Alcuni giorni prima del Santo Natale ecco la festa che anticipa la festa, in un clima informale e rilassato, lontano dalle frenesie
Intimo, magico, che anticipa il Natale vero e proprio ma con tutti gli ingredienti della festa, con un’atmosfera più blanda, condividendo cibo, regali e attenzioni. Si chiama “Il Natalino“, e imperversa nelle grandi città ma anche in provincia. Minimo comune denominatore, anticipare per poter festeggiare tra amici e familiari in maniera meno concitata. Perché scivolare nella costiera commerciale delle festività natalizie è un attimo, basta pensare al girone dantesco dei regali, autentico meandro nel quale chi si ferma è perduto, un vero e proprio tourbillon dove colui che osa restare indietro rischia l’ammenda morale. E allora cosa conta? L’agenda fitta e assortita, dove ogni nome ha il suo abbinamento, il suo dono, a cui si arriva con la piena conoscenza ma anche, parliamoci chiaro, grazie alle soffiate che si richiedono, onde evitare svarioni clamorosi. Senza aprire il “capitolo riciclo“, per cui occorrerebbe un altro articolo, un’altra narrativa particolareggiata. La frenetica rumba ha il suo bordo apicale a ridosso del venticinque, quando il conto alla rovescia diventa impetuoso, crudele. Fino al giorno della natività, dove gli animi finalmente, in un sussulto di spiritualità si tranquillizzano, incontrando il vero significato del Natale e il pranzo regale, dove ogni famiglia giustamente vuole offrire il meglio, con Pantagruel che si accomoda a capo tavola, sicuro di aver varcato l’uscio dal romanzo di François Rabelais per una buona causa. Con Santo Stefano che può attendere paziente e attento a farsi trovare pronto.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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