Gli incendi devastanti che hanno colpito Roma nelle ultime settimane non solo hanno distrutto vasti territori verdi, ma hanno anche causato la morte di numerosi animali selvatici.
ROMA. I tre recenti incendi che hanno colpito Roma – a Torre Spaccata, Monte Mario, e alla Pisana-Casal Lumbroso – non solo hanno devastato il patrimonio vegetativo della Capitale, ma hanno anche causato un numero incalcolabile di vittime tra la fauna selvatica. Questi animali, abitanti di boschi, sottoboschi e radure, sono le vittime silenziose di cui raramente si parla. A denunciare la situazione è l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA), che punta il dito contro l’incuria e la mancata manutenzione del territorio da parte delle amministrazioni.
Il presidente dell’OIPA, Massimo Comparotto, ha criticato duramente gli amministratori nazionali e locali che, negli anni, non hanno messo in sicurezza il verde della Capitale. «I parchi, i giardini, le riserve, e persino le aree lungo il Tevere e l’Aniene, spesso trasformate in discariche a cielo aperto, avrebbero dovuto essere monitorati e curati con maggiore attenzione», ha affermato Comparotto. La mancanza di azioni preventive e la negligenza degli enti preposti hanno contribuito alla gravità degli incendi, come quello che ha devastato il Parco di Monte Mario, probabilmente causato da un insediamento abusivo.
Secondo l’OIPA, di fronte alle ripetute denunce e agli allarmi dei residenti, la risposta della politica nazionale e locale è stata insufficiente, limitandosi a esprimere rammarico solo a disastro avvenuto, senza mai intervenire in modo efficace per prevenire tali tragedie. L’associazione chiede un cambiamento di rotta, affinché il patrimonio naturale e faunistico della Capitale venga finalmente protetto e valorizzato, come previsto dalle leggi a tutela dell’ambiente.
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