Meloni e Rubio, dialogo senza entusiasmi: “Rapporto importante, ma ognuno difende i propri interessi”
ROMA. Un confronto lungo e definito “franco”, ma senza particolari aperture politiche. Il faccia a faccia tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano Marco Rubio conferma una fase complessa nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, segnata da tensioni diplomatiche e da un progressivo irrigidimento delle posizioni americane.
Al termine dell’incontro, Meloni ha ribadito l’importanza del legame transatlantico, sottolineando però come il contesto internazionale sia profondamente cambiato. “Siamo alleati che difendono i propri interessi nazionali, ma consapevoli del valore dell’unità occidentale”, avrebbe sintetizzato la premier dopo il colloquio.
Sul tavolo diversi dossier internazionali: la guerra in Medio Oriente, la sicurezza nello Stretto di Hormuz, la situazione in Libia e i percorsi diplomatici legati ai conflitti in Ucraina e Libano.
Proprio sul tema della sicurezza internazionale sono emerse alcune delle maggiori distanze. Rubio ha ribadito il sostegno americano alla NATO, ma ha anche sottolineato come alcune scelte europee abbiano creato “rischi inutili” per gli Stati Uniti, tornando inoltre a precisare che sulle decisioni strategiche americane “decide il presidente Trump”.
Una formula che lascia emergere il peso sempre più centrale della linea trumpiana nella politica estera americana e che rende più difficile qualsiasi tentativo di mediazione stabile da parte degli alleati europei.
Per il Governo italiano, il vertice rappresenta anche un momento di riequilibrio diplomatico: Roma punta a mantenere il rapporto con Washington, ma al tempo stesso cerca di rafforzare una posizione più autonoma su alcuni scenari internazionali.
Il colloquio tra Meloni e Rubio restituisce così l’immagine di un’alleanza ancora solida sul piano strategico, ma attraversata da visioni sempre più differenti sulle priorità geopolitiche e sul ruolo degli interessi nazionali nel nuovo equilibrio globale.
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