Il Governo italiano ha adottato nuove misure per regolamentare l’installazione del fotovoltaico nei terreni agricoli, limitando il fotovoltaico a terra e incoraggiando soluzioni sollevate per preservare le attività agricole.
ROMA. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo Decreto che limita l’installazione indiscriminata di pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli, ma permette l’uso dell’agrivoltaico, purché i pannelli siano sollevati da terra, consentendo la coltivazione sottostante. Le nuove regole mirano a contrastare il fotovoltaico “selvaggio”, dando maggiore libertà in aree non coltivate come cave e spazi vicino ad autostrade. I progetti previsti dal Pnrr e quelli che hanno già presentato la richiesta di realizzazione non saranno colpiti dalle nuove limitazioni.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha dichiarato che l’obiettivo del provvedimento è di evitare che i terreni agricoli produttivi vengano utilizzati esclusivamente per il fotovoltaico, mantenendo così l’equilibrio tra agricoltura e produzione di energia rinnovabile. La bozza iniziale del Decreto prevedeva un divieto totale per il fotovoltaico a terra sui terreni agricoli, un’idea sostenuta da Coldiretti e appoggiata dal ministro Lollobrigida, ma non condivisa dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), che considera l’agrivoltaico fondamentale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia.
Il compromesso raggiunto consente l’installazione di pannelli solari su terreni coltivati, a patto che siano sollevati da terra, preservando la possibilità di continuare le attività agricole. Questo accordo risolve il conflitto tra i due ministeri e permette di mantenere il sostegno all’agrivoltaico, considerato strategico dal Mase, che prevede di investire 30 milioni all’anno per vent’anni in questo settore, con l’obiettivo di raggiungere oltre 1 gigawatt di potenza installata entro il 2026.
Oltre alla questione del fotovoltaico, il Decreto introduce anche misure per affrontare la siccità. Rafforza il ruolo del commissario per la siccità, Nicola Dell’Acqua, e lo autorizza a svolgere interventi d’urgenza per migliorare il sistema idrico italiano. Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per 12 mesi per la Regione Siciliana, con un primo stanziamento di 20 milioni di euro per affrontare la grave carenza idrica.
Il Decreto amplia il ruolo delle associazioni autorizzate a svolgere attività di controllo contro il bracconaggio e altre attività illegali. Questa misura offre una maggiore flessibilità per garantire il rispetto delle leggi in materia di caccia e protezione della fauna selvatica.
Il Decreto Agricoltura, quindi, affronta diverse sfide legate alla sostenibilità, alla sicurezza energetica e alla gestione delle risorse idriche, cercando di bilanciare le esigenze del settore agricolo con quelle della produzione di energia rinnovabile e della protezione ambientale.
Foto: Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida
Immagine messa a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
