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Putin si congratula con Trump

2 minuti di lettura

Putin si congratula con Trump per la vittoria elettorale e loda la sua “coraggiosa” reazione all’attentato in Pennsylvania. L’apertura al dialogo con Washington preoccupa Kiev e getta ombre sul futuro dell’Ucraina

MOSCA – Vladimir Putin ha fatto le sue prime dichiarazioni ufficiali sulla vittoria di Donald Trump nelle elezioni americane, non lesinando complimenti per la prontezza con cui il Presidente eletto ha reagito a un tentativo di attentato durante la campagna.

Con un’ammirazione ben studiata, Putin ha descritto Trump come “un uomo coraggioso” e si è detto pronto a riaprire il dialogo con gli Stati Uniti. Un’apertura che, prevedibilmente, farà sollevare più di un sopracciglio da Kiev a Bruxelles.

Parlando al Forum di Sochi, il Presidente russo ha elogiato il comportamento di Trump dopo l’incidente del 14 luglio a Butler, Pennsylvania, dove un uomo armato ha sparato contro di lui durante un comizio. “È in situazioni straordinarie che le persone mostrano chi sono davvero,” ha dichiarato Putin. “Trump ha reagito come si deve, con coraggio, come un uomo.”

Il leader del Cremlino ha proseguito suggerendo che Trump sia stato “bersagliato da ogni lato” durante la campagna, con un tono che sembra volutamente calibrato per incontrare l’approvazione dell’ex Presidente, noto per la sua avversione a media e critiche. Putin ha poi rimarcato le posizioni di Trump su Ucraina e Russia, affermando che “il desiderio di ripristinare le relazioni con Mosca e risolvere la crisi ucraina merita almeno attenzione.”

L’Occidente in allerta

Non sorprende che questa retorica amichevole tra i due leader preoccupi le capitali europee. La vittoria di Trump riporta in auge dubbi sul futuro sostegno statunitense a Kiev. Durante la campagna elettorale, Trump ha sostenuto di poter raggiungere la pace in Ucraina “in 24 ore”, ma senza fornire dettagli concreti. Temendo un brusco cambio di rotta americana, diverse fonti vicine a Trump avrebbero ipotizzato che il nuovo piano consisterebbe in un congelamento delle linee di fronte attuali e in uno stop per vent’anni alle ambizioni NATO di Kiev, pur continuando a inviare armi a Kiev per scoraggiare Mosca.

Dall’altra parte, la NATO non si è fatta attendere. Il segretario generale, Mark Rutte, ha sottolineato come l’alleanza tra Russia, Corea del Nord e Iran rappresenti una minaccia non solo per l’Europa, ma anche per gli Stati Uniti. “La Russia sta trasferendo tecnologia alla Corea del Nord, il che mette in pericolo, in futuro, anche il continente americano,” ha avvertito Rutte.

Gli equilibri interni di Mosca e Washington

Anche il fronte interno russo non è immune al cambio di vento negli Stati Uniti. Mosca vede con favore un leader americano meno interventista in Ucraina e più incline a fare concessioni. Tuttavia, l’interesse di Putin per la neutralità ucraina rimane ambiguo, poiché i territori occupati e annessi dalla Russia negli ultimi dieci anni non sono oggetto di discussione per il Cremlino. In altre parole, il concetto di neutralità che Putin propone non prevede concessioni territoriali. Rispondendo alle domande sui futuri confini ucraini, Putin ha affermato che “devono riflettere le decisioni sovrane delle persone che vivono in quei territori che chiamiamo storici”.

Zelensky: la pace senza sicurezza è un’illusione

Dal fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky è stato altrettanto fermo. Dopo un vertice europeo a Budapest, ha definito “pericolose e irresponsabili” le richieste di un cessate il fuoco senza garanzie di sicurezza. “Serve un piano chiaro,” ha ribadito. Per Kiev, la prospettiva di una “pace” imposta, che metta fine al sostegno militare occidentale, rischia di tradursi in un totale disimpegno internazionale, lasciando l’Ucraina vulnerabile alle avanzate russe.

Con l’inverno alle porte, il conflitto entra in una fase critica: l’Europa, divisa e provata da mesi di tensioni, teme che una stretta di mano tra Putin e Trump possa portare non solo a un ridimensionamento dell’impegno USA, ma anche a una Russia rafforzata, pronta a consolidare le proprie conquiste.

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