Eblouir Paris ossia incantare Parigi, al Musée d’Orsay una mostra in programma dal 23 settembre fino all’11 gennaio rende omaggio al talento e alla grazia del pittore John Singer Sargent
La mostra, realizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York, riunisce 90 opere avendo in serbo il nobile scopo di far riemergere il genio di John Singer Sargent, ma soprattutto di sdoganare la sua bravura, il suo tumultuoso talento, per concedere la vista delle sue tele ad un pubblico più vasto. Per liberare l’arte attraverso l’autore. 90 opere, questo è il numero perfetto, alcune delle quali completamente inedite, mai esposte prima in Francia. E ritroviamo nel percorso espositivo l’ascesa dell’artista, che giunge a Parigi nel 1874 ancora imberbe, ma pieno di quella creatività che porterà alla creazione di composizioni destinate a stupire o a scandalizzare, come quando in seguito alla “discussione” che seguirà il suo ritratto di Madame Gautreu (Madame X) al Salon, dovette rifugiarsi a Londra e “correggere” la splendida opera alzando una spallina del soggetto, per ricondurre alla morale dell’epoca il dipinto. Anche se rimase fortunatamente permeato da quell’aria di misteriosa caducità, immerso dalle strepitose nuances vermiglio, viola, rosa e bianco.
Ma è frequentando il mondo parigino, l’impressionismo e l’ascesa della capitale francese che divenne capitale mondiale dell’arte, che il pittore americano si stringe al suo talento liberandolo e integrandosi in maniera volitiva ed empatica alla noblesse oblige, al cerchio magico della Ville Lumière composto da artisti, mecenati e scrittori. Gente che conta e racconta. Ma con quel piccolo grande distacco che lo vede raramente ritrarre la Parigi dell’epoca e la sua côté, colto da quel desiderio di viaggiare per comprendere l’uomo e concedersi alla sua fervida immaginazione, attraverso paesaggi e scene dove la raffinata qualità stilistica diventa padrona della tavolozza e del pennello, anche se è soprattutto nella ritrattistica che Sargent arriverà a dare il meglio di sé, con la sua formidabile tecnica che lo vedrà paragonato a Velázquez. Ma è nella maturità che Sargent, abdicata la ritrattistica, volle approdare definitivamente all’acquerello, tecnica che gli consentì di avvicinarsi sempre più alla luce, rincorrendo quell’attimo che solo la tecnica en plein air riesce a concedere. Fresca, pulsante e immediata, sospinta dall’istinto creativo.
Anche se le sale del D’Orsay dedicano proprio alla ritrattistica un’ampia sezione, dove la maestria del pittore americano, giramondo e costantemente in cerca di ispirazioni, si palesano attraverso geniali tele quali “Le figlie di Edward Darley Boit” ispirato a Las Meninas di Velázquez, la scandalosa “Madame X”, sublime opera e “La Carmencita”.

La mostra, corredata da un ricco catalogo è dedicata alla memoria di Sylvain Amic, presidente del Musée d’Orsay, scomparso la scorsa estate in maniera prematura.
Photo Credit Musée d’Orsay Paris
Zero Biscuit di Mauro Lama
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