Un dialogo tra arte e musica per riscoprire la forza espressiva di Guido Cadorin
MORIAGO DELLA BATTAGLIA (TV)– Un secolo di arte, fede e bellezza torna a risplendere nella Chiesa di San Leonardo. Sabato 25 ottobre 2025, alle 20.30, l’edificio sacro di Moriago della Battaglia diventerà teatro dell’evento “I 100 anni degli Apostoli della discordia”, appuntamento inserito nel Festival della Cultura promosso dall’Associazione Moriago Racconta.
La serata, a ingresso libero e gratuito, proporrà un viaggio tra arte, musica e parola per rendere omaggio alla celebre cupola affrescata da Guido Cadorin nel 1924, realizzata con la collaborazione di Astolfo de Maria e Giovanni Zanzotto, padre del poeta Andrea.

Un affresco tra storia e dibattito
Al centro dell’incontro ci sarà la storica dell’arte e divulgatrice Lorena Gava, che guiderà il pubblico alla scoperta del ciclo pittorico raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Un’opera che, per il suo linguaggio realistico e la forte carica espressiva, suscitò all’epoca opinioni contrastanti, tanto da essere soprannominata “degli Apostoli della discordia”.
«Attraverso la voce e la musica vogliamo far risuonare la luce e l’energia di questi affreschi straordinari – spiega Gava –. Le figure di Cadorin ci parlano ancora oggi con una modernità sorprendente, raccontando la fede e la fragilità umana con un linguaggio pittorico di rara intensità».
Musica e spiritualità
A intrecciarsi con le parole di Gava sarà la musica del Coro Libere Armonie, che interpreterà composizioni di Bach, Mozart, Hernandez, Nelson, Bepi De Marzi, Giulio Caccini, Don Marco Frisina e Karl Jenkins. Un repertorio pensato per evocare la stessa spiritualità e forza espressiva che animano le opere di Cadorin, creando un dialogo tra arti visive e sonore di grande suggestione.
Una memoria che si rinnova
Durante la serata verrà inoltre presentata la ristampa del libretto “Gli Apostoli di Guido Cadorin” curato da don Pietro Ceccato (1908–1996), ulteriore testimonianza di un’eredità artistica e culturale che continua a ispirare e a emozionare dopo cento anni.
L’appuntamento si preannuncia dunque come un’occasione unica per riscoprire, tra note e colori, la modernità di un capolavoro del Novecento veneziano e il legame profondo che unisce arte, fede e comunità.
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