Concentra l’attenzione su di te.
Sii consapevole in ogni momento di cosa stai pensando, sentendo, percependo, desiderando e facendo.
Quotidianamente noi siamo immersi in situazioni che spesso ci stressano e di conseguenza il nostro equilibrio psicofisico viene minato. Troppi pensieri affollano la mente facendoci entrare in una spirale dove è facile indebolirsi quando qualcosa di esterno entra nella mente e si trasforma in problema apparentemente senza soluzione.
Di solito continuiamo a rimuginare cercando di trovare una via d’uscita. Ma non esistono solo i pensieri, ci sono anche le percezioni. (C. G. Jung aveva suddiviso le percezioni in quattro categorie: sensazione, sentimento, pensiero spontaneo e intuizione) che invece a differenza dei pensieri si identificano con il corpo.
Quando i pensieri si fanno pressanti significa che siamo in conflitto. Abbiamo dimenticato la nostra vera essenza, che sa sempre cosa vogliamo veramente ancora prima che la nostra consapevolezza ce lo riveli.
Un esempio è quando siamo stanchi ma dobbiamo per forza finire una cosa che stiamo facendo. Classica situazione in cui è presente un conflitto tra la nostra mente e il mondo esterno. Una parte sa cosa è giusto fare e l’altra invece si obbliga a fare altro.
Quando i pensieri si affollano allora bisogna osservarli, accettare la loro presenza e il caos che generano nella mente.
È importante sapere che il pensiero causale è qualcosa che non ci appartiene veramente, ma è frutto di condizionamenti.
Viceversa se impariamo a guardare il pensiero senza intervenire, troveremo le cause vere e non quelle presunte.
Perché dietro ai troppi pensieri si nasconde la paura della sofferenza, di scoprire parti di noi che non conosciamo e che magari non accettiamo. Però l’inaspettato è il modo per trovare se stessi e per stare sempre bene.
Impariamo ad osservare i nostri pensieri per poter entrare in contatto con il nostro mondo inconscio, ci conosceremo meglio e sapremo quello di cui abbiamo davvero bisogno.
Maura Luperto
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