Eliana Di Caro racconta la storia delle prime donne che hanno vinto il primo concorso per la magistratura in Italia nel 1963. Il libro offre un’analisi del percorso biografico e professionale di queste donne, che sfidarono il pregiudizio maschilista radicato nell’ambito giudiziario.
VENEZIA. Eliana Di Caro, giornalista del “Sole 24 Ore”, racconta la storia delle otto donne che nel 1963 hanno vinto il primo concorso che ha aperto le porte della magistratura alle donne.
Graziana Calcagno, Emilia Capelli, Raffaella d’Antonio, Giulia De Marco, Letizia De Martino, Annunziata Izzo, Ada Lepore e Gabriella Luccioli sono figure d’eccellenza che si sono messe in gioco sfidando il pregiudizio maschilista radicato nell’ambito giudiziario.
L’autrice ricostruisce il loro percorso biografico e professionale attraverso documenti e testimonianze di discendenti e colleghi, offrendo un ritratto dell’Italia che faticosamente cambiava. Il libro è un racconto corale e individuale, che conduce il lettore in un’epoca di profondi mutamenti sociali e culturali.
Gabriella Luccioli, la prima presidente di una sezione della Corte di Cassazione e la prima donna candidata alla presidenza della Corte Suprema, ha affrontato tematiche scottanti come il “diritto alla autodeterminazione terapeutica” per i malati terminali, dimostrando la sua competenza e la sua determinazione.
Eliana Di Caro, che fa parte del gruppo “Controparola” fondato da Dacia Maraini, è autrice di altri libri sui temi della storia e delle donne, tra cui “Le vittoriose. Storie di donne tenaci” e “Le madri della Costituzione”. La sua scrittura elegante e coinvolgente rende la lettura di questo libro interessante e appassionante, offrendo una riflessione sulla lotta per l’uguaglianza di genere e sulla capacità delle donne di affermarsi in un mondo ancora dominato dagli uomini.
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