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Scuola: Suor Monia Alfieri, ‘significativi fondi per paritarie, grazie per coraggio dimostrato’

1 minuti di lettura

Si tratta di una misura significativa, per la quale non posso che ringraziare il Ministro e tutto il Governo per il coraggio dimostrato.

ROMA. Suor Anna Monia Alfieri Cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta di politiche scolastiche, commentando lo stanziamento di 750 milioni alle scuole paritarie con un aumento rispetto allo scorso anno di 50 milioni.

Dobbiamo essere chiari: siamo grati, davvero, per la cifra stanziata, ma dobbiamo compiere un’operazione verità: se un allievo costa 7mila euro, i 700 euro stanziati a studente possono migliorare la situazione? Se gli studenti iscritti alla scuola paritaria sono 770 mila e quelli iscritti alla scuola statale sono 7 milioni, può il pluralismo educativo definirsi garantito? La risposta alle due domande è la stessa: no.

I gestori delle scuole paritarie hanno ipotecato quello che c’era da ipotecare e venduto quello che poteva essere venduto, tutto per non aumentare le rette. Ora, a fronte dei 700 euro ricevuti e dei 7000 euro da spesare, rimangono due alternative: chiudere, privando i territori del Paese di presidi di libertà, o innalzare le rette, diventando scuole elitarie e contribuendo alla segregazione sociale, accettando, obtorto collo, la logica del similes cum similibus.

E spero che non si alzi il solito coro dei detrattori che vedono come sprecati i soldi dati alle paritarie, perché con quei soldi lo Stato risparmia, diversamente il costo a studente si innalzerebbe a 10 mila euro. Mi auguro che taccia l’idiozia e parli l’intelligenza”.

Non voglio assolutamente sembrare irriconoscente nei confronti del Ministro e del Governo, assolutamente, anche perché conosco il coraggio che è necessario per firmare determinati decreti: l’eredità del passato non aiuta sicuramente chi oggi si trova al Governo, basti pensare che il prossimo 10 marzo ricorrerà il 25esimo anniversario di una legge incompiuta, la 62/2000 che ha istituito il sistema pubblico dell’istruzione. Quello che non si è fatto in 25 anni non lo si può fare in pochi mesi.

Quindi il ringraziamento al Ministro e al Governo è sincero. Tuttavia desidero che il campanello d’allarme continui a suonare, affinché i contributi ricevuti non distolgano l’attenzione dal reale problema che esiste, ossia la quasi totale cancellazione del pluralismo educativo a tutto vantaggio del monopolio educativo della scuola statale. La realtà rimane sempre questa. Eppure, nonostante l’apparente immutabilità, confido che la situazione possa mutare, grazie all’opera coraggiosa della premier, Giorgia Meloni, e del suo governo.

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