romanello “che accogliamo con piacere l’iniziativa del centro commerciale Valecenter e la campagna CIRIESCO di Pubblicità Progresso, volte a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, concorrendo a diffondere stili di vita sostenibili”.

 

Multi Italy, società che gestisce il centro commerciale e che ha predisposto le attività di restyling, ha portato Valecenter ad essere un continuo cantiere di idee, grazie alla volontà di adattamento alle richieste del mercato nel settore retail. “La sostenibilità – analizzata da un punto di vista sociale, ambientale ed economico – rappresenta sempre più un driver di crescita e competizione per le realtà aziendali, pubbliche e private. In questo contesto, il mondo del retail non fa differenza” come sostiene Federico Cimbelli, Head of Operations di Multi Italy. “La scelta di ospitare una Mostra come Gocce di Sostenibilità a Valecenter e Forum Palermo è dimostrazione di come Multi abbia fatto propria la tendenza di mercato, così come la necessità di fornire al consumatore e cliente del Centro un percorso di conoscenza che lo porti ad una scelta ponderata e consapevole”.

Il centro commerciale si presenta ai clienti non solo come una struttura commerciale ma anche come realtà attenta alle attuali questioni e temi ambientali. “Siamo molto fieri di organizzare questo importante evento di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale insieme a Pubblicità Progresso, Fondazione con la quale collaboriamo da oltre tre anni, condividendo questa tematica con una platea ampia e variegata come quella che frequenta i mall e che include sempre più le giovani generazioni alle quali ci rivolgiamo in particolar modo con questo progetto” – dichiara Andrea Cimenti, amministratore delegato di Acqua Group. “Inoltre siamo molto grati a Multi Italy, Valecenter e Forum Palermo per la sensibilità dimostrata e per aver voluto l’evento nelle loro gallerie”.

Un’attività di sensibilizzazione che prende vita in uno dei luoghi d’incontro riconosciuto da sempre come aggregatore di persone. “Con la campagna desideriamo porre l’attenzione sui comportamenti virtuosi che un cittadino responsabile dovrebbe tenere per garantire un futuro migliore a chi verrà dopo di lui. Su CiRiesco.it chiunque può reperire informazioni e consigli pratici per adottare uno stile di vita sano, dalla gestione delle risorse idriche a quelle energetiche, passando da altri temi come cibo, mobilità e rifiuti – dichiara Alberto Contri, Presidente di Fondazione Pubblicità Progresso – È da molti anni che vengono diffusi allarmi sulla scarsità di risorse a disposizione dell’uomo, ma è difficile che a questi allarmi faccia seguito l’adozione di modi di vivere più illuminati. Con CiRiesco.it, auspichiamo di poter aiutare i cittadini, non solo a diventare consapevoli sul problema che è ormai sotto i nostri occhi, bensì intendiamo farlo fornendo informazioni utili a tradurre in fatti questa consapevolezza”.

Valecenter ospita nella sua galleria la mostra “Gocce di sostenibilità” e, fino al 26 maggio, sarà possibile partecipare a eventi, spettacoli e laboratori, soprattutto per i più piccoli, per impegnarsi quotidianamente a vivere in modo sostenibile.

Il Lido di Venezia si conferma Bandiera Blu anche per il 2019. La consegna del riconoscimento è avvenuta questa mattina nella sede del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, quale attestazione degli standard qualitativi e delle politiche ambientale attuate dai gestori delle spiagge. Le ‘bandiere blu’ rappresentano il riconoscimento attribuito ogni anno ai centri costieri del Paese per qualità del mare e servizi offerti: vengono assegnate da Fee Italia con il supporto e la partecipazione di UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo). Obiettivo dell’iniziativa è quello di indirizzare la politica di gestione locale delle numerose località balneari italiane verso processi di sostenibilità ambientale.

 

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia, che ha dichiarato: “Prosegue l’attività di politica ambientale alla luce anche dell’applicazione del piano degli arenili entrato in vigore nell’aprile di quest’anno a cui tutti i gestori delle spiagge hanno ottemperato presentando i progetti di miglioramento. Anche a loro va il riconoscimento di un rilancio dell’attività balneare veneziana con standard qualitativi, certificati e riconosciuti a livello nazionale. Questo dimostra l’impegno e la forza di tutti i gestori delle spiagge a mantenere alta l’attenzione verso i nostri cittadini e i nostri ospiti, con politiche ambientali concrete.

