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Premio Giuseppe Berto 2025: selezionati i cinque finalisti della XXXII edizione

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La cerimonia di premiazione si terrà il 6 settembre a Mogliano Veneto, città natale dello scrittore Giuseppe Berto

ROMA – Sono stati annunciati i cinque finalisti del Premio Letterario “Giuseppe Berto”, riconoscimento nazionale dedicato alle opere prime di narrativa. A contendersi la XXXII edizione saranno Antonio Galetta (Pietà), Alberto Locatelli (Airù), Anna Mallamo (Col buio me la vedo io), Beatrice Sciarrillo (In trasparenza l’anima) e Rosanna Turone (Santa).

La cerimonia di premiazione si terrà sabato 6 settembre alle ore 18.30 a Mogliano Veneto (TV), città natale di Giuseppe Berto, presso il Parco della Cultura Antonio Caregaro Negrin. A condurre l’evento sarà il giornalista Giancarlo Loquenzi. In occasione della manifestazione verrà anche inaugurata la mostra “Verso la Gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore, il suo archivio”, alle ore 16.30 presso il Brolo Centro d’Arte e Cultura. Per la prima volta, il pubblico potrà accedere ad alcuni preziosi materiali inediti appartenuti all’autore: manoscritti, dattiloscritti con annotazioni autografe, lettere, agende, ritagli di stampa.

Il Premio “Giuseppe Berto”, istituito nel 1988 da Cesare De Michelis, continua a mantenere la sua natura itinerante, alternando annualmente la sede tra Mogliano Veneto e Capo Vaticano (VV), in Calabria, dove lo scrittore trascorse gran parte della sua vita. Madrina della premiazione sarà Antonia Berto, figlia dello scrittore e custode del suo archivio.

A valutare le opere è stata una giuria altamente qualificata, presieduta dallo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi, vincitore del Premio Strega 2021 e profondo conoscitore dell’opera di Berto. Con lui, i giurati Silvia Avallone, Luigi Mascheroni, Elena Stancanelli ed Emanuele Zinato.

«Nei cinque libri finalisti si avverte una relazione matura tra ricerca espressiva e controllo formale. Non c’è ricerca di effetto, né di adesione a formule riconoscibili – ha dichiarato Trevi –. Le storie si tengono lontane dalla spettacolarizzazione, ma lasciano emergere tensioni forti: i rapporti familiari, il corpo, i margini, il rifiuto o la perdita. Quello che colpisce – o forse è meglio dire: che resta – è una fedeltà alla complessità».

Al vincitore andrà un premio di 5.000 euro, mentre gli altri quattro finalisti si divideranno un riconoscimento di 2.000 euro.

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