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La morte di Liliana Resinovich a Trieste

1 minuti di lettura

Mi ha molto colpita la morte di Liliana Resinovich a Trieste, forse perché accade nella mia città natale o perché Liliana era il nome di mia mamma, e anche di mia zia, entrambe triestine.

Il suo corpo è stato trovato in posizione fetale all’interno di un paio di sacchi neri della spazzatura, aperti, con la testa infilata in due buste di nylon chiuse sul collo.

Le circostanze hanno subito fatto pensare a un delitto ma la nuova ricostruzione

degli investigatori avallerebbe l’ipotesi suicidio.

Del resto se accanto a lei c’era una piccola borsa vuota si intuisce facilmente che dentro quella ci fossero i sacchi che lei stessa avrebbe usato per uccidersi.

Liliana si sarebbe recata lì senza altra cosa che il “necessario” per porre fine alla sua vita, forse dopo aver ingerito dei farmaci. Sarebbe entrata con i piedi in un sacco nero e ne avrebbe infilato un altro sul capo. Si sarebbe stesa a terra, avrebbe messo sulla testa le buste di nylon stringendole al collo in modo da togliere l’ossigeno e perdere coscienza, per lasciarsi andare. Mi spiace molto per Lei.

Silvia Moscati

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