 

Per la prima volta quest’anno, inoltre, è stata riconosciuta una bandiera blu all’approdo di Certosa Marina, quale riconoscimento di un percorso fatto in questo ultimo anno per poter accreditare l’approdo nautico a standard qualitativi coerenti con le politiche ambientali finalizzate all’accessibilità di tutti e alla sostenibilità ambientale. Per questo ringrazio Alberto Sonino, gestore di Marina della Certosa per aver accolto l’invito proposto lo scorso anno per iniziare l’iter di accreditamento per ottenere nell’anno 2019 la bandiera blu per il suo approdo. Obiettivo raggiunto”.

Nel 2017 ne hanno tratto vantaggio 6.059 utenti per un risparmio in bolletta tra i 30 i 40 euro. CGIL, CISL e UIL: “Tempo fino a Natale per recarsi ai CAF per elaborare la certificazione ISEE necessaria alla domanda di agevolazione”

 

È stato prorogato fino al 31 dicembre il termine per presentare la richiesta di compensazione della spesa per le utenze domestiche.

È stato deciso nel corso dell’incontro di venerdì 23 novembre, tra CGIL, CISL e UIL provinciali e il Consiglio di bacino Veneto Orientale, il Consorzio Alto Trevigiano Servizi e Piave Servizi, dando così la possibilità a tremila potenziali utenti economicamente deboli residenti in provincia (famiglie con un ISEE fino a 15 mila euro o 20 mila euro, se con almeno 4 figli), di ottenere un bonus acqua, variabile tra i 30 e i 40 euro a seconda del numero di domande presentate.

 

Quello relativo alla scontistica sulla bolletta dell’acqua è un accordo tra Parti Sociali e gestori del servizio che si rinnova da qualche anno nella provincia di Treviso. Nell’ultimo triennio le domande di bonus sono passate dalle 3.894 del 2015, a 5.767 nel 2016 fino alle 6.059 dello scorso anno. Per i sindacati, visto questo positivo trend, era doveroso dare la possibilità alle famiglie di avere più tempo, ovvero fino al 31 dicembre, per presentare la domanda. Domanda che deve essere necessariamente corredata dalla certificazione ISEE. Anche per il 2018 il Consiglio di bacino Veneto Orientale, il Consorzio Alto Trevigiano Servizi e Piave Servizi hanno messo a disposizione un fondo pari a 200 mila euro per quelle che vengono definite domande di compensazione della spesa. Nel 2017 a trarne vantaggio nel territorio servito da ATS sono state 3.490 utenze residenti per un importo medio di 28 euro e per Piave Servizi altre 2.569 per 38 euro medi di sconto in bolletta.

 

Secondo CGIL, CISL e UIL la platea dei beneficiari potrebbe ulteriormente essere allargata: per questo la decisione della proroga. Inoltre, i Sindacati hanno ribadito nel corso dell’incontro di ieri la necessità di semplificare la procedura di richiesta per il 2019, e su questo punto congiuntamente il Consiglio di bacino Veneto Orientale, il Consorzio Alto Trevigiano Servizi e Piave Servizi si sono impegnati a definire modalità uniformi per tutto il territorio provinciale.

 

Assieme a quelle stabilite per gli utenti di Ascotrade per la fornitura del gas, a quelle di Savno per il servizio di raccolta rifiuti, le tariffe sociali decise con il Consiglio di bacino Veneto Orientale, ATS e Piave Servizi, oltre ad essere un traguardo in termini di contrattazione sul territorio, rappresentano una piattaforma di solidarietà e di calmierazione del costo della vita per migliaia di famiglie trevigiane – spiegano Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL di Treviso, Cinzia Bonan, segretario generale CISL Belluno Treviso e Guglielmo Pisana di UIL Belluno Treviso –. Un vantaggio economico superiore a 200 euro annui. Ma così facendo, ci confermano anche i gestori del servizio idrico, si è ottenuta anche una positiva riduzione degli insoluti. È importante che gli utenti, prima di Natale, si affidino ai CAF per elaborare la certificazione ISEE al fine di presentazione della domanda di agevolazione – aggiungono i sindacalisti –. Chi, invece, è già in possesso della certificazione può consegnarla direttamente al proprio Comune di residenza”.

