Thierry Fremaux presenta il suo Festival di Cannes, arrivato a spegnere le sue 72 candeline in maniera armoniosa, voluttuosa.
Con Netflix all’orizzonte e la continua rivalità con Venezia, si parte con gli Zombie di Jim Jarmusch e si passa da Ken Loach due volte Palma d’oro ai fratelli Dardenne alle prese con il radicalismo islamico.
Una cospicua presenza del cinema francese fa da contraltare all’ Italia, defilatissima e capitanata dal solo Marco Bellocchio, che ci presenta un sua pellicola dallo stile inedito ribattezzata “Il traditore” un viaggio nella storia del primo pentito di mafia Tommaso Buscetta impersonato da un credibilissimo Pierfrancesco Favino.
E poi Almodovar, Malick, Dolan che a Cannes va sempre a segno, passando per Lelouch, Herzog con il suo ultimo film documentario e due stories su Elton John e Maradona senza dimenticare l’emergente Bagalov oltre ad una nutrita e giusta larga partecipazione femminile nella kermesse francese.
Un festival che guarda al futuro, con scenari tutt’altro ovvi, e in piena mutazione, che strizza giustamente l’occhio al passato, con il doveroso tributo ad un icona del cinema d’oltralpe, il grande Alain Delon che verrà premiato con il Leone d’oro alla carriera.
Chapeaux!
Festival di Cannes dal 14 al 25 maggio.
Mauro Lama
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