17 e 15 anni, troppo presto per andarsene, troppo giovani. Anche nello scrivere quest’età la penna appare incerta e chiede spiegazioni.
Che non ci sono. Alessia e Giulia sorelle con tutto il futuro che attende, la vita appena tratteggiata che sarebbe arrivata, tra gioie e sottrazioni, albe e tramonti, scuola e lavoro, sport e famiglia. O tutto il resto che manco possiamo ora immaginare, il decollo era appena iniziato.
32 anni in 2, pochissimo. Fino a quando arriva l’estate, afosa e malmostosa ma pur sempre il tempo del divertimento. E allora un salto a Riccione, un classico che prelude a gioia e tappe del “gourmet notturno“, che prevede spensieratezza e musica lasciando la piada più tradizionale, con qualche tentazione in più.
Che non è previsto debba finire così, alle prime luci in una stazione dove sembra che il capolinea arrivi in maniera furente e improvviso, spiazzante.
Attraversare la vita per l’ultima volta forse troppo velocemente in un binario maledetto a quell’ora fatale, dove il destino ti graffia ineluttabile e maldestro, senza poter riavvolgere il nastro o chiedere un’appello dove mostrare le proprie scuse e poter ripartire, magari dalla stessa stazione.
La vita come un rebus, che se non lo risolvi subito puoi ritrovarti senza scampo irrimediabilmente.
Quello che rimane è un binario, un telefonino, un paio di stivali e tante domande. Irrisolte ma che meritano il rispetto della nostra assenza di giudizio.
Alessia e Giulia, troppo presto per incontrare gli angeli.
Zero Biscuit di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