 

Veritas: “L’acqua che esce dai rubinetti è sicura, controllata e perfettamente potabile”

Sta girando da qualche ora un messaggio WhatsApp, firmato Croce rossa italiana, che invita i cittadini a non bere acqua di rubinetto, causa contaminazione. Al momento non è possibile determinare se questo messaggio sia una fake news o se faccia riferimento a una situazione reale, verificatasi chissà dove e poi arrivata qui attraverso i social.
L’unica cosa certa è che nel territorio dove Veritas gestisce il servizio idrico integrato (quindi l’acquedotto pubblico) non c’è e non c’è stata alcuna contaminazione dell’acqua potabile. L’acqua che esce dai rubinetti allacciati al pubblico acquedotto è sicura, controllata e perfettamente potabile. Veritas invita i cittadini a consumarla senza alcuna incertezza o diffidenza.

Fino a domani, lunedì 1 ottobre, il servizio sarà gratuito. In seguito si potranno utilizzare tessere o contanti

 

Smantellata la vecchia casetta in legno che ha registrato lunghi periodi di disservizio, ed è ora attivo il nuovo impianto erogatore di acqua filtrata.

 

Compatto, con promesse di altissime prestazioni e design rigorosamente italiano, l’impianto è stato installato nello stesso sito del precedente, nei pressi della caserma dei Carabinieri, in via Vivaldi a Roncade, a cura della Vivatek snc, azienda con all’attivo molte altre fontane simili in provincia.

 

Fornita di tettoia di protezione, la struttura in acciaio inox é larga un metro e mezzo, alta e profonda poco più di due metri e dotata di impianto di coibentazione interna.

 

L’interfaccia per gli utenti é semplice, chiaro e funzionale. L’erogatore fornisce acqua naturale o gassata, riempiendo bottiglie da un litro ma pure da mezzo, per chi, passando, avesse anche solo la necessità di riempire la borraccia e dissetarsi al momento.

 

Il servizio, da martedì prossimo, sarà fornito tramite pagamento in moneta, tessere o chiavette (che si potranno acquistare presso il negozio Segato Ferramenta in largo Giustiniani) e si potranno ricaricare direttamente dalla gettoniera dell’erogatore, così da rendere l’acqua fruibile 365 giorni all’anno.

 

Controllo, pulizia e manutenzione dell’impianto saranno quotidiani e una volta alla settimana verrà attuata la sanificazione completa. Inoltre, ogni emergenza farà accorrere un tecnico entro due ore.

L’annuncio arriva direttamente da un comunicato pubblicato sul sito internet della catena di supermercati Sogegross. Si tratta di due lotti di acqua naturale San Benedetto in confezione PET da 2 litri per la presenza di un “odore non caratteristico”. Per la precisione il primo lotto identificato con la sigla A8141R con data di scadenza 20/11/2019 e il secondo identificato con la sigla A8143T e data di scadenza 22/11/2019. I punti vendita in cui sono stati distribuiti questi lotti sono Cash di Casale Monferrato e Lusignano D’Albenga dal 21/05/2018 al 27/06/2018. Sogegross invita a restituire le bottiglie con i numeri di lotto segnalati ai punti vendita d’acquisto presentando la fattura.

 

Il Fatto Alimentare ha ricevuto una segnalazione da un lettore che ha acquistato diverse confezioni di bottiglie da 2 litri di acqua naturale San Benedetto (numero di lotto 10LA8141T con data di scadenza 20/11/2019), riscontrando lo stesso problema dei lotti richiamati.
Il lettore scrive: “Vorrei segnalare che ho acquistato in data 30/05/2018 presso il centro commerciale Iper di Montebello della Battaglia, in provincia di Pavia, 36 bottiglie da 2 litri di acqua San Benedetto naturale.
Dopo qualche giorno ho aperto una confezione e subito stappando la bottiglia ho sentito un odore sgradevole, e anche il gusto era poco piacevole, chimico. Pensando fosse solo una mia sensazione, ho provato a berla, ma era veramente sgradevole. Tale acqua è stata utilizzata anche per la macchinetta del caffè. Aprendo un’altra bottiglia della stessa confezione l’acqua aveva le stesse spiacevoli caratteristiche.”
Non sono passati nemmeno quindici giorni dal precedente richiamo di un lotto nel formato da 500ml.

