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Incomincio a comprare pigiami

3 minuti di lettura

La vecchiaia si allunga e l’assistenza familiare diventa terreno di conflitti e riflessioni quotidiane

ITALIA – La popolazione anziana diventa dominante per statistica su quella giovanile. La vita media è aumentata sensibilmente al punto tale che oggi si è vecchi quando si raggiunge e si supera l’età di 75 anni. Più che allungarsi la vita si è allungata la vecchiaia.

Il tempo che passava, alcuni decenni fa, tra il termine della vita sana e produttiva e la morte era mediamente breve. Una malattia invalidante cronica oppure una malattia improvvisa del cuore o un tumore concedevano all’individuo solo un breve periodo di sopravvivenza.

Oggi, e sarà in futuro anche di più, l’assistenza ai familiari anziani, spesso rimasti soli e con una importante invalidità nell’autonomia, è diventata fonte di preoccupazione, stress e conflitti intrafamiliari che rendono la vita assai difficile a chi è chiamato ad assistere.

Salta la parità di genere, perché è ovvio ai più, ma non certo giustificabile, che siano le donne a occuparsi dei familiari anziani. Così le donne non sempre volontariamente accettano il ruolo di assistere agli anziani, come una specie di tacita e dovuta delega da parte dei mariti e dei fratelli.

Succede che la donna deve occuparsi dei suoceri, o di familiari acquisiti quando i diretti interessati sentono di non doversi coinvolgere più di tanto. Nel migliore dei casi, il compito dell’assistenza e di tutto ciò che serve alla persona anziana viene più o meno equamente distribuita.

Anche l’anziano che è stato sistemato in Casa di Riposo ha esigenze per cui vengono chiamati i familiari prossimi a intervenire, secondo le necessità che vanno dagli effetti personali dell’igiene, dell’abbigliamento e altri beni di conforto.

E gli anziani di fatto sono molto esigenti. Vogliono essere visitati e/o chiamati più volte al telefono, pretendono anche in forma assillante di prendere parte alla vita dei figli e dei nipoti. Si amareggiano oppure addirittura si indignano quando si sentono trascurati, anche se non è del tutto vero.

Poi ci sono le ferie alle quali i giovani che lavorano non vogliono rinunciare. Anche le badanti vanno in ferie e si devono sostituire, non sempre è facile. Così i giovani non possono andare in vacanza in posti troppo lontani, perché ci potrebbe essere una urgenza cui devono far fronte, e soltanto loro possono affrontarla.

L’insofferenza e l’insoddisfazione delle famiglie diventa insostenibile. Tutto perché c’è un anziano da assistere e che tutto sommato sta ancora bene, con una attesa di vita che può superare il decennio.

I vecchi hanno presente tutto questo che si muove per loro e intorno a loro, e ne sono molto preoccupati. Al punto che cercano di risparmiare il più possibile, rinunciando a quelle cose che li potrebbero rendere meno infelici. Risparmiare per prepararsi a un futuro, anche lungo di solitudine e di bisogni.

Essi vorrebbero essere trattati come Re e Regine, seduti sul trono per essere serviti, ascoltati, venerati direi. Ma non sanno che anche i Re e le Regine sono come loro quando invecchiano. Sopportati dagli eredi che aspettano di prenderne il posto.

Anche se un po’ sordastri per l’età, però riescono a sentire le frasi bisbigliate: “come sta il vecchio? cosa ne pensa la vegliarda?”. Oppure quando l’anziano nei giorni di festa arriva al Pronto Soccorso: “Eccone un altro!”, o i familiari che si lamentano di aver trascorso ore di attesa, e di aver dovuto rinunciare al meritato riposo e al week end.

Ho sentito al telefono una mia amica che era molto dispiaciuta perché non riusciva a mettersi d’accordo con la sorella, riguardo all’acquisto o non acquisto di pigiami per il padre ultraottantenne, allettato, un po’ confuso, incontinente nonostante il pannolone.

La sorella diceva che non si poteva comprare un pigiama alla settimana, era una spesa, bisognava lavare quelli che c’erano in casa. La mia amica ribatteva sostenendo che lavare troppo spesso il pigiama, anche questo era una spesa, un lavoro in più per la badante e poi a forza di lavarli si consumavano e comunque andavano comprati dei nuovi.

Un problema molto serio per la pace in famiglia! Anche perché questa discussione era solo una delle tante relative all’assistenza da assicurare al loro padre, anziano e malato.

Per questo tra me ho pensato, ora sulla soglia dei miei 75 anni, ma ancora in salute e in attività: “È meglio che incomincio a comprare pigiami, tutti quelli che posso!”.

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