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L’emeroteca dell’arte

3 minuti di lettura

Un luogo condiviso di incontro, aggregazione e dialogo culturale

MESTRE (VE). “Emeroteca dell’Arte” è il nome scelto per il palazzo tra via Poerio e piazza Ferretto, nel centro di Mestre, ristrutturato e riaperto alla popolazione i primi di dicembre 2024.

La storia dell’edificio

L’ex Emeroteca di Piazza Ferretto a Mestre è lì dal 1927, quando la città faceva ancora parte della Diocesi di Treviso. Il conte Enrico Matteo Passi, presidente della Banca Cattolica di San Liberale, decide di aprire la succursale di Mestre.Lo sviluppo di Porto Marghera e il polo della chimica faranno aumentare la finanza che porta alla nascita  della nuova e unificata Banca Cattolica del Veneto, una delle più potenti banche italiane.

Per la costruzione del nuovo edificio in centro a Mestre vengono abbattute due case coloniche ad un piano, a ridosso del Duomo, con il vincolo di non “adombrare” la Scoletta trecentesca e la sua scalinata, nonché lo stesso Duomo di San Lorenzo.

 Da allora la sede della banca è al centro di un forte dibattito per il suo utilizzo soprattutto negli anni 90 del secolo scorso. Abbattimento o sede di una istituzione a favore dei cittadini?

Alla fine si decide di utilizzare l’edificio come emeroteca che continua però, dopo la chiusura, a riaccendere il dibattito pubblico. Cosa farne ? Si parla anche di un possibile referendum fino alla soluzione odierna che ha trovato tutti d’accordo.

Nasce l’Emeroteca dell’Arte

Il 6 dicembre 2024 è stata finalmente aperta, a posto dell’ex emeroteca, l’ Emeroteca dell’Arte.

Un centro dedicato all’arte e alla cultura, frutto di una collaborazione virtuosa tra il Comune di Venezia, la Fondazione Musei Civici di Venezia e la Fondazione Bevilacqua La Masa. Un luogo  restituito alla cittadinanza con una grande ambizione: essere un  punto di riferimento per la produzione artistica e l’esplorazione culturale, unendo il fascino delle arti visive con il piacere della lettura e del confronto letterario.

Le residenze d’artista

 I 13 atelier offrono ai giovani artisti un’opportunità unica per lavorare, creare e crescere in un contesto stimolante e professionale. Vi risiedono 10 artisti selezionati attraverso il bando pubblico di Fondazione Bevilacqua La Masa con la quale Fondazione Musei Civici di Venezia ha stretto un accordo di collaborazione.

Inoltre, due residenze vengono assegnate a due artisti tra i partecipanti all’edizione 2024 del concorso Artefici del nostro tempo e un’altra residenza a un pittore partecipante al Premio Mestre di Pittura 2024. I 15 atelier di Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e gli ulteriori 13 presso il palazzo in piazza Ferretto/via Poerio a Mestre gestiti da Fondazione Musei Civici diventano così il programma di residenze d’artista più ampio d’Italia.

 Accanto agli atelier, il caffè letterario rappresenta un punto di incontro e di dialogo, un luogo dove cultura e socialità si intrecciano. Qui cittadini e visitatori potranno scoprire il piacere della lettura, condividere idee e partecipare a eventi che animeranno costantemente questo spazio.

Una rigenerazione che catalizza talenti

“Una rigenerazione nel cuore urbano di Piazza Ferretto per allargare l’offerta rivolta ai cittadini di tutta l’area metropolitana, che si lega agli interventi sulla nuova Vez, al Candiani “Casa della Contemporaneità”, al Palaplip, alla De Amicis, al Parco Albanese-Bissuola, oltre ai forti” ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro durante l’inaugurazione.

“Abbiamo immaginato questi spazi non solo come un contenitore, ma come un vero e proprio catalizzatore di idee e di talenti. Qui, la tradizione incontra l’innovazione, e il dialogo culturale si arricchisce grazie a una programmazione che intende coinvolgere artisti emergenti, studiosi, e tutti coloro che vedono nella cultura una forma di crescita personale e collettiva. Ringrazio sentitamente il Comune di Venezia per la fiducia riposta nella Fondazione, i professionisti che hanno lavorato con dedizione a questo progetto e tutti coloro che da oggi vivranno e animeranno questi spazi” ha spiegato Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione MUVE.

La facciata del palazzo dell’Emeroteca dell’Arte ha visto per la sua inaugurazione l’installazione

 del Lion’s Tail di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen. Un’opera che ha fatto parte della storica esposizione al Museo Correr di Venezia nel 1999, oggi patrimonio delle collezioni civiche.

Crediti fotografici: Comune di Venezia Live

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