 

Fonte: Il Fatto Alimentare

Il ministero della Salute, sul proprio sito istituzionale, ha pubblicato in data 15 giugno 2018 un avviso nella sezione “richiami di prodotti alimentari da parte dei produttori” volto al ritiro dal commercio di uno specifico lotto dell’acqua minerale San Benedetto – Fonte Primavera, bottiglie in PET da 0.5L prodotta da Gran Guizza S.p.A.

 

Da quanto scritto nell’avviso pubblico del ministero della Salute, il motivo è da imputare al potenziale rischio chimico per il lotto 23LB8137E del prodotto indicato. In particolare il richiamo, avvenuto su indicazione dello stesso produttore, è scattato a causa della “presenza consistente di contaminanti idrocarburici”. Nello specifico il comunicato identifica: xilene, etilbenzene, trimetilbenzene e toluene. A scopo precauzionale quindi si raccomanda di non consumare le bottiglie del lotto richiamato.

 

Il Gruppo San Benedetto spiega tramite comunicato che “La decisione è stata presa a seguito dei campionamenti svolti dall’autorità sanitaria di competenza su alcune bottiglie prelevate presso un distributore automatico di bevande refrigerate che hanno rilevato una non conformità dovuta al superamento dei limiti per contaminanti idrocarburici aromatici. La Società ha provveduto al ritiro di tutte le bottiglie di acqua minerale del lotto 23LB8137E, con data di scadenza 16/11/2019.

 

La Società invita a non consumare i prodotti appartenenti al lotto sopraindicato e a restituirli al punto vendita. Precisa, inoltre, che il richiamo si riferisce solo ed esclusivamente all’acqua minerale Fonte Primavera, imbottigliata presso lo stabilimento Gran Guizza di Popoli con il nome San Benedetto e limitatamente al lotto indicato.
Si garantisce, dunque, l’assoluta purezza per tutti i prodotti e i lotti non indicati nella comunicazione.

 

La Società sta collaborando con le Autorità competenti per l’accertamento delle eventuali cause e la risoluzione della problematica. Si specifica, inoltre, che gli impianti ove la Fonte Primavera è captata e imbottigliata sono progettati, realizzati, collaudati e controllati in conformità agli standard di qualità più stringenti previsti dalle normative e adottati dal Gruppo San Benedetto.

 

La Società dichiara, infine, di aver attuato tutte le azioni volte alla tutela della salute dei consumatori come il ritiro/richiamo del prodotto finito, la contestuale comunicazione alle autorità sanitarie e la verifica delle condizioni di stoccaggio dei propri prodotti. Per Acqua Minerale San Benedetto la sicurezza dei propri consumatori è da sempre la priorità assoluta.”

 

Fonte: Fanpage

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e presidente fondatore del movimento cristiano Pescatori di Pace, denuncia una situazione di speculazioni sul bene comune che include bollette gonfiate, mettendo in guardia i cittadini.

 

“Attenzione alle bollette gonfiate, l’acqua non può costare come il petrolio”. La denuncia arriva da parte di Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia già fondatore dei Pescatori di Pace: “Il Veneto sta passando un periodo drammatico: i commercianti non ce la fanno più, le tasse cui devono far fronte sono troppe e troppo elevate e li mettono costantemente alla prova. In ginocchio anche migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa della crisi. E come se non bastasse bisogna anche fare i conti con bollette gonfiate e truffe. Sono decine le segnalazioni ogni giorno alle associazioni dei consumatori e di categoria: luce, rifiuti e non ultima l’acqua”.

 

Damiano non le manda a dire e si fa paladino di una battaglia che “va a colpire la povera gente e i lavoratori”. Secondo il leader del Popolo della Famiglia “non si può speculare su un bene comune: sono decine le denunce e le lamentele ogni giorno che riguardano i servizi. A lamentarsi soprattutto chi possiede un bar e un ristorante: tremila euro all’anno per un consumo di acqua che non è reale. Neanche il gas quasi arriva a tanto. L’acqua è disponibile ed è per tutti, occorre abbassare la tassazione di almeno il 50%”.

