Infortunio muscolare per la capitana della Nazionale femminile di basket Laura Spreafico. Termina così, a un passo dal sogno Mondiale, la carriera
TRENTO – Si dice che la fortuna sia cieca ma la sfiga ci veda benissimo. L’annuncio era già stato fatto a maggio: la capitana della Nazionale femminile di basket Laura Spreafico si ritira dall’attività agonistica. Ma non subito, a fine campionato spagnolo con la maglia di Salamanca.
No. Per una giocatrice del genere ci voleva una degna celebrazione, per cui l’ultimo ballo designato era la FIBA Women’s World Cup che si terrà a Berlino dal 4 al 13 settembre. Un traguardo storico, rincorso per tutta la vita e raggiunto grazie all’incredibile bronzo conquistato nello scorso Europeo.
E invece, il destino ha deciso che la chiusura di una carriera che l’ha vista vincere 2 Scudetti, 2 Supercoppe, 2 edizioni della Coppa Italia tra Italia ed Europa sarebbe stata anticipata. Nel modo più deludente e subdolo. Una lesione muscolare alla coscia destra riportata un paio di giorni fa in allenamento.
A poche ore dall’amichevole di oggi con la Cina (diretta Sky Sport e Now ore 19.30), la grande capitana azzurra lascia il basket giocato. Non potrà prendere parte a quell’agognato Mondiale e indossare per l’ultima volta la maglia azzurra, dopo 64 presenze e 304 punti.
A 35 anni si chiude così la carriera di una delle protagoniste della nostra pallacanestro. A Berlino ci andrà comunque, da buona capitana, ma non potrà scendere in campo per quel suo ultimo ballo, un Mondiale a cui l’Italia non si qualificava da ben 32 anni. Servirà la sua grinta ed esperienza anche in panchina, certo, ma dispiace se non altro per tutta l’abnegazione che ci ha sempre messo.
Grazie di tutto Capitana.
Questo il commento del presidente della FIP Giovanni Petrucci: «È stato per me motivo di profondo dispiacere venire a sapere che Laura non potrà vivere da protagonista il Mondiale di Berlino, che avrebbe rappresentato il giusto coronamento della sua straordinaria carriera in Azzurro. Laura sarà comunque con noi a Berlino, perché una capitana come lei non può mancare a un appuntamento così prestigioso. La sua esperienza, la sua professionalità e la sua integrità costituiranno un patrimonio prezioso che continuerà a essere utile alla Nazionale e alla FIP anche in un prossimo futuro».

Photo Credits: Fip.it
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