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Redentore 2025, La Regata del Redentore e la Santa Messa chiudono le celebrazioni

3 minuti di lettura

Oltre 100.000 spettatori, fuochi, regate e celebrazioni religiose per un’edizione straordinaria della festa veneziana per eccellenza

VENEZIA- Tra bagliori nel cielo, riflessi d’acqua e un’organizzazione perfettamente coordinata, Venezia ha celebrato il Redentore 2025 con una partecipazione imponente e coinvolgente. L’edizione di quest’anno ha assunto un significato speciale, nel nome di Giacomo Casanova, di cui ricorre il trecentesimo anniversario dalla nascita. In suo omaggio, la “Notte famosissima” ha riunito oltre 100.000 persone in un grande abbraccio collettivo tra fede, spettacolo e memoria.

Alle 23.30 di sabato 19 luglio è iniziato lo spettacolo pirotecnico, che ha illuminato la laguna per 40 minuti con 6.000 fuochi d’artificio lanciati da 250 unità radiocomandate, distribuite su 5 zattere principali e 25 pontoni minori, per un fronte di fuoco di oltre 420 metri. Cuori rossi, stelle, cerchi e cascate dorate hanno dipinto il cielo sopra il Bacino di San Marco, dove hanno assistito circa 30.000 persone a bordo di 4.000 imbarcazioni. Altri 45.000 spettatori hanno seguito l’evento da terra, in aree prenotate come le Zattere, la Riva degli Schiavoni, l’isola della Giudecca e la Piazzetta San Marco, mentre decine di migliaia hanno goduto dello spettacolo da altane, abitazioni, hotel e aree periferiche.

Il Redentore ha coinvolto l’intera città metropolitana con fuochi a Pellestrina, Malcontenta e Asseggiano, pensati per adattarsi alla conformazione di ciascuna zona. Le celebrazioni si sono estese anche a Murano, Marghera e Gazzera, rafforzando il senso di appartenenza collettiva e la volontà di una festa diffusa, nell’ambito del progetto “Città in festa”.

Dietro a uno spettacolo così vasto, si è mossa una macchina organizzativa collaudata. Vela Spa ha coordinato l’intero evento con un responsabile e 10 funzionari, 300 steward e 12 addetti alla safety, oltre a squadre tecniche per audio, segnaletica e movimentazione delle transenne. Il servizio di prenotazione e assistenza, a terra e in acqua, è stato garantito da Venis, con 27 addetti e 2 responsabili. Sul fronte della sicurezza, sono entrati in azione 87 volontari della Protezione civile, supportati da gruppi comunali, dalla Guardia Costiera Volontaria e da 6 imbarcazioni. La Polizia locale ha mobilitato circa 140 agenti, a cui si sono aggiunte forze della Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, SUEM 118, Croce Verde e volontari, tutti sotto il coordinamento della Prefettura di Venezia.

Fondamentale anche il potenziamento dei trasporti. Il servizio di navigazione ha visto 70 corse aggiuntive, con deflussi da Arsenale, Giardini e Sant’Elena verso il Lido fino alle 10 del mattino successivo. Sul fronte automobilistico urbano, sono state effettuate oltre 400 corse straordinarie verso Mestre, Marghera, Campalto e Chirignago, con 190 corse per lo sfollamento da Piazzale Roma e 150 dal Lido. Il People Mover ha prolungato il servizio fino alle 2.50 e i parcheggi di Piazzale Roma e Sant’Andrea hanno funzionato senza criticità, grazie al lavoro coordinato di 19 agenti, 50 guardie giurate e oltre 20 pontonieri. Veritas ha gestito le operazioni di pulizia con 88 operatori e 8 imbarcazioni, rimuovendo oltre 220 carri di rifiuti tra sabato pomeriggio e domenica mattina.

Nel pomeriggio di domenica si sono svolte le tradizionali Regate del Redentore nel Canale della Giudecca, tra grande agonismo e partecipazione popolare. Alle ore 16 sono scesi in acqua i Giovanissimi su pupparini a due remi, vinta dal celeste di Samuele Smerghetto e Alessandro Nardin. Alle 16.45 si è svolta la regata degli Uomini su pupparini a due remi, vinta dal maron di Jacopo ed Enrico Tagliapietra. A chiudere, alle 17.30, la regata regina: gli Uomini su gondole a due remi, vinta dalla gondola viola di Andrea Ortica e Jacopo Colombi. Sul podio anche la bianca di Matteo Zaniol e Nicolò Trabuio (secondo posto) e la celeste di Ivo Redolfi Tezzat e Tobia Barina Silbvestri (terzo). Il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, ha sottolineato il valore culturale e identitario di queste competizioni: «Oggi abbiamo dimostrato che la voga alla veneta è viva ed è espressione autentica della nostra cultura».

La giornata si è conclusa in un’atmosfera di raccoglimento con la Santa Messa celebrata nella chiesa del Santissimo Redentore alla Giudecca dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. Presenti alla cerimonia il vicesindaco Andrea Tomaello, il prefetto Darco Pellos e numerose autorità civili, militari e religiose, insieme a moltissimi fedeli. Il rito si è chiuso, come da tradizione, con la benedizione solenne della folla sul sagrato della chiesa, simbolo del voto solenne compiuto dal Senato veneziano nel 1577 per chiedere la fine della peste che devastò la città. Da oltre quattro secoli, la costruzione del ponte votivo tra le Zattere e la Giudecca permette ai veneziani di rinnovare ogni anno quel cammino di fede e memoria.

Il Redentore 2025 ha dimostrato ancora una volta la capacità di Venezia di unire spettacolo, spiritualità e comunità in una celebrazione che parla al mondo della sua bellezza e del suo spirito senza tempo.

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