 

Non sono risparmiati nemmeno le categorie più deboli: “Ultima è stata la denuncia di un’anziana 88enne di Trebaseleghe che si è vista arrivare a casa una maxi-bolletta da 800 euro: una cifra spropositata per una donna malata di Alzheimer il cui consumo di acqua giornaliero è quasi pari allo zero e che dispone perfino del servizio di assistenza socio sanitaria anche per l’igiene personale.

Immediata la richiesta di chiarimenti: come è possibile un consumo così elevato?” – si chiede Damiano. “E’ da escludere una perdita sull’impianto idrico visti i controlli effettuati nell’abitazione e visto che ad oggi i consumi risultano nella norma. Non solo:
per effettuare un controllo al vecchio contatore, sostituito tra l’altro senza spiegazioni, è stato chiesto alla
disabile dalla società di servizi un addebito di 100 euro. Questo, nonostante sia stato poi specificato alla
donna che il contatore risultasse comunque rotto. Se risulta impossibile controllarlo come mai la donna
inferma deve pagare lo stesso il controllo? Ha tutta l’aria di essere una truffa, ma anche fosse un errore:
perché è l’anziana che deve rimetterci? Occorrono verifiche approfondite dei dati e questo, possibilmente,
prima che il consumatore vada a sborsare il denaro scritto in bolletta. Prima di pagare, se qualcosa non vi
risulta, chiedete un controllo: questo vale tanto a Padova, quanto a Treviso, Verona e più in generale in
tutto il Veneto e in tutta Italia”.
Infine Damiano si appella al sindaco di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon: “In qualità di ottimo amministratore
faccia chiarezza e si prenda a cuore la faccenda: l’acqua non può essere come il petrolio e un’anziana
concittadina non può essere lasciata in difficoltà. Sono sicuro che il primo cittadino non resterà indifferente e
farà di tutto per fare luce sulla questione”.

La nuova area umida realizzata da Acque Risorgive nel Rio Rusteghin in comune di Mogliano Veneto è stata oggetto di uno studio sperimentale da parte del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli studi di Padova. “L’obiettivo – spiega il direttore del Consorzio di bonifica, Carlo Bendoricchio – era di calcolare i tempi effettivi di residenza del sistema di fitodepurazione, un metodo per valutare quanto l’opera è efficace in termini di abbattimento dei nutrienti e confermare o meno le previsioni di progetto indicate nella realizzazione dell’area. Non essendoci molta letteratura per opere di questo tipo, si rende necessario procedere con specifici monitoraggi e prove empiriche che consentono di ottenere indicazioni utili a definire il protocollo di gestione e nelle successive progettazioni di aree simili”.

 

Il protocollo di monitoraggio, siglato da Acque Risorgive con l’Università di Padova, prevede come prima azione una prova fisica mediante l’utilizzo di un tracciante (nel caso specifico la Rodamina WT avente caratteristiche di conservatività, atossicità, rilevabilità a basse concentrazioni e concentrazione di fondo pressochè nulla), che viene versato nel punto di ingresso del sistema ed una sonda posizionata nel punto di uscita che rileva la quantità di colorante (colore rosso) che esce nell’arco di tempo.

 

La prima prova sperimentale, svoltasi nei giorni scorsi con l’immissione in acqua del tracciante, ha permesso di determinare un tempo medio di residenza delle acque in condizione di gestione ordinaria dell’area di 1,5 giorni. Nella relazione firmata dal responsabile scientifico prof. Luca Palmeri si suggerisce ai tecnici di Acque Risorgive una diversa gestione dell’area tale da poter aumentare i volumi invasati così da allungare a loro volta i tempi medi di residenza delle acque. Un intervento – si legge nel rapporto – da fare compatibilmente con i rischi idraulici correlati e con la maturazione delle specie vegetali golenali.

 

Conclusa questa prima fase, si procederà nei prossimi mesi con la raccolta di campioni di acqua in ingresso e uscita dal sistema di fitodepurazione, i quali verranno analizzati per rilevare la concentrazione di nutriente e conseguentemente calcolare il carico abbattuto, arrivando a determinare l’effettiva efficacia fitobiodepurativa dell’intervento realizzato.

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