Le sigarette elettroniche sono dispositivi che producono un vapore aromatizzato da inalare, con o senza nicotina. Sono nate come ausilio per smettere di fumare, ma sono diventate anche una moda tra i giovani, che le ritengono più sicure e meno dannose delle sigarette tradizionali. Ma è davvero così?
Secondo alcuni studi, le sigarette elettroniche possono avere effetti negativi sulla salute, sia a breve che a lungo termine. Tra i rischi legati all’uso di questi prodotti ci sono:
- Nausea, vomito, capogiro e tremori.
- Assuefazione e dipendenza dalla nicotina, che può avere effetti negativi sullo sviluppo del feto durante la gravidanza e sul sistema nervoso dei giovani.
- Conseguenze negative per l’apparato cardio circolatorio, come aumento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco.
- Possibile contenuto di sostanze cancerogene e minuscole particelle che arrivano ai polmoni, causando infiammazione, irritazione e danni ai tessuti.
- Infiammazione al cavo orale, formazione di carie ai denti o la perdita degli stessi, e infiammazione gengivale.
- Possibile comparsa di bronchiti, raucedini, mal di gola, e un peggioramento dei sintomi nei soggetti asmatici.
- Possibile alterazione di geni e rischio di insorgenza di alcune patologie, incluso il cancro.
Inoltre, le sigarette elettroniche possono favorire il passaggio al fumo tradizionale, soprattutto tra i giovani che non hanno mai fumato prima. Questo perché la nicotina crea dipendenza e può indurre a cercare prodotti più forti e soddisfacenti.
La diffusione delle sigarette elettroniche nel mondo è in aumento, soprattutto tra i giovani adulti. Secondo una indagine dell’Istat, nel 2021 il 2,8% delle persone di 14 anni e più (circa un milione e mezzo) ha dichiarato di utilizzare la sigaretta elettronica, il 3,4% degli uomini e il 2,3% delle donne. I ragazzi sono i maggiori fruitori della sigaretta elettronica: tra i 18 e i 34 anni la quota di utilizzatori è del 5,2% (circa il 6% dei maschi e il 4,5% delle femmine).
A favorire la diffusione della sigaretta elettronica nel mondo in tempi recentissimi è stato il diffondersi della pandemia da COVID-19: poiché è stato dimostrato che i fumatori di sigaretta avevano un rischio maggiore di contrarre il virus, e anche di ammalarsi più gravemente, un grande numero di persone ha iniziato a “svapare” proprio tra il 2020 e il 2021.
Tuttavia, le autorità sanitarie sconsigliano l’uso delle sigarette elettroniche come metodo per smettere di fumare o come alternativa al fumo tradizionale. Infatti, non esistono prove scientifiche che dimostrino la loro efficacia o la loro sicurezza. Al contrario, esistono evidenze dei loro potenziali danni per la salute.
L’obiettivo è quello di proteggere la salute pubblica da un fenomeno emergente che presenta molti rischi ancora sconosciuti o sottovalutati. Le sigarette elettroniche non sono innocue né per chi le usa né per chi le respira passivamente. L’unico modo per prevenire le malattie legate al fumo è smettere di fumare, con l’aiuto di un medico o di un centro specializzato.
A.G.
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