Oltre 800mila presenze per la 46ª edizione: dal confronto sulle crisi globali alla forza dei testimoni, verso il 2026 con Dante
RIMINI – «Siamo molto grati per questo Meeting che ha potuto offrire spazi di dialogo e speranza in un mondo purtroppo sempre più conflittuale». Con queste parole Bernhard Scholz, presidente del Meeting di Rimini, ha sintetizzato il senso profondo della 46ª edizione della manifestazione, che ha avuto come filo conduttore il titolo “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”.
Dal deserto della solitudine e della frammentazione sociale fino ai grandi drammi della crisi ambientale ed economica, passando per i conflitti e le guerre, il Meeting ha dato voce a esperienze capaci di trasformare il dolore in cammino condiviso. L’incontro inaugurale con le madri di Israele e Palestina, insieme alla testimonianza dei sopravvissuti di Hiroshima Toshiyuki Mimaki e Masao Tomonaga, hanno segnato la trama della pace come cifra distintiva dell’edizione.
Dialogo europeo e futuro della democrazia
Non meno centrale il dibattito sull’Europa, che ha visto protagonisti la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, Mario Draghi ed Enrico Letta. Spazio anche alle riflessioni sul futuro della democrazia con Patrick Deneen e Joseph Weiler, e sul ruolo dei cristiani nella società contemporanea con Luke Bretherton e Pierpaolo Donati. Grande interesse hanno suscitato i dialoghi con scrittori e personalità internazionali come Javier Cercas, Colum McCann, Katerina Gordeeva e Diane Foley.
Partecipazione istituzionale e ecclesiale
L’edizione 2025 ha registrato una forte presenza istituzionale: tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, numerosi ministri, presidenti di Regione e parlamentari di ogni schieramento. Sul piano ecclesiale, la partecipazione del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, del cardinale Matteo Maria Zuppi e di monsignor Giuseppe Baturi, oltre a vescovi provenienti da aree di tensione come Siria, Ucraina, Sud Sudan e Algeria, ha dato un respiro universale al Meeting.
Cultura, spettacoli e giovani protagonisti
Gli spettacoli hanno confermato la forza culturale della manifestazione: dall’apertura con The Rock, omaggio a T.S. Eliot con Sergio Castellitto, alle Confessioni di Sant’Agostino interpretate da Alessandro Preziosi, fino allo spettacolo di Giacomo Poretti La fregatura di avere un’anima. Grande successo anche per il concerto dei The Sun, l’omaggio a Claudio Chieffo e il Meeting Music Contest, che ha dato spazio ai giovani artisti.
Numeri da record
Con 800mila presenze, 150 convegni e circa 550 relatori italiani e internazionali, il Meeting ha registrato quasi ovunque il tutto esaurito. Ai 17 spettacoli si affiancano la crescita del Villaggio Ragazzi Yoga e dell’Enel Sport Village, che hanno coinvolto decine di migliaia di bambini e giovani, e un incremento nelle visite alle mostre rispetto al 2024. Anche il sostegno delle aziende partner, oltre 150, ha confermato un coinvolgimento non solo economico ma anche progettuale. Decisivo l’impegno dei tremila volontari, il 60% dei quali sotto i trent’anni, a testimonianza di un protagonismo giovanile sempre più incisivo.
Uno sguardo al futuro
Il messaggio di papa Leone XIV ha racchiuso lo spirito del Meeting 2025: «Nei deserti di oggi possiamo edificare insieme con mattoni nuovi, segni concreti di speranza e di pace». Uno slancio che guarda già al 2026, quando dal 21 al 26 agosto la Fiera di Rimini ospiterà la 47ª edizione, intitolata all’ultimo verso della Divina Commedia di Dante: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.
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