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Più donne in fabbrica

2 minuti di lettura

Un corso di reskilling per 11 donne disoccupate e inoccupate, è questa l’iniziativa che vede la collaborazione tra il Gruppo Metalmeccanico di Confindustria Veneto Est, UNIS&F e Umana

Treviso. L’obiettivo è quello di formare le partecipanti, che saranno poi inserite con contratto di somministrazione presso aziende metalmeccaniche del territorio, come addette alla logistica e carrelliste.

Il progetto “Più donne in fabbrica” è iniziato il 10 febbraio nella sede UNIS&F di Piazza Istituzioni a Treviso e si concluderà il 28 dello stesso mese.

A inaugurare il corso, della durata di 104 ore, sono intervenuti Stefania Zattarin, Vicepresidente del Gruppo Metalmeccanico di CVE, e Samuele Costantini, Responsabile comunicazione di Umana.

Durante il corso le partecipanti acquisiranno competenze specialistiche per operare nel settore della logistica, con una preparazione mirata sull’organizzazione e gestione del magazzino, incluse le procedure contabili e amministrative del ciclo logistico, e moduli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una particolare attenzione sarà dedicata alla formazione per l’uso in sicurezza del carrello elevatore, sia per quanto riguarda la parte teorica sia per l’utilizzo pratico del mezzo per il quale a fine corso sarà consegnato il patentino.

Le lezioni si terranno per la parte teorica nella sede di UNIS&F a Treviso e per la pratica utile al conseguimento del patentino carrello elevatore all’Officina Pavan di Povegliano.

«Con ‘Più donne in fabbrica’ vogliamo offrire un’opportunità significativa e immediatamente spendibile nelle nostre aziende pensando alle donne che, per varie ragioni, sono al momento inoccupate e cercano una nuova occasione per rientrare nel mondo del lavoro – ha commentato Antonella Candiotto, a capo del Gruppo Metalmeccanico di Confindustria Veneto Est -. Ci auguriamo che questo sia solo il primo di una serie di programmi formativi per portare donne nelle aziende anche operando su profili professionali finora considerati, ingiustamente, non idonei per noi. È un’azione anche culturale quella che vogliamo promuovere, dentro e fuori le aziende, e ringrazio UNIS&F e Umana che l’hanno subito condivisa mettendo a disposizione il loro know how nella formazione. L’offerta di lavoro nel metalmeccanico del nostro territorio resta alta e spesso non trova candidati. ‘Più donne in fabbrica’ può essere una risposta, e una risorsa. E soprattutto può permettere a molte donne di acquisire nuove competenze e di tornare protagoniste anche della propria vita».

«Il progetto di Confindustria Veneto Est “Più donne in fabbrica”, a cui siamo felici dare il nostro contributo, rappresenta un passo importante verso una maggiore inclusione delle donne nei settori della metalmeccanica e della logistica, tradizionalmente caratterizzati da una bassa presenza femminile – ha sottolineato Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana -. L’obiettivo comune è creare opportunità di lavoro concrete, valorizzando competenze e professionalità delle donne in un comparto che oggi offre molteplici possibilità di carriera. Il mondo delle imprese sta cambiando e con esso anche i ruoli e le competenze richieste: le donne possono e devono essere protagoniste di questa trasformazione, portando il loro valore aggiunto in termini di precisione, organizzazione e problem solving. Il progetto “Più donne in fabbrica” ha un grande valore e rappresenta un modello altamente replicabile. Pone le sue basi su una lunga esperienza che Umana ha maturato anche attraverso i numerosi progetti sviluppati con Federmeccanica. Crediamo fortemente infatti che iniziative come questa possano rafforzare la presenza femminile nelle aziende del territorio, valorizzandone le competenze e, al contempo, facilitando l’inserimento delle donne anche in ambiti che fino ad ora sembravano culturalmente a loro preclusi».

«Abbiamo recepito con grande interesse l’iniziativa del Gruppo Metalmeccanico di Confindustria Veneto Est mettendo a disposizione le nostre aule e la nostra tecnologia a supporto – ha commentato Pasquale Costanzo, Direttore Generale di UNIS&F -. Del resto, la propensione alla formazione, anche a quella rivolta alle donne inoccupate, è nel Dna di UNIS&F. L’apporto di Umana, poi, nella fase progettuale del percorso è stato fondamentale. Unendo le singole competenze possiamo ottenere gli obiettivi di formazione e inclusione alla base del progetto “Più donne in fabbrica”».

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