Al 3° Festival dell’Umano Tutto Intero, organizzato dal network Ditelo Sui Tetti a Roma a giugno 2026, c’è stata quella di Santo e Francesca Versace, fondatori della Fondazione Santo Versace, da anni impegnata in Italia e all’estero a stare accanto alle persone più fragili. In questa intervista a margine dell’evento raccontano i loro progetti nelle carceri italiani e il messaggio che hanno portato al festival: restituire dignità a chi la pena rischia di sottrarre per sempre
ROMA. La Fondazione Santo Versace opera in Italia e all’estero con una missione precisa: essere vicina alle persone più vulnerabili. Uno degli ambiti di intervento più significativi riguarda il sistema penitenziario, dove la Fondazione lavora per garantire che la detenzione non si riduca a umiliazione, ma possa diventare — come prevede la Costituzione italiana — un percorso reale di rieducazione e reinserimento.
«La Fondazione si occupa di stare accanto ai più fragili» ha spiegato Francesca Versace. «Questa è una missione che portiamo in Italia e all’estero. In questo festival sono intervenuta per parlare dei nostri progetti sulle carceri italiane».
«Abbracci in libertà»: spazi di affetto dove prima c’era degrado
Il progetto di punta è Abbracci in libertà, un’iniziativa nazionale che prevede la ristrutturazione degli spazi dedicati agli incontri tra genitori detenuti e i loro figli, con l’obiettivo di proteggere la continuità affettiva anche durante la detenzione. Ambienti rinnovati, arredati con giochi, curati nel verde: luoghi dove un bambino non debba più vergognarsi di andare a trovare il proprio genitore.
«Abbiamo restituito dignità ai genitori detenuti» ha raccontato Francesca Versace, «ma abbiamo anche aiutato i bambini, che non devono più provare vergogna per un ambiente degradante che fa paura. Invece possono provare — e provano, lo abbiamo visto — la gioia dell’incontro con i propri genitori».
«Siamo stati fortunati»: il racconto che cambia prospettiva
Il momento più intenso dell’intervista è stato il racconto di una ragazza di 19 anni incontrata durante una visita in carcere. Santo Versace ne ha parlato con voce misurata, ma il peso delle parole è stato immediato.
«È in carcere perché i genitori la picchiavano per farla prostituire. La torturavano. Lei è scappata ed è finita con le baby gang». Uscirà tra un anno e mezzo. «La preoccupazione di mia moglie è che quando quella ragazza esce abbia un punto di riferimento, perché lei è in carcere, ma perché è stata sfortunata».
La riflessione che ne deriva è semplice e potente: «Noi siamo stati fortunati. In molti casi le persone detenute sono in carcere perché sono nate nel posto sbagliato, nella famiglia sbagliata. Noi abbiamo una grande fortuna e dobbiamo sapercela meritare».
Francesca ha aggiunto: «Quando mio marito raccontava quella storia, io pensavo: a 19 anni stavo intraprendendo gli studi in giurisprudenza e avevo genitori che mi incoraggiavano. Lei non li ha avuti. Il detenuto non può essere solo la sua pena. Deve essere un essere umano».
Il panel sulla giustizia: voci dal diritto e dall’esperienza
La Fondazione Santo Versace ha preso parte al Passo 3 del festival, il panel dedicato al tema L’eclissi della giustizia, ultimo presidio contro il conflitto interindividuale e sociale, condotto da Eva Sala (Consigliera Presidenza Giustizia Amministrativa) e Massimiliano Zaniolo (magistrato).
Insieme a Francesca De Stefano Versace, Vice Presidente della Fondazione Santo Versace, sono intervenuti:
- Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale e cofondatore dei “comitati civici” per una nuova giustizia
- Guglielmo Borri, Vice Presidente MCL e dei comitati civici
- Marco Sorbara, vittima giudiziaria
- Domenico Airoma, Procuratore di Napoli Nord
- Francesco Caringella, Presidente di sezione del Consiglio di Stato
- Anna Gallucci, Pubblico ministero di Pesaro
- Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia
La proposta pubblica emersa dalla sessione è stata quella di avviare un Osservatorio sulla giustizia contro l’umano, strumento per monitorare e denunciare i casi in cui il sistema giudiziario e penitenziario finisce per ledere — anziché tutelare — la dignità della persona.
Il 3° Festival dell’Umano Tutto Intero si è svolto il 16 e 17 giugno 2026 presso il Pio Sodalizio dei Piceni, Piazza San Salvatore in Lauro 15, Roma, organizzato dal network Ditelo Sui Tetti (suitetti.org)
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