Una novità nelle Giornate Europee del Patrimonio 2025
TREVISO – All’interno del denso programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, cè stato un gradito ritorno, che per alcuni è stata una vera e propria novità: il Museo Simon Benetton.
Nella zona di Santa Maria del Rovere, quindi a pochi passi fuori delle mura cittadine, si trova un’ opera di architettura in stile scarpiana, realizzata a ridosso degli anni ’70, che ospita il museo in questione. Solo questa meriterebbe una visita per come ha concepito gli spazi esterni ed interni e per i ricorrenti temi scarpiani: le linee curve, l’uso del cemento con l’impronta delle assi di legno, gli scorci che si anellano uno dentro l’altro.
Quindi il visitatore, in questa occasione, è stato colpito dalla location innanzi tutto.
All’interno poi, in occasione di queste giornate speciali per la cultura, domenica 28 settembre alle 18 è stato organizzato un concerto lirico che ha valorizzato dei giovani talenti, come il baritono Luca Dal Poz e i soprani Bianca Maria Clamar, Sara Riboldi e Francesca Orgiana, accompagnati al pianoforte da Riccardo Massolin. E’ stato proposto delle arie più famose dalle opere mozartiane più famose, come Le Nozze di Figaro e il Don Giovanni; ma non solo: anche della Boheme, di Don Pasquale e dell’Elisir d’Amore. Un concerto delizioso, durato più di un’ora e mezza.
Quando le esibizioni canore sono finite, il pubblico è stato invitato ad un brindisi nello splendido giardino, decorato con le statue del Maestro Simon Benetton e poi ha potuto ammirare più da vicino e con attenzione le numerose sculture nelle sale.
Ricordiamo che questo spazio, con un contesto cromatico e di luminosità particolari, avvolge i visitatori nello stato d’animo artistico di Simon Benetton.
Una continua ricerca dell’armonia degli elementi, per ricongiungere l’anima nello spazio.
Una bellezza infinita a disposizione delle persone, tanto da percepire l’amore che l’artista dedicava al prossimo. Prima di essere museo, questo luogo era il laboratorio in cui l’artista studiava, progettava ed elaborava i testi per le poesie, i bozzetti per le opere e infine sperimentava nuove tecniche artistiche.
Il museo fu l’ambiente ideale per il Maestro Simon Benetton proprio per la pace che questo luogo offre. Infatti le sue massime intuizioni e performance, soprattutto sperimentali, sono nate proprio qui. Un giovane Simon Benetton che studiava e progettava nel suo laboratorio, instancabile anima artistica sempre in continua evoluzione, con il forte desiderio di comunicare il proprio messaggio al mondo, che ancora permane tra le sale museali, attraverso le proprie sculture.
Raggiungendo maggior consapevolezza del talento, conseguito con anni di sperimentazioni di nuove tecniche e fusione di elementi, in una sala al primo piano, sono custoditi tutti i riconoscimenti e premi che il Maestro Simon Benetton ha ricevuto durante la sua carriera artistica.

Nello spazio dedicato alle opere dell’ultimo periodo, Energia Cosmica nell’Universo, ci si sente sospesi tra terra e cielo immersi nell’idea di volare, di liberarsi verso l’infinito.
Il museo continua la propria esposizione nell’immensa oasi verde, in cui possono essere ammirate altre sculture più grandi, tra il parco, un piccolo specchio d’acqua e ruscelli.
Le opere qui esposte sono generate in metallo che a contatto con la natura trasformano il loro colore argenteo in ruggine, è il ferro che si trasforma, che ritorna in armonia e interazione alla madre terra.
Perciò uno dei pregi di questo luogo, è la capacità di trasmettere la sensazione di pace, di infondere energia vitale. Ecco perché è una bella opportunità visitarlo, oltre che a conoscere il Maestro Simon Benetton e comprendere a contatto diretto con le opere si percepiscono i concetti chiave del Maestro, quali spiritualità, luce e anima.
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