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Matite in viaggio

Matite in viaggio, Carnets Disegni Parole: al Candiani il 5 ottobre viene inaugurata l'ottava edizione di un viaggio tra le immagini e le parole, tra i luoghi e le genti, le culture e le identità. Venerdì

Matite in viaggio, Carnets Disegni Parole: al Candiani il 5 ottobre viene inaugurata l’ottava edizione di un viaggio tra le immagini e le parole, tra i luoghi e le genti, le culture e le identità.

Venerdì 5 ottobre alle ore 18.00 al terzo piano del Centro Culturale Candiani viene inaugurata la mostra Matite in viaggio, Carnets Disegni Parole, ottava edizione di un viaggio tra le immagini e le parole, tra i luoghi e le genti, le culture e le identità.

 

 

Il manifesto della mostra, il ponte di Mostar disegnato da Barnaba Salvador, vuole essere un’esplicita dichiarazione: i viaggi devono costruire un dialogo tra le genti; i luoghi devono essere conservati, amati e apprezzati per quei valori che nei secoli hanno permeato un’area storico-geografica dando luogo al “Genius loci”. La definizione di identità dunque si coniuga strettamente con i valori universali di civiltà e di cultura.

 

 

Gli autori dei taccuini di viaggio con i disegni e con le parole non possono non porsi questo interrogativo, e ognuno di loro si esprime e si manifesta. Ai visitatori della mostra 2018 si affida il compito di osservare con cura e con grande attenzione i loro taccuini per riscoprire civiltà e culture già incontrate oppure per recepire nuovi pensieri e progettare nuovi itinerari.

 

 

Grande è la forza di questa iniziativa, diventata ormai un appuntamento fisso nell’autunno mestrino e nella programmazione del Centro Culturale Candiani che non solo ripropone ma ogni anno rinnova e arricchisce i propri contenuti. Importante novità di questa ottava edizione è l’istituzione del Premio Antonio Cocco con la funzione di esplicitare, didatticamente, il valore del viaggio e della scoperta personalissima che alla fine dell’itinerario l’autore ha elaborato. I viaggi della solidarietà, un tema già avviato nella scorsa edizione con la conferenza e i disegni relativi ai terremoti nel Nepal e nell’Italia centrale, proseguiranno quest’anno con una conferenza – sabato 6 ottobre alle ore 18.00 – e una sezione di disegni realizzati da Cendrine Bonami Redler nelle zone terremotate delle Marche. Alcuni autori porteranno nuove testimonianze su zone dell’Umbria, prima e dopo il terremoto in una sorta di invito ad andare per la prima volta, oppure a ritornare, lungo la dorsale dell’Appennino Centrale dove non tutto è perduto e distrutto.

 

 

La conferenza di Maria Elena Ferrari, domenica 7 ottobre alle ore 11.00, si pone l’obiettivo di far conoscere l’Appennino emiliano nel sistema di relazioni che definiamo ”beni ambientali”: per conservarli dobbiamo viverli e metterci in cammino. Tante e variegate quindi le attività collaterali all’evento espositivo: conferenze, incontri con i carnettisti, visite guidate ma anche cinema e fotografia. Untitled, è un film di Michael Glawogger che in modalità del tutto sorprendente ci porta in viaggio tra Italia, Balcani e Africa, alla ricerca dell’inaspettato . Stefano Schirato invece, fotografo italiano che ha collaborato a lungo con Giuseppe Tornatore, ci porterà a “Wakaliwood”. Wakaliga, la Hollywood d’Uganda: una baraccopoli di Kampala di 2000 abitanti che ospita una giovane industria cinematografica ugandese in espansione. I film d’azione girati con i mezzi più semplici possibili e con budget inimmaginabili sono stati visti dal pubblico di tutto il mondo. La passione di Isaac Nabwana per il cinema ha cambiato radicalmente la vita di centinaia di abitanti della baraccopoli. Schirato ha documentato la vita dietro le quinte della Dream Factory ugandese.

 

 

Carnet, disegni, parole, immagini in movimento, fotografie. Un magico connubio tra parola e immagine per far emergere ricordi, percorsi ed emozioni.

 

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