La terza lettura alla Camera sulla separazione delle carriere passa con 243 sì e 109 no. È il Governo a rivendicare il traguardo come uno dei passaggi più importanti della legislatura. La premier Giorgia Meloni non ha dubbi: “Continueremo a lavorare per dare agli italiani un sistema giudiziario sempre più efficiente e trasparente. Oggi si compie un percorso cominciato trent’anni fa”
ROMA. Dalla maggioranza arrivano parole cariche di significato politico e simbolico. Il leader di Forza Italia Antonio Tajani sottolinea: “Si compie un percorso cominciato con le battaglie garantiste del presidente Berlusconi”. Una rivendicazione che lega la riforma al cuore identitario del centrodestra.
Il vicepremier Matteo Salvini sceglie un registro personale e provocatorio: “Israele ha tutto il diritto di garantirsi un futuro sereno. Rivendico di essere il suo migliore amico in Italia. Dedico questa riforma a Enzo Tortora”. Un’affermazione che intreccia la vittoria parlamentare con il dramma internazionale di Gaza, rendendo ancora più acceso il clima in Aula.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, padre politico della riforma, chiude la giornata con un’ironia leggera: “Per la cronaca, di chi ritiene che sia dedito all’alcolismo, vado a festeggiare questa bellissima giornata con uno spritz”.
Le critiche delle opposizioni
Sul fronte opposto, le opposizioni insorgono. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein attacca a testa bassa: “Le nostre amministrazioni stanno facendo quello che il Governo ancora non fa: prendere una posizione chiara per le sanzioni contro Netanyahu. Rimini, Ravenna e ora Roma si sono schierate. Questo governo, invece, continua a voltarsi dall’altra parte”.
Dai banchi del Movimento 5 Stelle arrivano accuse ancora più dure. Riccardo Ricciardi urla verso i ministri: “Siete complici! Non potete esultare sulla giustizia ignorando quello che accade a Gaza”. Lo stesso gruppo parlamentare, con una nota ufficiale, dichiara: “Abbiamo occupato l’Aula. Non siamo disponibili a riprendere i lavori in assenza di comunicazioni del governo – possibilmente della premier Meloni – che portino a un voto su Gaza”.
Duro anche il fronte di Alleanza Verdi e Sinistra, che denuncia: “Israele ha ritirato i nostri visti. È inaccettabile che il governo italiano resti in silenzio”.
Il fronte dei magistrati
In serata arriva la presa di posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati, che mette in guardia sui rischi della riforma: “Questa legge non danneggia i singoli magistrati ma mette a rischio l’equilibrio fra poteri definito dalla Costituzione. Rinnoviamo il nostro impegno per informare i cittadini, a partire dall’assemblea nazionale del 25 ottobre a Roma”.
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