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“L’umano tutto intero”: domani a Roma il 2° Festival promosso da Ditelo sui tetti

3 minuti di lettura

Domani a Roma prende il via il 2° Festival dell’“Umano tutto intero”, promosso dal forum Ditelo sui tetti. Tra ospiti illustri del mondo istituzionale, culturale, religioso e artistico, si cerca una mappa per la speranza nel tempo smarrito del nostro presente

ROMA. C’è un’Italia che riflette, che cerca, che si interroga su chi siamo diventati e su dove siamo diretti. Un’Italia che rifiuta di lasciarsi addomesticare dai cliché del presente e che, anzi, prova a rimettere l’uomo – tutto intero – al centro del discorso pubblico. È questa la sfida che domani, 17 giugno, si apre nel cuore di Roma con la seconda edizione del Festival dell’“Umano tutto intero”, promosso dal forum Ditelo sui tetti, nella splendida cornice del Pio Sodalizio dei Piceni.

Il titolo scelto per questa edizione – “Fra vitalismo e nichilismo nel cambio d’epoca: i luoghi e le strade della speranza” – è più di una traccia: è una diagnosi lucida del tempo presente. In un’epoca segnata da smarrimento ideale e confusione antropologica, l’obiettivo dichiarato è quello di proporre una “mappa della speranza”, partendo dai luoghi dell’umano (nascere, imparare, lavorare, curare, ripartire) e attraversando le strade che possono riaccendere il desiderio di vita: il creato, le relazioni, la famiglia, l’educazione alla libertà.

Menorello: “Il cuore accolto nei luoghi della vita”

A guidare il pensiero e l’intuizione, ancora una volta, l’avvocato Domenico Menorello, portavoce del forum Sui Tetti, che rilancia:

“La cultura dominante impone una visione ridotta dell’uomo, ignora il suo desiderio profondo di verità, giustizia, bellezza. E così finisce per scartare la fragilità. Ma proprio in questo nostro tempo smarrito, quel punto rosso che fa librare l’Icarus di Matisse verso le stelle – pur nella sua figura scura e goffa – può ridare senso ai luoghi normali della vita. Se il cuore lì è accolto, essi diventano segni di vita. Altrimenti, alienano.”

I protagonisti

A dare corpo a questo dialogo plurale saranno alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama politico, istituzionale, culturale e religioso italiano. La lista è imponente:
Cardinali Pietro Parolin e Matteo Zuppi, Giuliano Amato, Alfredo Mantovano, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giuseppe Valditara, Giancarlo Giorgetti, Eugenia Roccella, Edmondo Cirielli, Andrea Abodi, Paola Frassinetti, Andrea Ostellari, Vannia Gava, Lucia Albano, Maria Teresa Bellucci, Lorenzo Malagola, Maria Elena Boschi, Francesco Zaffini, Fabio Pinelli, vicepresidente del CSM, e ancora gli intellettuali Stefano Zecchi, Francesco Botturi, Roberto Presilla, Giovanni Orsina, Salvatore Abbruzzese, don Alberto Frigerio, Franco Nembrini, Antonio Polito, Massimo Ciambotti, Maria Pia Garavaglia.

Non mancheranno le voci dello sport con Roberto Mancini e Giovanni Galli, dell’arte con Morgan, Maria Grazia Cucinotta, e della poesia, con Davide Rondoni.

Un festival che pensa, canta, recita e propone

Gli incontri si svolgeranno in forma breve, ritmata, inframmezzati da momenti di poesia e video firmati dal regista Egidio Temine, con la chiara volontà di parlare a tutti, non solo agli esperti.

In programma anche due eventi serali:

  • Il 17 giugno alle 21, presso il Giardino dei Piceni, l’incontro “Poesie e canzoni: linguaggio di un cuore giovane?”, con Morgan e Davide Rondoni, in collaborazione con la Fondazione Claudi.
  • Il 18, uno spettacolo con Maria Grazia Cucinotta, volto simbolico di un’Italia che ancora sa emozionarsi.

Nel chiostro, sarà allestita una mostra sui cinquant’anni del Movimento per la Vita e dei CAV, testimoni silenziosi ma tenacissimi di un’antropologia che accoglie, non elimina.

Un gesto nel Giubileo della Speranza

Dopo il successo della prima edizione, che nel 2024 aveva messo al centro i “rischi antropologici” attraverso l’acronimo O.R.A. – Orientarsi nei Rischi Antropologici, quest’anno il festival entra nel cuore del Giubileo 2025, proponendo non una nostalgia del passato, ma una sfida di futuro: nel cambio d’epoca, si può ancora scommettere su un umano “tutto intero”, se si ha il coraggio di indicare nuove strade di significato anche alle leggi, alla scuola, alla cura, alla politica.

Perché ogni norma, ogni decisione pubblica – come ricordano gli organizzatori – dovrebbe interrogarsi sul “bene” che propone alla società.

Ingresso libero. Programma completo su:
https://www.suitetti.org/wp-content/uploads/2025/06/2%C2%B0-FESTIVAL-sui-tetti-1.pdf

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