Riceviamo e pubblichiamo comunicato del Movimenti 5 Stelle Venezia in merito ai licenziamenti professori d’orchestra del Gran Teatro la Fenice.
Dopo aver incontrato alcuni rappresentanti dei lavoratori della Fenice, che ne avevano fatto richiesta, siamo sempre più convinti che serva, urgentemente, indire una Commissione in merito a quanto sta accadendo all’interno della Fondazione Teatro la Fenice e, soprattutto di capire i motivi dei conflitti che si sono innescati fra, una parte dei Sindacati e la dirigenza della stessa. Quale Socio fondatore della Fondazione, assieme alla Regione Veneto, il Comune di Venezia, nella persona del Sindaco, che coincide a quella del Presidente della Fondazione, ha il dovere di chiarire ai Consiglieri Comunali le criticità che stanno minando la regolare programmazione teatrale. Tale circostanza potrebbe portare discredito ad uno dei più famosi e amati teatri a livello mondiale ed a perdite di introiti, di conseguenza, a un danno economico per la Città. Il Comune, vogliamo ricordare, ogni anno, destina fondi pubblici al mantenimento in efficienza della struttura e alle necessità patrimoniali della Fondazione che, ciononostante, rimane un Ente di diritto privato quindi solo parzialmente controllabile da parte dei Consiglieri.
Come Movimento 5 Stelle sono più di 3 anni che chiediamo alla Presidente della Commissione Cultura di incontrare i vertici della Fondazione ed è scandaloso che ad oggi, sia stata a più riprese promessa e poi puntualmente ignorata questa legittima richiesta dei Consiglieri impossibilitati così a dare il loro apporto per la gestione della Città. In pratica viene negato e calpestato il ruolo ispettivo e di controllo del Consigliere, democraticamente assegnato col voto, dai cittadini veneziani.
Sempre la Fenice è stata oggetto di due interpellanze da parte del M5S riguardanti due episodi incresciosi: uno riguardava i fischi ricevuti dai maestri che avevano suonato in Piazza S.Marco in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile del 2016 e uno per un ben più grave accadimento e cioè, l’incendio sprigionatosi nel locale adibito a centrale elettrica all’interno del teatro in data 1 ottobre 2018 il quale, avrebbe potuto avere conseguenze disastrose. Ebbene, nemmeno le richieste di approfondimento per questi due episodi sono state ritenute degne di essere accolte e non si è ancora convocata , a distanza di anni, la Commissione di riferimento per intavolare la discussione con la presenza dei dirigenti del Teatro, dei lavoratori e comunque con le persone interessate.
“È molto deludente l’atteggiamento dell’Amministrazione che predica continuamente di trasparenza e nega da anni le Commissioni specifiche che riguardano la Fondazione del Teatro la Fenice. In questi giorni abbiamo, come minoranza, raccolto le istanze da parte di alcuni rappresentanti dei lavoratori che ci hanno contattato; denunciano condizioni di lavoro insicure, trattamenti di welfare discrezionali e altre criticità dovute a interpretazioni arbitrali delle norme che regolano il rapporto coi lavoratori da parte della dirigenza del Teatro. Tali atteggiamenti discrezionali avrebbero portato al licenziamento, per motivi disciplinari, di due professori d’orchestra. Le consideriamo circostanze che, se confermate, sarebbero molto gravi perciò, intendiamo fare luce su cosa stia succedendo in un luogo che dovrebbe essere veicolo di Cultura e non foriero di un clima di sospetto e di continuo conflitto. In qualità di Consiglieri, pur non avendo competenze per mettere in discussione i motivi che hanno comportato i licenziamenti dei professori, abbiamo il dovere di approfondire se, le circostanze di tale decisione, legata a motivi disciplinari, non siano figlie dell’applicazione di regolamenti obsoleti o quantomeno che necessitano di aggiornamenti”, dichiara la Capogruppo del M5S Sara Visman.
Tutto ciò non è possibile con un Sindaco che fugge e che pare non voglia prendersi la responsabilità di andare a fondo delle questioni. Molto più facile è utilizzare i musicisti e gli altri lavoratori del teatro in tutto il territorio comunale per eventi promossi dal Comune, senza però tenere conto dei loro disagi quotidiani e porre l’attenzione che meritano.
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