La scrittrice 43enne, di origini albanesi, Erida Petriti, ha letto venerdì pomeriggio due dei suoi racconti inediti nella Biblioteca Comunale di Mogliano.
L’appuntamento era il terzo in programma all’interno della rassegna dal titolo: CONNESSIONI CULTURALI.
Il “vizio” di scrivere se lo porta dietro sin da bambina, quando a scuola confezionava testi per tutta la classe. Arrivata in Italia, per il ricongiungimento familiare con il marito che l’aveva preceduta qualche anno prima, ora vive da ventidue anni nella provincia di Treviso, prima a Monastier e poi a Mogliano. Qui gestisce, insieme al marito, un’attività di ristorazione.
Sono stati i figli, due maschi di 15 e 6 anni, a permetterle di perfezionare il suo italiano, aiutandoli a fare i compiti. Così è diventata una scrittrice in lingua italiana.
In Albania, anche quando era proibito, chi si poteva permettere un’antenna e un televisore, riusciva a prendere i canali italiani e imparava così la nostra lingua.
“Mi ricordo il Festival di Sanremo e i telefilm. Seguivamo “La Piovra” con Michele Placido e molti altri. – continua Erida Petriti – Noi eravamo chiamati Kulak, un termine dispregiativo che identificava i nemici del popolo, perché la nostra famiglia aveva dei terreni. Venne tutto confiscato e mio nonno andò in carcere”.
In Albania, durante la dittatura comunista di Enver Hoxha, milioni di “Kulaki”, i contadini più ricchi, vennero in parte sterminati, in parte condannati ai lavori forzati.
Oggi in Albania la situazione è talmente diversa che molti nostri pensionati si trasferiscono lì per godersi la pensione!
Circa dodici anni fa Erida Petriti iniziò a scrivere il suo primo racconto dal titolo “Amore impossibile” che narra la storia tra il Giaccio e Il Sole.
Seguirono molti altri: “Scrivere è un bisogno; mi sento realizzata e leggere i miei racconti ad un pubblico attento è molto gratificante. Riuscire ad avere un riscontro è uno stimolo a continuare.”.
Oggi Erida Petriti attende di completare i racconti di quello che sarà il suo primo libro stampato.
Silvia Moscati
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