Nato a Milano il 1° ottobre 1929, fu assunto in Rai e diventò uno dei volti della Domenica Sportiva, inventando la famigerata moviola
Dall’entrata in Rai, era il 1958, alla Domenica Sportiva dove rimase per 30 anni, fino a quando ruppe gli indugi andandosene per attriti insanabili con Tito Stagno. Ma prima fu la storia ad essere scritta, anzi “rivista”, con gli occhi della moviola appunto e per la perfetta cronologia in una giornata di autunno milanese, il 22 ottobre del 1967, quando durante un derby Inter-Milan, Sassi coadiuvato dal suo fedelissimo Heron Vitaletti, scandendo fotogramma per fotogramma si accorse di un gol fantasma del golden boy Rivera. Enzo Tortora, conduttore della trasmissione ne prese atto e annuì. Da quella sera la cultura calcistica sia avvalse del”ralenti” E della moviola, ossia l’analisi di riprese trasmesse appunto a rilento, riguardanti decisioni arbitrali ed episodi e dubbi di un match calcistico. Era evidente che poteva cambiare tutto e il triplice fischio dell’arbitro non avrebbe più decretato la fine delle ostilità ma che tutto si sarebbe trascinato fuori dal rettangolo di gioco e dagli scomodi spalti. Per approdare fuori, nelle case, nei bar, nei luoghi di lavoro. Dove il clima divenne sempre più effervescente, infuocato dalla caccia all’errore, frame dopo frame.
E Carlo Sassi, non solo fu l’autentico inventore di questo modo di rivedere il calcio, ma soprattutto l’autore rivoluzionario capace, attraverso il riavvolgimento delle bobine di ribaltare certezze e decisioni prese en plen air, sul frangente. Con gli arbitri che giocoforza ne presero atto senza ovviamente sospettare che un giorno sarebbe arrivato il Var a complicare il tutto.
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Zero Biscuit di Mauro Lama
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