La scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo è stato uno di quegli eventi che ha allargato le frontiere del mondo, favorendo l’incontro con popoli e culture finora sconosciuti. L’importanza di tale avvenimento non si concluse con la semplice scoperta, ma diede l’input alle Nazioni più evolute per proiettarsi verso una nuova era, sollecitando l’intelligenza e l’inventiva dell’uomo.
La scoperta dell’America costituì un momento di notevole rilevanza sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto quello economico e commerciale. Aprì lo sguardo a nuovi orizzonti, terre da coltivare e far fruttare. In buona sostanza, fu uno di quei fenomeni che cambiò la visione del mondo e delle abitudini fino ad allora praticate. Tutto questo fu merito di un italiano intraprendente, un esploratore che arrivò alla scoperta di un nuovo e immenso Continente.
Nato a Genova il 26 agosto 1451, Cristoforo Colombo era un marinaio e navigatore dell’antica repubblica marinara di Genova, uno tra i più importanti protagonisti delle grandi scoperte geografiche europee tra il XV° e il XVI° secolo. Deve la sua fama ai numerosi viaggi che condussero alla colonizzazione europea.
Lo scopo delle sue peregrinazioni esplorative per mare fu quello di ampliare i confini del mondo e scoprire nuovi mercati che potessero condurre al commercio dell’oro e delle spezie in India, Paese raggiungibile – secondo la sua esperienza di marinaio – circumnavigando l’Africa. A tal proposito si ricordano alcuni tentativi passati, che si erano spinti oltre le Colonne d’Ercole. Tra questi, uno è stato Bartolomeo Diaz, giunto fino al Capo di Buona Speranza, fino ad allora considerato il punto più a Sud dell’Africa.

Di questo passo, affascinato dall’appetibile meta che allora costituivano le Indie, nel 1492 Cristoforo Colombo programmò un viaggio esplorativo in quelle terre, con un numeroso equipaggio e mezzi adeguati onde assicurarsi l’esito positivo. A finanziare l’ardua, ambiziosa e rischiosa spedizione fu Isabella di Castiglia, insieme ai re di Castiglia e di Aragona, che gli permisero il 3 agosto 1492 di salpare da Palos de la Frontera verso l’Asia, a bordo delle Caravelle. Benché l’immaginario collettivo le abbia ridotte a tre (Pinta, Nina e Santa Maria), nella pratica, considerando l’entità dell’impresa, erano probabilmente molte di più. Con il termine caravella s’intendeva una tipica imbarcazione adatta alle esplorazioni, leggera e facilmente manovrabile, capace, quindi, di circumnavigare l’Africa e raggiungere così le isole orientali dell’Asia, senza dover pagare le tasse agli Ottomani.
Il primo viaggio durò diversi mesi e, nonostante tutte le contrarietà del caso (violentissime burrasche e incidenti in mare che distrussero la Santa Maria), il 12 ottobre sbarcò a Guanahani, l’isola che poi ribattezzò come San Salvador. Pare che il primo a mettere i piedi a terra su quell’isola fu Amerigo Vespucci, braccio destro e confidente di Colombo, al quale fu dedicato l’intero continente. Prima di fare ritorno in Europa, la spedizione continuò verso quegli immensi territori delle Antille, fino a raggiungere i Caraibi, Cuba e Santo Domingo.
Oltre alla notizia di aver scoperto nuove terre, Colombo riuscì a portare con sé alcuni segni tangibili delle isole dell’India oltre il Gange, come oro, tabacco e dei bellissimi pappagalli. Al ritorno da questo primo grande viaggio Colombo fu designato Vice Re e Governatore delle Indie.
Trascorsero giorni di festa nelle città di Siviglia, Cordova e Barcellona, dove Colombo giunse nel 1493, accolto dai Sovrani con onori trionfali. Il ricevimento proseguì nella Cappella S. Anna e fu celebrato con il rito della “salva”, solitamente riservato alla stirpe di sangue reale. In quella circostanza i sovrani sollecitarono Colombo a effettuare il più presto possibile un’altra spedizione.
In effetti, seguirono altri viaggi di Colombo verso le Americhe, ma di minore fortuna. Dopo il secondo fu accusato di tirannia e maltrattamenti dalla Ciurma e dagli equipaggi delle imbarcazioni. Fu privato dei titoli acquisiti, dunque, incarcerato. Tuttavia Isabella di Castiglia, che nutriva una forte affezione per l’Ammiraglio Italiano, lo fece liberare. Nonostante ciò, però, il discredito del Re e il popolo di Castiglia lo portarono alla rovina.
Nell’ultimo viaggio scelse di imbarcarsi come semplice marinaio e osservatore, mettendo a servizio dell’intera spedizione tutta la sua esperienza di esploratore e navigatore provetto. Ripartendo da Hispaniola, diventata ormai una roccaforte per tutti gli esploratori susseguitisi nelle varie spedizioni, Colombo fece ora a scoprire le isole Cayman raggiungendo anche la Giamaica.
A causa di un peggioramento di salute egli fu costretto a fare ritorno in Spagna da solo, dove approdò il 7 novembre 1504. Si ritirò, quindi, nella sua casa di Valladolid, capitale della Castiglia, e lì morì sopraffatto dalla solitudine e dalla depressione, deluso e amareggiato.
A cura di Nuccio Sapuppo
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