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No asporto no delivery

Nooooo, non faccio asporto e neppure delivery. Quante volte ci siamo visti a casa mia. E vi accoglievo con discrezione, in gruppi, con la guida fisica, audiovisiva o in solitario, che poi è la modalità

Nooooo, non faccio asporto e neppure delivery. Quante volte ci siamo visti a casa mia. E vi accoglievo con discrezione, in gruppi, con la guida fisica, audiovisiva o in solitario, che poi è la modalità che preferivo. E sogghignavo sotto l’olio su tela quando vi vedevo smarriti, impauriti dalla mancanza di didattica o semplicemente esausti delle 3 ore al museo. Con il miraggio dello snack che vi attendeva o la doccia in albergo, ma vi ho sempre perdonato, capivo e mi adeguavo. Che poi ci si ritrovava sempre in giro per il globo. Ora da 365 giorni non vedo più nessuno e le stanze vuote suonano silenzi e malinconie. Ho letto che da qualche parte a mezzogiorno e fino alle 18.00 qualcuno si vede o viene a trovarvi a casa, si dice per asporto o delivery. No non è il caso, preferisco attendervi nella mia cornice, nel mio olio su tela o pastello. La mia solitudine è poi la vostra, voglio immaginare la mia porta spalancata e voi affamati. A presto.

 

Zero Biscuit di Mauro Lama

 

 

 

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