In un contesto in cui l’internazionalizzazione del Made in Italy diventa sempre più cruciale, Maria Moreni, co-presidente della Belt and Road Local Cooperation (BRLC) e presidente dell’associazione Italy China Link Association (ICLA), porta al centro del dibattito la necessità di promuovere le eccellenze italiane nel mercato cinese, con un’attenzione speciale alle imprese femminili e giovanili
VERONA. Durante la sua visita ufficiale al Vinitaly, Moreni ha sottolineato l’importanza della piattaforma “MeGusto – Mestieri del Gusto sulla Via della Seta”, un programma nato per agevolare la vendita di prodotti italiani – in particolare vino, food e marketing territoriale – verso la Cina. L’iniziativa si rivolge soprattutto a consorzi, garanzia di autenticità per i buyer cinesi, evitando il rischio di prodotti contraffatti.
“Uno dei problemi principali è garantire ai distributori cinesi che i prodotti siano autentici e non fake. Per questo lavoriamo con i consorzi, che certificano la qualità e l’origine delle imprese partecipanti,” spiega Moreni.
Tuttavia, ciò che rende il programma ancora più rilevante è la sua componente sociale: l’impegno concreto per dare spazio a donne e giovani imprenditori. Moreni, con fierezza, rivendica la necessità di sostenere queste categorie spesso penalizzate nei percorsi di internazionalizzazione.
“Il mercato è molto più difficile per le donne: spesso sono sole, hanno responsabilità familiari e non conoscono i loro diritti o le possibilità di finanziamento per esportare. Noi vogliamo colmare questo gap,” afferma.
Un alleato strategico in questo progetto è la Chinese Women Association Entrepreneurs, associazione legata alla presidenza del Consiglio cinese, che rappresenta le CEO e presidenti delle principali multinazionali cinesi. Grazie a questo network, le imprese italiane femminili e giovanili potranno contare su acquirenti forti e motivati.
“Le donne cinesi che partecipano al nostro progetto sono imprenditrici potenti e influenti. A loro ho chiesto di acquistare i prodotti delle donne italiane e dei giovani. Si tratta prima di tutto di creare una sorellanza economica globale.”
Con questo spirito, Moreni si propone come voce e rappresentante di un nuovo paradigma: non solo promuovere il Made in Italy, ma farlo in modo inclusivo, etico e strategico.
“Non abbiamo più lo stesso accesso al mercato americano. La Cina rappresenta oggi l’alternativa migliore, se affrontata con consapevolezza e struttura. Può essere un mercato di svolta per tante imprese.”
Maria Moreni, con la sua visione concreta e appassionata, mostra che l’unione tra diplomazia economica e empowerment può davvero aprire nuove vie – sulla Nuova Via della Seta e oltre.
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