Video e immagini tutto schermo e i rells che incombono come non mai, con il feed che si popola di di post e account “vivamente consigliati“ ma che alla luce non azzeccano nulla con te e la tua rete di amici e conoscenti.
Con un occhiata alla genesi, alla nascita di Instagram, ossia un servizio di rete sociale statunitense che permetteva di loggarsi, scattare foto, applicarvi filtri e condividerle via internet.
Per “bellarsi“ e mettere in vetrina il tramonto appena scattato piuttosto che il piatto gourmet pappato e lautamente pagato al ristorante stellato di turno.
Mai poi la pelle cambia con le chat e direct , fino alla deriva dei video sempre più invasivi, più continui, per rimanere alti nei feed delle persone.
All’orizzonte TIkTok che fa della sveltita il suo karma, con milioni di video brevi e personalizzati dove clip, velocità e filtri imperano, ma qui si nasce per questo.
Adam Mosseri il patron di Instagram ha fatto sapere che i cambiamenti proseguiranno e Insta deve evolversi e stare al passo, salvo fare poi un parziale dietrofront dopo la rivolta di influencer e altra gente di peso incazzata nera per le mutazioni di genere.
La soluzione tout court sarebbe semplice. Avere le due piattaforme distinte dove passeggiare in maniera distinta, libera.
Ma alla fine bisogna raggiungere utenza e Insta si Tiktokka sempre di più. Passo dopo passo, reels dopo reels.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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