Ci sono opere che hanno raggiunto una notorietà senza tempo. Così come certi classici della letteratura. Una di queste è Il lago dei cigni, balletto in due atti e quattro scene, le cui musiche, composte da Čajkovskij, e la cui coreografia, ideata da Marius Petipa, sono diventate un appuntamento imperdibile anche per chi non è un intenditore di danza classica.
Venezia. Al Teatro Goldoni, il 26 dicembre, il Russian Classical Ballet, sotto la direzione artistica di Evgeniya Bespalova, porta in scena in doppia replica (alle ore 16.00 e alle 20.30) questo classico della tradizione natalizia.
Considerato l’icona dei balletti classici ottocenteschi, Il lago dei cigni, è una storia d’amore, tradimento e trionfo del bene sul male. Massima espressione di romanticismo e bellezza, come li intendeva il gusto del tempo, da più di un secolo questo balletto delizia il pubblico continuando a incantare anche agli spettatori di oggi.
Una coreografia che richiede tecnica e abilità da parte dei ballerini e il Russian Classical Ballet, che porterà sulla scena Liliia Zainigabdinova, Ilnur Gaifullin, Ekaterina Sabantseva, Irina Chuvakina, Mark Pronin, Alena Shugaeva, Renata Khasanova, Stella Malkina, Ivan Sidelnikov, e Ali Kadyrov, vanta un cast guidato da étoile dello scenario internazionale del balletto. La rappresentazione dei personaggi, in particolare nel confronto tra la purezza del Cigno Bianco e l’oscurità del Cigno Nero, richiede inoltre ai solisti capacità virtuosistica e talento drammatico che vengono espressi al massimo nei due Grand Pas de Deux della seconda e della terza scena.
La Suite Op.20 di Čajkovskij che introduce nel mondo altro di quest’opera ha reso eterno il nome del compositore; la traduzione delle movenze animali dei cigni in movimenti del corpo umano ad opera di Petipa è pura espressione di genio artistico e coreografico. Ecco perché questo balletto resta tra quelli messi in scena con maggiore successo e soddisfazione e trova spazio nel cartellone natalizio del Teatro Goldoni.
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