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Lipu Venezia. Oasi di Gaggio presenza di Fistione

1 minuti di lettura

Le anatre tuffatrici, come suggerisce il nome, si immergono completamente sott’acqua per cercare cibo. Rispetto alle anatre di superficie, sono meno conosciute dalla popolazione, probabilmente perché sono relativamente più rare. Tra queste “rarità” c’è una specie molto particolare che è stata avvistata recentemente nell’Oasi di Gaggio: il Fistione turco (Netta rufina).
Impossibile non riconoscere i maschi adulti con la loro “cuffia” arancione sul vertice che, sotto la giusta luce, appare quasi abbagliante. Gli occhi rossi ricordano quelli dei Moriglioni (Aythya ferina) mentre la colorazione del corpo tende ad alternare zone nere e grigie ad alcune marroni. Le femmine, com’è comune negli Anatidi, presentano una colorazione criptica che gli permette di mimetizzarsi con l’ambiente circostante.
Questa peculiare specie è diffusa in Europa in maniera fortemente frammentaria; in Italia è svernante in Sardegna e in alcune aree umide, molto limitate, della Pianura Padana. Negli ultimi anni è stata osservata nella Laguna di Venezia, da lì, spostandosi verso l’entroterra cercando aree umide, è arrivata sino all’Oasi di Gaggio.
Il suo ambiente ideale sono le grandi lagune ma anche le zone di pianura con laghi eutrofici ricchi di canneto. A differenza delle altre anatre tuffatrici però, questa specie riesce ad adattarsi a laghetti di diversa profondità poiché è in grado di nutrirsi anche restando in superficie o senza immergersi troppo nell’acqua. Si cibano essenzialmente di piante acquatiche ma non disdegnano insetti, piccoli pesci, molluschi, germogli e larve.
Il Fistione turco è una specie protetta inserita nella Direttiva Uccelli nr. 79/409/CEE. In Italia sono presenti individui nell’ordine delle centinaia: la popolazione è molto ridotta nel nostro territorio nazionale. La speranza è che, nei prossimi anni, possano aumentare le coppie presenti in oasi e che scelgano di utilizzare l’area anche come sito di svernamento non solo di passaggio, in modo da diventare una specie sedentaria.

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