Il 2 giugno del 1946 gli italiani scelsero la Repubblica. La scelsero anche le italiane, che andarono per la prima volta a votare in quelle storiche elezioni in cui si elessero anche i deputati dell’Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova Carta Costituzionale.
Tra i 556 parlamentari che scrissero la Costituzione Italiana c’erano 21 donne: una novità assoluta in quell’anno di novità e di svolta epocale in cui le italiane andarono per la prima volta alle urne per elezioni storiche.
Un’avanguardia esigua, il 3,7 per cento, ma fondamentale nella stesura della Carta: cinque delle elette furono designate nella Commissione dei 75 (Maria Agamben Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce).
Il ruolo delle 21 donne nella Costituente fu decisivo nel riconoscere i principi che sanciscono la parità nell’ambito della famiglia e del lavoro, e più in generale nel fare in modo che la società di questo Paese si aprisse alla modernità.
Le loro vite – tra la Resistenza, l’attivismo politico, le lotte sindacali, l’impegno nella scuola – parlano da sole: differenti per generazione, estrazione sociale, formazione, professione, ideologia, le “madri costituenti” contribuirono a rendere più democratica la Costituzione della nuova Italia. Spesso dovettero far fronte ai pregiudizi persistenti anche nei loro stessi colleghi. Le loro vite, pubbliche e private, sono state straordinarie, e per questo bisogna conoscerle.
Se ne parlerà nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto mercoledì 30 marzo alle 17.30 insieme ad Alessandro Baschieri: Eliana Di Caro, giornalista, autrice del libro “Le madri della Costituzione” (Milano, Sole24Ore 2021) converserà da remoto con Sabino Cassese, professore emerito della Scuola Normale Superiore e giudice emerito della Corte Costituzionale e con Sara Muzio, nipote di Teresa Mattei, la più giovane delle “costituenti”. L’attrice Ottavia Piccolo reciterà “La Costituzione è mia sorella”.
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