Accordo tra Comune, cittadini e società Alfa Toro: l’impianto da 11,78 MW non si farà. Dialogo e collaborazione aprono la strada a nuove soluzioni condivise
MOGLIANO VENETO – – Il progetto per la realizzazione di un impianto agrivoltaico da 11,78 Megawatt su un’area di 17,45 ettari in via d’Azeglio a Marocco non avrà seguito. La società multinazionale proponente Alfa Toro ha scelto di non presentare le integrazioni richieste dalla Regione, determinando così la conclusione del procedimento.
La decisione è il frutto di oltre un anno di confronto tra la società, l’Amministrazione comunale e il Comitato “No Agrivoltaico di via d’Azeglio”, nato spontaneamente tra i cittadini. Un percorso che, pur partendo da posizioni contrapposte, ha portato a un risultato condiviso, basato sull’ascolto reciproco e sulla volontà di coniugare sviluppo energetico e tutela del territorio.
«L’impianto avrebbe deturpato il paesaggio e inciso negativamente sulla vita sociale della comunità» ha spiegato il sindaco Davide Bortolato
La voce dei cittadini
Per Nicoletta Giustetti, presidente del Comitato, la vicenda ha messo in luce una criticità normativa: «Il procedimento autorizzativo unico regionale consente di bypassare i Comuni, lasciando i cittadini all’oscuro fino all’ultimo. Ci siamo trovati pannelli praticamente davanti alle case, senza alcun preavviso. Fortunatamente il sindaco ci ha supportato in tutto e per tutto e la multinazionale ha scelto di ascoltare la comunità, tornando sui propri passi».
Giustetti ha voluto ringraziare anche gli abitanti di via Marignana, che pur non essendo direttamente coinvolti si sono mobilitati: «È stata una battaglia di comunità, non solo di chi si sarebbe trovato l’impianto davanti casa».
Claudio Verna, membro del direttivo, ha sottolineato come «questa vicenda dimostri che, al di là di normative spesso carenti di rispetto verso i territori, quando ci si siede attorno a un tavolo con intelligenza, empatia e trasparenza si trovano soluzioni alternative. La transizione ecologica deve rispettare i territori e le comunità: non servono scontri, ma processi condivisi».
Un modello alternativo
La società Alfa Toro, definita dagli stessi cittadini «un operatore globale che ha mostrato sensibilità sociale», ha confermato la volontà di valutare nuove iniziative di investimento insieme a Comune e Comitato. Le prossime tappe saranno illustrate in una conferenza stampa congiunta nei mesi a venire.
L’obiettivo è individuare soluzioni che permettano di proseguire l’investimento senza compromettere il paesaggio e la qualità della vita, ma anzi generando valore aggiunto per la comunità locale. «Questo risultato – hanno concluso i rappresentanti del Comitato – è frutto della partecipazione e della responsabilità condivisa. È la dimostrazione che un altro modo di affrontare le sfide energetiche è possibile: con trasparenza, ascolto e collaborazione».
Un precedente significativo
Il caso di via d’Azeglio assume un valore che va oltre i confini locali. Mogliano conta già 112 ettari di impianti autorizzati o in via di autorizzazione, per un totale di 82 MW: un contributo rilevante alla transizione energetica. La scelta di fermare questo progetto, dunque, non è un “no” all’energia rinnovabile, ma un segnale di come sia possibile conciliare innovazione e rispetto del territorio.
Un precedente raro in Italia e in Europa, che dimostra come la transizione ecologica possa essere perseguita non solo con norme e procedure, ma anche con il dialogo tra cittadini, istituzioni e imprese.
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