Giornata ad alta tensione politica in Francia, dove il parlamento si riunisce per votare due mozioni di sfiducia contro il governo del primo ministro Sébastien Lecornu
PARIGI. Nonostante l’atmosfera carica di incertezza, l’esecutivo sembra destinato a sopravvivere, grazie alla decisione di Lecornu di sospendere la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron, una mossa pensata per ottenere l’appoggio della sinistra.
La scelta del premier ha sortito l’effetto sperato: i socialisti, che detengono la chiave della maggioranza, hanno accolto positivamente l’annuncio e dichiarato che non voteranno a favore delle mozioni di sfiducia, una presentata dall’estrema sinistra e l’altra dal Rassemblement National di Marine Le Pen.
Secondo Reuters, tuttavia, il risultato resta incerto. Alcuni deputati ribelli, sia tra i socialisti sia tra i repubblicani conservatori, potrebbero creare sorprese. Attualmente, 265 deputati hanno annunciato l’intenzione di votare per la caduta del governo: ne servirebbero 289 per far passare la mozione.
Sospendendo la riforma delle pensioni, Lecornu rischia di cancellare uno dei pilastri economici del mandato di Macron, in un momento in cui le finanze pubbliche francesi versano in condizioni critiche. La Francia affronta infatti una delle sue crisi politiche più gravi degli ultimi decenni, con governi di minoranza che cercano di far approvare bilanci di austerità in un’Assemblea nazionale frammentata in tre blocchi ideologici.
Mentre la maggioranza naviga tra equilibri precari, i socialisti intendono sfruttare la loro posizione di forza proponendo una nuova imposta sulla ricchezza, destinata a colpire i più abbienti e a finanziare le casse dello Stato.
Il dibattito parlamentare è già iniziato e promette di essere acceso. Con un equilibrio così fragile tra i partiti e un clima di sfiducia generalizzato, l’esito delle votazioni potrebbe segnare una svolta cruciale nella politica francese dei prossimi mesi.
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