Immediatamente ribattezzato “Il modello Albania“, ideato dal governo italiano per la gestione del flusso dei migranti fa discutere oltremodo
È essenzialmente il trasferimento dei migranti in hotspot, ma fuori dai confini italiani. Con il beneplacito di Ursula von der Leyen che però incassa solo dubbi dall’Ue, mentre Giorgia Meloni afferma e rivendica ovviamente la bontà della sua scelta. La bagarre è aperta, con l’opposizione che lancia immediatamente strali e invettive contro questo modello di gestione operativa.
16 migranti per iniziare, di cui alcuni immediatamente di ritorno per via della minore età, adottati dalle strutture albanesi nel sito di Gjader, che avrà ben tre centri distinti, tra asilo, permanenza per il rimpatrio e penitenziario.
Costi e opportunità, ma anche deterrenza, che dovrebbe scoraggiare sbarchi ad oltranza, ma non è ovviamente tutto, lo scisma ideologico sventra l’agone politico e lo rende vulnerabile, visti gli attacchi ficcanti di chi non crede sia l’idea giusta, anche se forse appare presto per poter fornire giudizi definitivi.
Al di fuori delle mere dissertazione politiche, conta immediatamente comprendere quanto sia lungimirante un progetto del genere, che mira a rendere più fluido il flusso dei migranti in tutta la sua interezza, tenendo conto, ovviamente delle immense oggettive difficoltà delle nostre coste, pronte ad accogliere, ma impossibilitate a governare gestioni al limite. Senza contare, e di questo bisognerà tenere conto del parere del popolo albanese, che bofonchia affermando di non avere avuto alcuna voce in capitolo riguardo questo.
Photo Credit by Ansa
Instacult di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
