Countdown cominciato: come arriveranno le nostre tasche a Natale?
Secondo le ultime rilevazioni, le previsioni di spesa per gli acquisti durante le Feste, quest’anno, caleranno del 9% rispetto il 2023.
Da un lato, sempre più persone stanno utilizzando gli sconti di novembre, come il Black Friday o il Cyber Monday, al fine di acquistare in anticipo i regali di Natale.
Per la CGIA di Mestre meni soldi da spendere
Dall’altro, secondo la Cgia di Mestre, se nel 2023 il totale delle uscite delle famiglie italiane a dicembre era stato di 11 miliardi di euro, quest’anno, secondo le prime stime, la spesa totale delle famiglie per i regali di Natale e l’organizzazione dei pasti durante le feste supererà a malapena i 10 miliardi.
Non saranno sufficienti aiutini governativi come il “bonus Natale”: la disponibilità economica degli italiani ne risente a svantaggio degli stipendi che non crescono al passo con l’inflazione.
Secondo sempre la Cgia di Mestre, a dicembre, oltre la metà della spesa mensile media di una famiglia italiana, circa 1.191 euro, sarà impiegata in cibo, trasporti e bollette, le cosiddette spese da cui non ci si può sottrarre. Rimane soltanto una parte residuale delle entrate da dedicare al risparmio e ad altre spese, come gli stessi regali di Natale.

Ma sarà un Natale magro per tutti?
Guardandoci attorno, di certo, situazioni di difficoltà come la chiusura del Fondaco dei Tedeschi a Venezia non ci fanno ben sperare: prima Covid, poi le guerre, la crisi del lusso che si amplifica, la diminuzione del turismo asiatico in laguna e la conseguente perdita di fatturato di 100 milioni in cinque anni.
Ma il Veneto ancora, complessivamente, si difende.
Dal bollettino socioeconomico emesso dalla Regione, il Veneto si appresta ad entrare nel periodo natalizio, tutto sommato, in buona salute.
Come ha sottolineato il governatore Zaia nel comunicato economico, nonostante il contesto internazionale incerto, il PIL regionale ha confermato la previsione della crescita del +0,8% con galoppata al rialzo man mano che ci si avvicina al 2025. Aggiungendo l’aumento del tasso di occupazione che si assesta al 70.8% (ben sopra alla media nazionale del 62.3%) e ad un’inflazione stabile allo 0.9%, il Veneto arriva decisamente preparato ai fasti di fine anno.
Una leggera flessione nel trevigiano
Questi dati, influenzati dal settore terziario molto vivido soprattutto nelle province di Verona e Venezia, stonano leggermente con la realtà della provincia di Treviso, dove l’aspetto economico, invece, ha subito una lieve inflessione negli ultimi mesi, come riportato dal rapporto economico della Camera di Commercio di Treviso e Belluno: se il grado di occupazione si è mantenuto stabile, tuttavia, le imprese della provincia di Treviso hanno registrato un lieve peggioramento di fatturato e di esportazioni.
Per fortuna, però, questo dato non desta preoccupazione perché, finora, non ha inficiato sulle vendite della Marca Trevigiana: nel terzo trimestre del 2024, infatti, come riporta il bollettino economico della Provincia, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% in valore e dello 0,4% in volume. Analogo andamento si registra sia per le vendite dei beni alimentari, che crescono in valore e in volume (rispettivamente +1,3% e +0,8%), sia per quelle dei beni non alimentari (+0,4% e +0,3%).
Possiamo quindi dire che, sebbene la situazione economica nazionale stia zoppicando in previsione del Natale alle porte, il Veneto si conferma tra le regioni che registrano il segno più in questo finale d’anno: questo risultato è sicuramente un’economia composita che prende da diversi settori ma che è ancora in grado di dare ancora potere d’acquisto assicurando festeggiamenti dignitosi alle tavole della nostra regione.
Crediti fotografici: immagini royalty free Pixabay, Unsplash e Freepik.
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